Sinner ''poco italiano'' perché non paga le tasse qui? Quest'anno ha versato 1,5milioni di euro all'erario del Belpaese
Una delle critiche più frequenti mosse al campione altoatesino è che vive a Montecarlo e quindi non versa un euro alle casse italiane. Ebbene non è così. Ecco il conto e perché anche questa volta i criticoni hanno torto

TRENTO. Come era la "storia" che Sinner, di fatto, "non è italiano" perché vive a Monte Carlo e non paga le tasse nel Belpaese?
Le accuse di "scarsa italianità" del fuoriclasse di Sesto sono ormai un "ritornello" stucchevole e sgradevole, che arrivano ogni qual volta il numero 2 al mondo non si comporta come il "popolo del web" - i "lor signori" della "tuttologia" - gradirebbe. E le critiche non arrivano solamente dai "leoni di tastiera", molti dei quali poco e male informati, ma anche da autorevoli giornalisti e/o che abitualmente non si occupano di sport o personaggi vari che s'improvvisano esperti.
Tirando in ballo, nell'ordine: "quella volta" che non partecipò al primo turno di Coppa Davis, quella volta che "divenne" italiano dopo le Finals 2023 (Qui l'articolo) come scrisse la Gazzetta dello Sport, salvo poi celebrarlo dopo il primo trionfo di Malaga, ma senza chiedere "scusa" (Qui l'articolo), la mancata partecipazione alle Olimpiadi di Parigi (dimenticando che il tennista era infortunato), il "no grazie" rivolto al Quirinale per partecipare ad una cerimonia con il presidente Mattarella (dove era già stato. Se dovessero invitarlo ogni volta che vince potrebbe prendersi una stanza lì), il fatto che abbia scelto di vivere nel Principato di Monaco per non pagare le tasse, il fatto che non parli bene l'italiano (ci si era messo pure Corrado Augias: qui l'articolo).
E, ovviamente, la polemica più recente è quella legata alla sua decisione di non partecipare all'edizione in corso delle Finals di Coppa Davis. Quando Jannik, che aveva comunicato con largo anticipo al capitano Volandri la sua decisione, ha reso pubblica la scelta si è scatenato il finimondo. Si sono scomodati pure Bruno Vespa (Qui l'articolo) e il Codacons (Qui l'articolo), con l'associazione consumatori che aveva chiesto addirittura il ritiro di tutte le onoreficenze
Ebbene, per tutti i "criticoni" (tanto per usare un eufemismo) dello sportivo italiano più conosciuto e apprezzato del mondo, arriva una "cattiva" notizia: nel 2025 Jannik Sinner, che è vero che risiede a Monte Carlo e lì hanno sede le sue società che ne curano carriera, immagine e tutti gli aspetti legati alla sua professione, ha versato qualcosa come 1,5 milioni di euro al Fisco italiano.
Ed è, certamente, una delle persone fisiche (da non confondere con le società) che ha pagato più imposte con riferimento all'anno in corso. Perché l'ha fatto? Semplice, perché i premi in denaro vengono tassati nel paese in cui sono stati conquistati secondo la normativa vigente.
Sinner a Torino ha vinto, da imbattuto, dunque con cinque successi in altrettanti incontri (tra l'altro senza perdere nemmeno un set) le Atp Finals di Torino, ha conquistato il suo secondo titolo consecutivo e portato a casa la bellezza di 5 milioni e 71 mila dollari del montepremi, compreso di jackpot per chi compie percorso "netto". Un cifra considerevole, che al cambio fa circa 4,4 milioni di euro. Attenzione, però, perché quella è la cifra lorda e da questa bisogna detrarre il 30% che finisce in tasse.
Ecco, allora, che 1,3 milioni della vincita andranno allo stato italiano. Così come al Fisco erano andati anche 157.161 euro dei 523.870 che Sinner aveva vinto agli Internazionali di Roma, dove era stato sconfitto in finale da Carlos Alcaraz.
Le vincite sono considerati "redditi da prestazione autonoma". Il totale dice 1,5 milioni di euro di tasse pagate dal fuoriclasse di Sesto allo stato. Senza tenere conto delle imposte sui redditi prodotti da Jannik nei giorni in cui è stato in Italia (ospitate, sponsorizzazioni, eventi) e le imposte che ha pagato e pagherà con riferimento agli investimenti immobiliari effettuati recentemente a Milano, con una spesa di circa 7 milioni di euro per l'acquisto di due appartamenti.
Senza tenere conto che la sua presenza alle Atp Finals di Torino (dove ha vinto per due anni) ha portato ad una valorizzazione immensa del brand della manifestazione che ha prodotto un gestito fiscale netto stimato in 100 milioni di euro, a fronte di una ricaduta pari complessivamente a 591 milioni di euro.
Se non ci fosse stato stato Sinner, sarebbe andata ugualmente? E, a chi si domanda perché il tennista azzurro abbia scelto Monte Carlo come residenza, va ricordato che non è l'unico a farlo (nemmeno tra i tennisti italiani, ma si parla solamente di lui), che nel Principato c'è una privacy assoluta, la sicurezza è massima e le strutture dove allenarsi - complice un clima mediterraneo - sono di primissimo livello.
Per allenarsi nello stesso modo in Italia dovrebbe - probabilmente - costruirsi un centro sportivo di sua proprietà e "blindarlo" per evitare gli assalti di curiosi e giornalisti.












