Lupo ferito trasferito in un canile: "Viene sottoposto ad uno stress insostenibile tra i latrati dei cani, si rischia il reato di maltrattamento"
Andrea Zanoni (Europa Verde) chiede alla magistratura di accertare lo stato di salute attuale del lupo di cui non si hanno notizie certe: "Oltre al possibile danno biologico, ci potrebbe essere un danno ecologico enorme: nei Colli Euganei il lupo è il principale alleato a costo zero degli agricoltori nel controllo dei cinghiali"

PADOVA. "Siamo di fronte a un caso di una gravità inaudita, dove la burocrazia e l’arroganza istituzionale hanno prevalso sulla scienza e sul benessere animale. Per questo motivo questa mattina mi seno recato al Tribunale di Padova dove ho depositato un esposto presso la Procura della Repubblica: chi ha deciso di strappare un lupo ferito da un centro specializzato per segregarlo in un canile sanitario deve risponderne davanti alla legge".
Lo dichiara Andrea Zanoni, coordinatore nazionale dell’osservatorio tutela e diritti degli animali di Europa Verde, in merito alla vicenda dell'esemplare di Canis lupus investito a Monselice lo scorso 28 novembre.
Il lupo, che presentava un severo trauma cranico e una frattura al gomito, era stato inizialmente ricoverato al Cras (Centro Recupero Fauna Selvatica) del dottor Marco Bedin, dove era stata avviata una terapia intensiva neurologica vitale. Tuttavia, il giorno successivo, l’Ulss 6 Euganea ne ha preteso il trasferimento nel canile sanitario di Padova, nonostante il fermo parere contrario dei veterinari curanti che avevano certificato l’estremo pericolo per la sopravvivenza dell’animale in caso di movimentazione.
"Tenere un predatore selvatico, schivo per natura e con un trauma cranico in corso, all’interno di un canile dove il latrato dei cani è costante, significa sottoporlo a uno stress etologico insostenibile che potrebbe configurare il reato di maltrattamento di animali ex art. 544-ter del codice penale", attacca Zanoni.
Nell’esposto, completo di corposa documentazione, Zanoni chiede alla magistratura di accertare lo stato di salute attuale del lupo, di cui non si hanno notizie certe, e di valutare il sequestro probatorio dell’animale per riportarlo immediatamente in una struttura idonea. "Oltre al possibile danno biologico, ci potrebbe essere un danno ecologico enorme: nei Colli Euganei il lupo è il principale alleato a costo zero degli agricoltori nel controllo dei cinghiali. Comprometterne il recupero significa privare il territorio di un equilibratore naturale fondamentale. Chiedo che anche l’Ispra e il Ministero dell’Ambiente facciano chiarezza su questa gestione opaca che rischia di condannare a morte o all’invalidità permanente un animale protetto facente parte del patrimonio indisponibile dello Stato".












