Pronto soccorso sotto assedio, nel 2024 oltre 25 mila codici bianchi di troppo: tra corsie intasate e gettonisti, Ferro: "Il 10% dei pazienti qui non dovrebbe neppure esserci"
I numeri dei codici nei pronto soccorso trentini registrati nel 2024 mostrano chiaramente il problema. Su circa 240 mila accettazioni complessive quasi la metà, il 47,9%, sono codici verdi, spesso lievi. Ma è il codice bianco – ovvero il non urgente – a rappresentare la criticità di un sistema. “Senza quei codici bianchi avremmo 25 mila persone in meno in sala d’attesa. Meno stress, meno lamentele, meno personale sotto pressione” dice Ferro

TRENTO. Sono oltre 25 mila gli accessi in codice bianco nei pronto soccorso del Trentino nel solo 2024. Stiamo parlando di persone che non avevano una reale urgenza sanitaria ma che comunque sono arrivate a riempire le sale di attesa e le corsie.
Il Pronto soccorso è il luogo riservato alle emergenze: incidenti, infarti, e per tutte quelle situazioni dove la rapidità di intervento è fondamentale. Se però questa area dell'ospedale si riempie di codici bianchi e di codici verdi, allora significa che esiste un problema e che le risposte immediate non possono più essere date.
“Il 10% degli accessi al pronto soccorso non dovrebbe proprio esserci sono casi che spettano alla medicina di famiglia”. A lanciare l’allarme è il direttore Antonio Ferro, direttore dell'Apss.
I numeri dei codici nei pronto soccorso trentini registrati nel 2024 mostrano chiaramente il problema. Su circa 240 mila accettazioni complessive quasi la metà, il 47,9%, sono codici verdi, spesso lievi. Ma è il codice bianco – ovvero il non urgente – a rappresentare la criticità di un sistema. “Senza quei codici bianchi avremmo 25 mila persone in meno in sala d’attesa. Meno stress, meno lamentele, meno personale sotto pressione”, dice Ferro.
Se da un lato abbiamo i 25 mila codici bianchi e i 114897 codici verdi (114897), a questi si aggiungono i 24,5% dei codici azzurri (58791), il 15% dei codici arancioni (36057) e il 2,1% dei codici rossi (4986). Se prendiamo in considerazione, invece, i singoli pronto soccorsi in Trentino, ad Arco i codici bianchi nel 2024 sono stati 1330, a Borgo 735, a Cavalese 2995, a Cles 1904, a Rovereto 8113, a Tione 821 e a Trento 9207.
“Questi codici bianchi dovrebbero essere visti prima dalla medicina di famiglia. Ecco perché il messaggio forte che deve arrivare a tutti i cittadini, soprattutto in questo momento di particolare pressione, è quello di rivolgersi ai propri medici di famiglia per questioni non gravi”. Purtroppo questo, nella maggior parte delle volte, non avviene e le persone scelgono comunque di presentarsi in ospedale, rallentando tutto il sistema. L’assenza di un filtro efficace sul territorio si fa sentire mostrando come la medicina territoriale, gli ambulatori medici sparsi sul territorio, siano quanto mai importanti.
Se guardiamo le attese, sempre riferendosi ai codici bianchi, circa il 50% ha avuto una risposta entro 60 minuti dalla fine del primo triage ma abbiamo anche il 12,70% che ha atteso in media 4 ore e l'11% dei casi addirittura oltre le 4 ore.
I pronto soccorso maggiormente sotto stress li troviamo all'ospedale Santa Chiara, all'ospedale di Cavalese e a quello di Arco. Questo, in particolare in questi mesi, per il numero di flusso turistico importantissimo che hanno quelle zone. “Soprattutto Cavalese abbiamo un numero di accessi attualmente superiore a 100 ogni giorno. E' chiaro che stiamo parlando di un sovrannumero rispetto alle potenzialità della struttura” chiarisce Ferro.
La chiave per affrontare tutto questo va trovata nei medici di medicina generale, meglio conosciuti come i medici di famiglia, ai quali i cittadini dovrebbero rivolgersi in prima battuta. Ma anche in questo caso non mancano problemi. Secondo infatti gli ultimi numeri di Gimbe, il numero massimo di 1.500 assistiti viene superato dal 56,1% in quella di Trento, a fronte di una media nazionale del 51,7%. Gran parte dei medici hanno più ambulatori da seguire e spesso la burocrazia occupa un gran numero di ore.
Alla fine dello scorso anno a far discutere era stata l'iniziativa che si voleva mettere in campo dall'assessorato provinciale alla Salute assieme all'Apss, il cosiddetto “progetto ambulatori codici bianchi” che consisteva nella creazione di alcuni ambulatori per i codici bianchi accanto agli ospedali. Dato, però, l’insufficiente numero di adesioni di medici di medicina generale e continuità assistenziale per partire con il progetto pilota su Trento e Rovereto, era stato alla fine deciso di rimandare la partenza in attesa di ulteriori adesioni di professionisti. Ed oggi non se ne sa più nulla.
La risposta a tutto questo? Che in un momento di carenza personale e di sempre maggiore pressione, a tenere in piedi molti servizi sono anche i medici “gettonisti”, cioè esterni e a chiamata. “Per fortuna – precisa Ferro – molti di questi professionisti li conosciamo e rispondono alle caratteristiche richieste” ma il sistema non è sostenibile così a lungo.
Di recente l'Azienda Sanitaria ha deliberato il conferimento di un incarico a 16 gettonisti “stante la persistenza della situazione di grave carenza di personale medico strutturato nell’area emergenza-urgenza, in particolare presso l’Ospedale di Trento” viene spiegato nel documento.
Secondo gli ultimi dati che l'Azienda sanitaria ha fornito a il Dolomiti e riferiti al 2024, nei pronto soccorso del Trentino, e quindi a Trento, Rovereto, Arco, Borgo Valsugana, Cavalese, Cles e Tione, i gettonisti hanno coperto in media mensilmente dalle 4300 alle 4500 ore. Stiamo parlando dai 350 ai 370 turni il vuol dire una cosa sola: senza liberi professionisti (gettonisti) i pronto soccorso del Trentino non potrebbero garantire i servizi che vengono fatti oggi.
“Mi aspetto un miglioramento di questa situazione nei prossimi anni” spiega il direttore dell'Apss. “Ci sarà l'apertura della scuola di emergenza urgenza che dovrebbe partire quest'anno. Questa dovrebbe permetterci di diminuire l'uso dei gettonisti. Oggi, però, rappresentano un elemento fondamentale affinché il nostro sistema di emergenza trentina continui a rimanere una delle eccellenze” conclude Ferro

















