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Trento
14 luglio | 16:01

Terrore a Trento, per i "leoni da tastiera" l'uomo con il fucile è un extracomunitario. Il sindaco Ianeselli: "Il razzismo nasce dal pregiudizio. Si parte con le altalene, si arriva al pogrom"

"Sono stato colpito dai commento di chi, meglio di NCIS, aveva ricostruito il profilo del colpevole: secondo molti leoni da tastiera, si trattava di un giovane extracomunitario, per la precisione un nordafricano naturalmente musulmano. La verità è ben diversa: l'autore di questo gesto ancora senza spiegazione è un anziano, italiano e forse anche trentino, che di sicuro non osserva il Ramadan" scrive il primo cittadino di Trento

Terrore a Trento, per i "leoni da tastiera" l'uomo con il fucile è un extracomunitario

TRENTO. "Si comincia col chiedere che i bambini immigrati non vadano sulle altalene dei nostri parchi e, di gradino in gradino, si arriva al pogrom".

 

Sono parole che lasciano decisamente il segno quelle che il sindaco di Trento Franco Ianeselli ha utilizzato sui propri canali ufficiali. Cosa ha provocato un pensiero così forte dal parte del primo cittadino trentino in un assolato lunedì di luglio?

 

Semplice: i commenti sui social di quelli che lo stesso sindaco del capoluogo definisce "leoni da tastiera" che, dopo quanto accaduto nella mattinata di oggi - lunedì 14 luglio - in città, con un uomo (era l'ex marito della proprietaria della lavanderia, un 70enne italiano, che era giunto sul posto per minacciare l'ex moglie) che, in via Romagnosi è stato bloccato dagli agenti della Guardia di Finanza mentre si aggirava pericolosamente con un fucile da caccia carico (nella colluttazione per fermarlo è stato esploso anche un colpo) (Qui articolo), hanno inondato la rete con una serie di commenti beceri.

 

Molti dei quali di stampo razzista, con gli autori che hanno dato per scontato che il fatto l'autore del folle gesto fosse uno straniero, per la precisione un africano.

 

C'è chi scrive, semplicemente, che "va ucciso.... senza se e senza ma" (commento, tra l'altro, che potrebbe avere conseguenze penali per l'autore), chi ipotizza che "sarà risorsa della sx" e chi sentenzia che è "na guerra continua grazie alla protezione politica de sti merdosi migranti".

 

Ma non manca chi si lancia in "autorevoli e dotte" analisi, ben più specifiche, guardando anche al futuro: "Ma sì dai, continuiamo a importare criminali dal Nord Africa, avanti tutta! Ora poi ne faranno arrivare altri 500.000 in Italia... A Trento saranno altri 10.000. Arriveremo alla sostituzione etnica... Fra 15 anni la religione a Trento sarà l'Islam, per la quale noi siamo gli infedeli che vanno combattuti".

 

E, ancora: "Per fortuna che il nostro Sindaco dice sempre che Trento è una città sicura. Proprio sicura tra bande di extracomunitari che litigano, stranieri che distruggono attività commerciali e rubano, altri che spacciano. Che città sicura. E' come le altre né più né meno, dobbiamo farcene una ragione che sarà sempre peggio con tutti gli extracomunitari che abbiamo qui".

 

Parole che hanno fatto, evidentemente, arrabbiare Ianeselli che è andato all'attacco degli "haters" con un durissimo post. Nel quale, implicitamente, ha chiamato in causa la politica con un riferimento assolutamente preciso a quanto accaduto sette anni fa, quando l'allora consigliera provinciale della Lega, Katia Rossato, oggi in Fratelli d'Italia e moglie del consigliere comunale Daniele Demattè, aveva "denunciato" - sintetizzando - che i bambini stranieri occupavano le altalene dei parco giochi, impendendone l'utilizzo ai bambini italiani (Qui articolo).

 

"Stamattina in via Romagnosi - scrive il primo cittadino del capoluogo sui propri canali - è stato visto un uomo che girava in stato di alterazione imbracciando un fucile da caccia. Quando è stato immobilizzato da alcuni finanzieri (grazie Fiamme Gialle!), è partito accidentalmente uno sparo. Qualche minuto dopo sui social era già stato celebrato il processo. Tralasciando il fatto che sul banco degli imputati è finito anche il sindaco (questo è davvero il meno), sono stato colpito dai commento di chi, meglio di NCIS, aveva ricostruito il profilo del colpevole: secondo molti leoni da tastiera, si trattava di un giovane extracomunitario, per la precisione un nordafricano naturalmente musulmano. La verità è ben diversa: l'autore di questo gesto ancora senza spiegazione è un anziano, italiano e forse anche trentino, che di sicuro non osserva il Ramadan. Il razzismo nasce dal pregiudizio che poi diventa discriminazione generalizzata. Si comincia col chiedere che i bambini immigrati non vadano sulle altalene dei nostri parchi, anche se sono i compagni di scuola dei nostri figli. E, di gradino in gradino, si arriva al pogrom. Fermiamoci prima, per carità".

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