Inchiesta Benko, revocato l'obbligo di dimora alla sindaca Cristina Santi: "Confido sia un primo passo per giungere a un definitivo accertamento della mia innocenza”
La sindaca era finita in un primo momento agli arresti domiciliari. Si è sempre dichiarata estranea alle gravi accuse che le sono state rivolte. L'annuncio della revoca dell'obbligo di dimora è stato dato dai difensori della sindaca, gli avvocati Nicola Zilio e Ilaria Torboli, comunicando la decisione del Gip Enrico Borrelli, su richiesta della Procura della Repubblica di Trento

TRENTO. È stata revocata la misura cautelare dell'obbligo di dimora alla sindaca di Riva del Garda, Cristina Santi, che nei mesi scorsi era finita al centro dell'inchiesta che aveva sconvolto il sistema politico e imprenditoriale locale, con 77 persone indagate e 9 finite agli arresti domiciliari.
L'annuncio della revoca è stato dato dai difensori della sindaca, gli avvocati Nicola Zilio e Ilaria Torboli, comunicando la decisione del Gip Enrico Borrelli, su richiesta della Procura della Repubblica di Trento.
La vicenda aveva visto le indagini coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo della Procura della Repubblica di Trento, dai carabinieri e dalla guardia di finanza. Aveva portato a galla la presenza di un gruppo affaristico che, secondo l'accusa, sarebbe stato in grado di influenzare e controllare le principali iniziative della pubblica amministrazione, soprattutto nel settore della speculazione edilizia in Trentino-Alto Adige, e avrebbe avuto al vertice l'imprenditore Renè Benko.
Inizialmente, fra le persone arrestate c'era la sindaca di Riva del Garda della Lega, Cristina Santi, finita in un primo momento agli arresti domiciliari. A Riva l'interesse del sodalizio riguardava la riqualificazione dell'area ex Cattoi e la confinante area dell'Hotel Lido Palace, acquisiti da società che facevano parte del sodalizio.
Il sei dicembre scorso il giudice aveva poi accolto la richiesta degli avvocati di revocare i domiciliari alla sindaca, sostituendoli con l'obbligo di dimora. Oggi la decisione del Gip di accogliere la richiesta della Procura di revocare anche quest'ultima misura cautelare.
La sindaca Santi si è sempre dichiarata estranea alle gravi accuse che le sono state rivolte. “Confido che questo sia un primo passo per giungere a un definitivo accertamento della mia innocenza” spiega Cristina Santi.













