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Trento
27 luglio | 22:59

Parte in sordina il liceo “Made in Italy in Trentino”, da quattro scuole annunciate a due con classi articolate per le poche iscrizioni: "Incredibile naufragio"

Era stato spiegato dalla Provincia che si trattava di un nuovo indirizzo pensato per “fare la differenza in quei settori economici che caratterizzano il Trentino, come il turismo e l’agricoltura”.  Alla fine il nuovo percorso sarà attivato per ora in due soli Istituti e  a causa delle poche iscrizioni verranno organizzate delle classi articolate

TRENTO. Doveva essere una novità di rilievo ma purtroppo la via trentina del liceo Made in Italy si è trasformata in un mezzo flop.

 

Inizialmente da parte della Provincia era stata annunciata la decisione di attivare il nuovo indirizzo in quattro scuole ma alla fine il nuovo percorso, invece, sarà attivato, nella provincia di Trento, in due soli Istituti: il Liceo A. Rosmini di Trento e il l’Istituto M. Martini di Mezzolombardo. Entrambe le istituzioni scolastiche, fra l'altro, a causa delle poche iscrizioni organizzeranno classi articolate nell’ambito del “Liceo delle Scienze Umane, opzione economico-sociale”.

 

L'informazione è riportata nella riposta che l'assessora Francesca Gerosa ha dato ad una interrogazione presentata dal consigliere provinciale del Partito Democratico, Lucia Maestri.

 

Un avvio in sordina per un progetto che era stato presentato come molto importante anche per il territorio ma che non sembra aver convinto studenti e famiglie. “Un varo in grande stile ed un subitaneo ed incredibile naufragio, fra i flutti del più totale disinteresse, con sole 375 pre-iscrizioni a livello nazionale e ben 16 nel modello provinciale che può così vantare un luminoso futuro alle spalle” ha scritto Lucia Maestri nell'interrogazione (qui il DOCUMENTO).

 

Il Liceo A. Rosmini di Trento, il Liceo B. Russel di Cles, l'Istituto di istruzione M. Curie di Pergine Valsugana e l'Istituto di istruzione M. Martini di Mezzolombardo sono le quattro istituzioni scolastiche trentine che avrebbero dovuto avviare, a settembre, il percorso del Liceo del Made in Italy (LMI).

 

Era stato spiegato dalla Provincia che si trattava di un nuovo indirizzo pensato per “fare la differenza in quei settori economici che caratterizzano il Trentino, come il turismo e l’agricoltura”.

 

Le difficoltà incontrate a livello nazionale dal liceo Made in Italy avevano portato l’assessora all'Istruzione, Francesca Gerosa, a cercare una soluzione "trentina". Per questo, era stato avviato un tavolo di lavoro composto dai dirigenti scolastici degli istituti in cui è attivo un percorso liceale delle scienze umane – opzione economico-sociale.

 

Alcuni segnali di difficoltà si erano già visti. Già alla fine dello scorso anno, infatti, a differenza di quanto era stato annunciato in precedenza, era stata data la notizia che il nuovo percorso non sarebbe partito al liceo Filzi di Rovereto, che aveva deciso di rimandare l’introduzione.

 

Ecco allora che, visto il numero ridotto di iscrizioni, la Provincia ha deciso per entrambe le istituzioni scolastiche l'organizzazione di classi articolate. “È opportuno sottolineare che l’articolazione delle classi – intesa come la costituzione di un’unica classe che condivide l’insegnamento di un ampio nucleo di discipline comuni, suddividendo poi in due (o talvolta tre) gruppi per le materie caratterizzanti i singoli percorsi – ha spiegato l'assessora Gerosa - rappresenta una prassi consolidata da tempo in Provincia di Trento. Tale modalità organizzativa consente di garantire un’offerta formativa diversificata ed efficace, soprattutto nei casi in cui il numero di studenti iscritti a ciascun percorso non risulti sufficiente, da un punto di vista sia organizzativo che pedagogico-didattico, alla formazione di classi distinte per ogni indirizzo”.

 

Per molti se il Liceo del Made in Italy vuole davvero decollare in Trentino, serviranno idee più chiare e un impegno concreto per renderlo attrattivo, al di là degli annunci.

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