"Nuova specie nelle acque del Lago di Garda? Servono evidenze scientifiche, dopo il ritrovamento da parte dei subacquei è necessario aspettare i risultati delle analisi"
Nel corso della campagna di pulizia dei fondali “Adopt Rivers and Lakes” del Wwf è stata notata in grandi quantità una spugna dalla struttura inusuale. Filippo Gavazzoni: "Gli approfondimenti a cura della Fondazione Mach, prima avanzare ipotesi è necessario analizzare il campione raccolto ed attendere i risultati"

DESENZANO. Una nuova specie aliena nel Lago di Garda, e in questo caso potrebbe trattarsi di una spugna.
Questo il dubbio che è sorto, nelle scorse settimane, ai volontari del Wwf impegnati in una campagna di pulizia dei fondali a Desenzano, nell'ambito del progetto di citizen science “Adopt Rivers and Lakes” , con i subacquei che si sono trovati di fronte, nel porto della località gardesana, ad una spugna in apparenza mai osservata prima.
A fornire i dettagli di questo particolare avvistamento è il referente del Wwf Bergamo Brescia Paolo Zanollo. "Durante le operazioni di pulizia subacquee - spiega - sono stati identificati e raccolti alcuni campioni della spugna in questione, presente per di più in grandi quantità nell'area: questa presenta una struttura inusuale a 'zampa di gallina' differente dalle varietà conosciute".

Ma dunque, ci troviamo di fronte realmente ad una nuova specie aliena?
Ad intervenire sulla questione, sollecitato da il Dolomiti, è il Vicepresidente della Comunità del Garda e vicesindaco di Peschiera Filippo Gavazzoni, che ha inoltre alle spalle un'intensa attività di studio e di approfondimenti sull'ecosistema gardesano, che specifica come al momento non sia il caso di trarre conclusioni affrettate, e come la questione verrà approfondita dall'Unità Idrobiologia della Fondazione Edmund Mach.
"Non c'è ancora un'evidenza scientifica che provi che ci troviamo di fronte ad una nuova specie aliena: esistono - spiega Gavazzoni - numerose varietà di spugne d'acqua dolce, alcune di esse conosciute anche nel Lago di Garda, e non sono una novità".

Il vicepresidente della Comunità del Garda specifica come, dopo la segnalazione da parte del Wwf, abbia lui stesso preso contatti con la Fondazione Mach, e nello specifico con la studiosa che si occupa della diffusione delle specie aliene acquatiche nel Garda.
"Prima di pronunciare ogni ipotesi, come confermano dall'Unità Idrobiologia, è necessario analizzare il campione raccolto e attendere i risultati: ora siamo in attesa - conclude Filippo Gavazzoni - che questo venga inviato al laboratorio, e solo dopo gli approfondimenti necessari sarà possibile trarre delle conclusioni, evitando di creare allarmismi in modo preventivo".
Al netto del "casus" in questione, Gavazzoni rimarca infine l'importanza del controllo sulle specie non autoctone e potenzialmente dannose per l'ecosistema lacustre. "Questi ragionamenti - chiosa - partono comunque dalla consapevolezza che è fondamentale monitorare l'ambiente gardesano, nel quale sono presenti diverse specie aliene, al fine di tutelarlo nel migliore dei modi possibile".











