Musica, balli e falò sul Vajont: scoppia la polemica. La denuncia sui social e l'intervento del sindaco: “Episodio contenuto ma non deve accadere
Un raduno con musica, balli e falò ai piedi del monte Toc, teatro della tragedia del Vajont: la denuncia di un abitante del luogo scatena la polemica, soprattutto perché già lo scorso anno era già successo un episodio simile a opera di alcuni turisti. Contattato da Il Dolomiti, il sindaco afferma che si è trattato di un fatto contenuto, benché da condannare: con l’occasione, gli abbiamo chiesto quali sono i progetti in essere a livello turistico

ERTO E CASSO. Un raduno con musica, balli e falò ai piedi del monte Toc, teatro della tragedia del Vajont: la denuncia di un abitante del luogo scatena la polemica, soprattutto perché già lo scorso anno era successo un episodio simile a opera di alcuni turisti. Il sindaco afferma tuttavia che si è trattato di un fatto contenuto, benché da condannare: con l’occasione, gli abbiamo dunque chiesto quali sono i progetti in essere a livello turistico.
“Rispetto al caso di sabato, va detto che si è trattato di un episodio di dimensioni ridotte. Tanto che gli abitanti di Erto e Casso - afferma a Il Dolomiti Antonio Carrara - ne sono venuti a conoscenza solo tramite Facebook, e teniamo presente che sono paesini dove si sa sempre tutto ciò che accade. Quindi la reazione è stata forse esagerata: ciò non toglie che rimangono azioni che non dovrebbero essere fatte in quel luogo”.
Il sindaco annuncia comunque provvedimenti, ad esempio l’apposizione di cartelli di divieto. Già la scorsa estate aveva generato scalpore la grigliata organizzata da alcuni turisti sullo sfondo della diga del Vajont: era circolata infatti la foto di una tipica grigliata agostana, parsa però inopportuna e di cattivo gusto ai residenti e ai gruppi di superstiti e sopravvissuti. Episodio, inoltre, visto come conseguenza di un turismo sempre meno rispettoso, anche e soprattutto quando c’è di mezzo la memoria storica di tragedie come quella del Vajont.
Abbiamo allora chiesto al sindaco se sono in progetto degli interventi per riqualificare una delle aree con maggiori accessi del Friuli Venezia Giulia. “A maggio - risponde Carrara - inizieranno i lavori per un’area camper, all'interno di quella che possiamo definire zona industriale anche se industrie non ce ne sono: praticamente vicino al distributore c’è un’area non utilizzata, le cui infrastrutture saranno dedicate ai camper. Utilizzeremo inoltre i sistemi idrici e fognari del posto, quindi ci va bene da questo punto di vista. Chiaramente i protagonisti dell’episodio nei pressi della frana non c’entrano nulla con questo tipo di frequentatori, ma abbiamo la volontà di migliorare tutta l’area e quindi l’offerta turistica. Dopo il primo lotto del progetto di riqualificazione dell’area del Vajont, un secondo dovrebbe essere finanziato dalla Regione per altri 700 mila euro a giugno e riguarderà i parcheggi della diga. Penso che i lavori potrebbero iniziare già nel 2026: saranno migliorati i parcheggi attuali e riorganizzato il sistema per la sosta dei mezzi pesanti, come gli autobus.
Il terzo lotto comprenderà invece l'infrastruttura per l’accoglienza e due ballatoi panoramici sopra la diga. Qui è però da tenere in considerazione il fatto che si tratta di una zona P4 (4° livello del Piano assetto idrogeologico), quindi non è possibile realizzare nuove infrastrutture: per poter intervenire servono opere di mitigazione del rischio, che saranno fatte sotto l'abitato di Casso. Tuttavia, di questi finanziamenti dobbiamo ancora discutere con la Regione.
Teniamo conto - conclude - che gli spazi sono ridotti perciò non si possono fare grandi interventi, ma è bene migliorare l’esistente. L’area del Vajont è tra il secondo e il terzo sito più visitato in Friuli Venezia Giulia, con oltre 50 mila persone l’anno che pagano il biglietto per fare il giro di coronamento, ma possiamo calcolarne circa 100mila in visita alla diga, più chi fa attività sportive. Quello che stiamo portando avanti è dunque un progetto che vuole portare questi 100mila turisti della memoria a visitare anche il Parco Nazionale delle Dolomiti Friulane, scoprendo quindi tutto il territorio nel suo insieme”.












