"Scimmia napoletana". Il giornalista Marcello Framondi denuncia: "Insultato e spintonato al ritiro del Napoli a Dimaro, avevo dimenticato di pagare un caffè"
"Purtroppo lo zelante cameriere - scrive Framondi su Facebook -, non era soddisfatto delle mie scuse e ha iniziato prima a borbottare e al momento del pagamento, quando gli ho fatto notare che stava esagerando con le parole, ha iniziato ad insultarmi più volte chiamandomi prima "scimmia" e poi "scimmia napoletana" supportato anche da una persona più adulta che sembrava essere il titolare dell'esercizio commerciale"

DIMARO. "Scimmia", "Scimmia napoletana". E anche qualche spintone per metterlo alla porta e allontanarlo dal locale.
Il racconto di quanto sarebbe accaduto nella mattinata di domenica 27 luglio all'interno di un esercizio commerciale di Dimaro Folgarida arriva direttamente dal giornalista Marcello Framondi, direttore della testata "Napoli Zon", che si trovava in Val di Sole per seguire il ritiro del Napoli conclusosi, per l'appunto, domenica.
Sulla propria pagina Facebook Framondi ha pubblicato un lungo post, riportando la propria versione del fatto, con in allegato una foto dell'esterno del locale e dello scontrino sul quale, tra l'altro, viene riportato il nome dell'attività, con gli annessi riferimenti.
Dunque cosa sarebbe accaduto? Secondo il resoconto del giornalista partenopeo, che ha tenuto a specificare che da 9 anni sale in Trentino in occasione del ritiro estivo della formazione partenopea e, mai in precedenza, aveva avuto alcun tipo di problema con la comunità locale (come, del resto, tutti gli altri inviati dei media e i tifosi), il diverbio con annessi insulti sarebbe scattato dopo che Framondi si era dimenticato di saldare il pagamento di un caffè (2 euro). E, dopo un conciliabolo, il cameriere si sarebbe scagliato verbalmente contro il giornalista, spintonandolo successivamente per "accompagnarlo" alla porta.
L'episodio, come si evince dallo scontrino pubblicato dallo stesso Framondi risale alle 9.42 di domenica mattina: il giornalista ha fatto rientro a Napoli e ieri, lunedì 28 luglio, ha scritto e pubblicato un lungo post, che è stato ripreso da diverse testate e, soprattutto, è stato commentato da tantissimi utenti, alcuni dei quali si sono spinti ben "oltre" la condanna di quanto riportato.
" 'Scimmia napoletana' - scrive Framondi sulla propria pagina Facebook - questa la gentilissima frase ricevuta da un commerciante del Trentino: il razzismo è purtroppo ancora un problema sociale nel nostro paese. Premessa: sono 9 anni che da giornalista inviato a Dimaro ho potuto apprezzare e toccare con mano l'accoglienza, la cordialità e l'umanità degli abitanti di Dimaro e del Trentino a cui sono legato da una profonda stima e affetto sincero. Purtroppo ieri mattina (domenica 27 luglio, ndr) mi sono imbattuto in una triste e rara eccezione. Recandomi presso l'esercizio commerciale (omissis) ho ordinato un caffè mentre terminavo una diretta social per il giornale. Al termine della stessa, in partenza per Napoli e soprappensiero mi sono recato all'auto dimenticandomi di pagare: raggiunto dal cameriere (giustamente) mi sono immediatamente scusato e sono tornato indietro per pagare".
"Purtroppo lo zelante cameriere - prosegue il giornalista partenopeo -, non era soddisfatto delle mie scuse e ha iniziato prima a borbottare e al momento del pagamento, quando gli ho fatto notare che stava esagerando con le parole, ha iniziato ad insultarmi più volte chiamandomi prima "scimmia" e poi "scimmia napoletana" supportato anche da una persona più adulta che sembrava essere il titolare dell'esercizio commerciale. A nulla sono valse le mie parole e tentativi di riportare alla calma la situazione spiegando che per 2 euro non avrei di certo perso la faccia e che vengo da Napoli, la patria del caffè sospeso: sono stato spintonato e accompagnato all'uscita dal cameriere che ha continuato a chiamarmi "scimmia napoletana". So perfettamente che queste persone non rappresentano né Dimaro né tantomeno il Trentino che in questi anni ci ha accolto in maniera unica, creando un vero e proprio gemellaggio naturale che va avanti da oltre un decennio: proprio per questi comportamenti vanno condannati con ancora più fermezza".
