Prato e Stelvio, dopo il devastante incendio che ha bruciato 145 ettari di bosco al via il ripristino: nuovi alberi e sentieri, ecco il piano
Il rogo, dichiarato ufficialmente estinto dopo 14 giorni dallo scoppio, ha lasciato dietro di sé solo cenere. Interventi a medio e lungo termine sono previsti per riportare la zona alla "normalità". Ci vorrà del tempo, e molto denaro, ma la Provincia è già all'opera

BOLZANO. Si cerca i guadare al futuro e oltre la devastazione dopo l'incendio che ha devastato oltre 145 ettari di bosco nel territorio dei Comuni di Prato allo Stelvio e Stelvio. Un rogo, scoppiato il 10 aprile, domato il giorno successivo, ma dichiarato ufficialmente estino solo il 24 aprile, e che a causa del vento, ha visto le fiamme propagarsi in pochissimo tempo. In un'ora infatti il fuoco aveva raggiunto la cima del Monte Montoni mentre nella parte bassa bruciavano boschi di pini, nella parte centrale boschi di larici e nella parte alta boschi di abeti rossi e larici. Il fuoco è arrivato a 400 metri dal maso Gawierg, i cui abitanti e gli animali sono stati evacuati il primo giorno dell'incendio. Ma fermare le fiamme è stata una vera e propria impesa, tanto che 13 giorni dopo lo scoppio dell'incendio, alcuni alberi bruciavano ancora.

La protezione del maso e del ripetitore sul Montoni è stata una priorità fin dal primo giorno delle operazioni di spegnimento. Il lancio mirato di acqua dagli elicotteri e un impianto di irrigazione mobile hanno permesso di proteggere il ripetitore. Sono stati impiegati in totale cinque elicotteri antincendio, tra cui un Super Puma con una capacità di 4000 litri e altri quattro con una capacità di 1000 litri ciascuno. Sono stati installati otto bacini pieghevoli con una capacità fino a 8000 litri e tre contenitori antincendio da 33.000 litri ciascuno per fornire acqua per le operazioni di spegnimento da terra.
Il Servizio forestale provinciale, in accordo con i proprietari terrieri e i Comuni interessati, ha ora elaborato un piano di intervento, come illustra il direttore della Ripartizione Servizio forestale della Provincia, Günther Unterthiner: a breve e medio termine si procederà al ripristino e alla riparazione delle strade forestali che conducono al Montoni dall'accesso di Castel Montechiaro e di Stelvio, nonché alla ricostruzione della recinzione in legno che separava il bosco dal pascolo sul versante sud del Montoni a Stelvio. Le aree bruciate saranno monitorate per verificare il processo di rinnovazione tenendo sotto controllo lo sviluppo di parassiti secondari. Inoltre, gli alberi instabili nella zona delle strade forestali dovranno essere abbattuti. Verranno inoltre rimossi gli alberi nelle immediate vicinanze del ripetitore, in modo da ridurre il rischio di incendio per il ripetitore stesso in futuro. Verranno seminate manualmente specie arboree pioniere adatte al sito, come betulle e sorbi.
A medio e lungo termine saranno attuate misure selvicolturali: l'introduzione di specie arboree miste favorirà lo sviluppo di un bosco misto di latifoglie più resistente ai cambiamenti climatici. Come misure tecniche, i sentieri escursionistici saranno ripuliti e gli alberi instabili lungo i sentieri saranno abbattuti. Con l'ampliamento dei sentieri, in futuro sarà anche più facile combattere gli incendi boschivi. Si punta inoltre a sfruttare la sinergia tra l'impianto di irrigazione e il bacino antincendio nella zona del maso Gawierg e a realizzare un bacino antincendio. Il bacino di raccolta Patzleid esistente, compresa la conduttura del vecchio Bergerwaal, sarà risanato.
I costi per gli interventi a breve termine sono stimati in 80.000 euro, che potranno essere sostenuti dal Servizio forestale della Provincia. Per gli interventi a medio termine sono previsti investimenti per circa 400.000 euro.


















