Morì dopo essere stato colpito con taser, arriva l'archiviazione: "Fu un infarto causato dall'assunzione di cocaina"
Il gip di Bolzano Emilio Schönsberg ha disposto l'archiviazione dell'indagine relativa alla morte di Carlo Lattanzio, avvenuta la notte del 9 luglio 2024

BOLZANO. Non fu il taser ad uccidere Carlo Lattanzio, ma un evento cardiaco dovuto, probabilmente, all’assunzione di cocaina. E’ stata dunque archiviata l’indagine sulla morte del carpentiere 42enne deceduto il 9 luglio del 2024 dopo essere stato bloccato con un taser dai carabinieri a Colle Isarco. Lo ha stabilito il giudice per le indagini preliminari di Bolzano Emilio Schönsberg, accogliendo la richiesta formulata dalla Procura.
Secondo le ricostruzioni, Lattanzio, in evidente stato confusionale, avrebbe chiamato i Carabinieri la notte tra lunedì 8 e martedì 9 luglio. Ai militari dell’arma avrebbe comunicato, in forte stato di agitazione, di essere seguito da alcuni soggetti non meglio precisati, chiedendo un loro intervento. Giunti sul posto, i carabinieri si sono trovati di fronte un uomo in stato confusionale e aggressivo, tanto da essere stati costretti, a un certo punto, a usare il taser. L’uomo è morto di infarto poco dopo.
La relazione medico legale ha accertato che il decesso era sopravvenuto proprio a causa "di un evento cardiaco acuto di tipo aritmico o vasospastico indotto dall'assunzione di cocaina", mentre i periti hanno ritenuto altamente improbabile una causalità, anche solo concausale, tra l'uso del taser e la morte di Lattanzio, come invece ipotizzato dalla difesa.