A chi, nei commenti, ha chiesto a Framondi perché non abbia immediatamente denunciato l'accaduto, lo stesso giornalista risponde che "ero in partenza con la macchina piena di bagagli e altri tre passeggeri che mi attendevano in auto per un lungo viaggio di oltre 8 ore: solo stamattina (lunedì, ndr) ho razionalizzato quanto accaduto".
Le reazioni sono state rabbiose da parte di chi ha visto e commentato il post pubblicato dal giornalista. E, inevitabilmente, c'è stata anche quella "generalizzazione" che spesso avviene sui social.
E, allora, ad essere presi di mira sono stati i trentini , il Trentino e la Val di Sole con interventi del tipo (ne riportiamo solo alcuni): "Grazie al caxxo che sono gentili ed accoglienti...con tutti i soldi che gli portiamo per 10 giorni all'anno. Secondo me è uscito fuori il vero topo di fogna che alberga in 3/4 di questo paese di m3rda di cui non vedo l'ora di separarmi", "Gemellaggio? Accoglienza? Trentino? Questo è capitato perché cova il fuoco sotto la cenere, credimi..", "Fanno solo buon viso perché i tifosi portano i soldi. Ma dentro odiano", "Premesso questo, il trentino è patria del razzismo. Verso tutta l'Italia, non solo verso i napoletani", "Cmque hai fatto benissimo a citare il locale in questione, l’anno prossimo andrò a pagargli un caffè sospeso e ricordargli che i soldi che i napoletani gli portano in 15gg gli danno la possibilità di campare tutto l’anno!!! Che amarezza…", "Va be ma qsti crucchi nn sn italiani", "Antropologicamemte sono razzisti nel loro DNA", "Ora dico una cosa tremenda: quando in trentino, che non esisteva, mangiavano con le mani a Napoli si andava al San Carlo a sentire le opere… ecco l’ho detta.", "Grandissimi pezzi di.... andrebbe segnalato anche al sindaco di Dimaro e spiegargli che nessuno li conosceva a quei montanari se non fosse stato per la ns squadra... e comunque montanari restano", "Sono 9 anni che diamo da mangiare a questi puzzat e famm".
"Ringrazio tutti coloro che hanno espresso la loro vicinanza sia qui che telefonicamente - ha scritto (nei commenti) nel pomeriggio di lunedì Framondi, cercando di riportare la calma -. Però prego tutti di non generalizzare: come ho scritto nel post, Dimaro e il Trentino ci accolgono da 14 anni e come tanti colleghi giornalisti e tifosi possono dimostrare, sono sempre stati affettuosi e accoglienti dimostrandosi spesso “napoletani” quanto noi. L’episodio che purtroppo mi ha visto protagonista è fortunatamente un eccezione che va condannata fermamente per rispetto di tutti, napoletani, trentini e dimaresi per bene".
La notizia, inevitabilmente, ha fatto rapidamente il giro d'Italia. Arrivando ovviamente anche a Dimaro dove il ritiro, il 14esimo consecutivo in 15 anni (non si tenne solamente nel 2020, causa Covid), si era sviluppato e concluso senza alcun problema con "numeri" da capogiro per quanto concerne le presenze turistiche.
A riguardo l'amministrazione del comune solandro rilascia una breve dichiarazione, senza entrare nel merito di quanto sarebbe accaduto.
"Al momento non mi sono stati segnalati comportamenti di quel tipo - dichiara il primo cittadino di Dimaro, Marco Panciera - se non che ritiro è stato un successo ed è stato molto apprezzato. Ritengo non sia opportuno esprimersi riguardo un qualcosa che non è stato comunicato all'amministrazione secondo i canali preposti".














