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Belluno
17 novembre | 07:27

Schlein irrompe nel Bellunese: "Montagna da abitare, non da abbandonare". Sanità, giovani e aree interne al centro dell’assalto dem al dopo-Zaia

Seconda visita del 2025 per Elly Schlein in provincia di Belluno: è arrivata nella serata di sabato, in nome di una campagna elettorale che tante personalità sta portando a Belluno, anche se spesso in realtà senza nulla da dire su questo territorio. La segretaria del PD elenca gli obiettivi del partito in Veneto, centrati su politiche sociali che non siano “calate dall’alto da Roma” ma su misura dei bisogni locali

BELLUNO. Seconda visita del 2025 per Elly Schlein in provincia, “un segnale importante - ribadisce il segretario dell'Unione comunale di Belluno del Partito democratico Davide Noro - per le nostre terre e un'attenzione che rappresenta il percorso politico che la segreteria provinciale del Pd sta cercando di fare”.

 

È arrivata in nome di una campagna elettorale che tante personalità sta portando a Belluno, anche se spesso in realtà senza nulla da dire su questa provincia (salvo l’immancabile Cortina). “Venire a Belluno - esordisce Schlein - ci dà sempre una buona idea, quella di avere una ‘montagna da abitare’ e di fare una programma elettorale attraverso un fumetto, un linguaggio innovativo per arrivare a un target diverso da chi già si informa di politica. E sono molto felice di questa campagna elettorale, perché è la coalizione più larga di centrosinistra degli ultimi 15 anni in Veneto e in Italia, dove siamo riusciti a costruire la coalizione progressista in tutte le regioni che vanno al voto”.

 

Assente il candidato presidente Giovanni Manildo, che Schlein definisce la guida migliore che il Pd potesse scegliere “per un cambiamento di cui il Veneto ha bisogno dopo la fine del ciclo di Zaia”, con la cui uscita di scena “dobbiamo convincere i cittadini che possiamo fare meglio”. Come? Mettendo al centro le politiche sociali, a partire dalla sanità pubblica e universalistica. “La destra - prosegue Schlein - deve essere in imbarazzo sul terreno sanità perché mente sapendo di farlo: la spesa sanitaria va calcolata in rapporto al Pil e con Meloni è scesa, mentre gli ospedali si svuotano di medici e infermieri e gli italiani che rinunciano a curarsi sono arrivati a 6 milioni. Certo le colpe non sono tutte del governo attuale, bisogna fare anche autocritica, ma la pandemia, che ha visto il Veneto tra le regioni più colpite, ci ha insegnato che la sanità del futuro è pubblica e di prossimità”.

 

Via quindi al rilancio delle aree interne, quelle che “il governo - non manca di ricordare - ha scritto essere destinate a un inesorabile declino. Ma questo declino è solo una scelta politica: ascoltando voi qui a Belluno, Feltre, in Cadore, si capisce ancora di più che non si possono scrivere a Roma e poi calare dall’alto politiche adatte a bisogni diversi. Le aree interne non sono cioè un capitolo del programma, ma uno sguardo da adottare in ogni politica pubblica per portare servizi contro lo spopolamento”.

 

Quali servizi? Ne cita molti, tra cui incentivi a medici e insegnanti che scelgono di lavorare in montagna, politiche industriali che tolgano temporaneamente Irap, Irpef e contributi previdenziali alle imprese in difficoltà, “per dare spinta ai Comuni montani - sottolinea - e dire a chi ci vive che siamo consapevoli che è diverso aprire un'attività in centro a Padova o nel Bellunese. Se fai la stessa politica per tutti, invece, schiacci la specificità”. A ciò si aggiungono connessione a banda larga in tutti i territori, incentivazione di modalità alternative di lavoro come il coworking, e la mobilità, con le strade provinciali da finanziare con “il progetto sbagliato” del Ponte sullo stretto.

 

Infine i giovani, al centro della campagna di Manildo. “Giovanni vuole usare i fondi europei - spiega la segretaria del Pd - per attrarre investimenti e opportunità di lavoro per i giovani veneti, che spesso hanno fatto sacrifici per studiare e fanno bene a non volersi accontentare. Ma se il territorio offre solo contratti precari o stipendi bassi, è chiaro che se ne vanno”. Da qui le proposte di abolire gli stage extracurriculari gratuiti, sostenere il salario minimo, rendere gratuiti gli asili nido come fatto in Toscana ed Emilia Romagna (qui l’articolo) e costruire un piano casa per recuperare le oltre 100mila case popolari sfitte oggi presenti in Italia.

 

“La buona politica - conclude Schlein - non è quella che dall’alto dà a tutti la stessa cosa, ma quella che mette in campo risposte su misura del bisogno che hai quando vivi a Selva di Cadore, diverso da quello di chi vive a Venezia. Mi sembra quindi che abbiamo validi argomenti per convincere le persone che si può fare politica meglio, nel loro interesse: non è vero che Zaia è diverso dalle destre al governo, sono la stessa cosa e devono assumersi la responsabilità di quello che fanno. Manildo dice sempre ‘Dal Veneto di uno a quello di tutti’: dobbiamo quindi costruire un’alternativa e farlo con proposte che vengono dai valori della nostra Costituzione che è, come tutti noi, orgogliosamente antifascista”.

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