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| 26 nov 2025 | 11:36

Trasporto dei medicinali? Ci pensano i droni: "Nei primi mesi del 2026 prodotto e stoccato l'idrogeno necessario per i voli". Il progetto in Veneto

Il progetto era stato annunciato negli scorsi mesi da Regione Veneto, Enac e gruppo Save: ora Stesi srl, partner dell'iniziativa, conferma che durante i primi mesi del 2026 saranno prodotti, stoccati e immagazzinati i volumi di idrogeno necessari ad alimentare i droni all'aeroporto di Padova

Trasporto dei medicinali? Ci pensano i droni: "Nei primi mesi del 2026 prodotto e stoccato l'idrogeno necessario per i voli"

PADOVA. Droni a idrogeno verde per la logistica sanitaria in Veneto: con il progetto Sandbox l'aeroporto di Padova diventa il centro di sperimentazione per l'innovativo progetto. L'iniziativa, annunciata negli scorsi mesi da Regione Veneto, Enac e Gruppo Save, prevede sia la produzione in loco dell'idrogeno da fotovoltaico dedicato, che lo stoccaggio e l'erogazione in un processo autosufficiente, con l'obiettivo di collegare diversi punti nevralgici della rete sanitaria. L'obiettivo, come detto, è fornire uno strumento innovativo di mobilità aerea avanzata per il trasporto di merci sanitarie, medicinali e sostanze biologiche urgenti.

 

Tra i partner del progetto c'è anche Stesi Srl, che in qualità di fornitore del sistema di supervisione, supporta la logistica a terra e l'analisi predittiva dei ricambi dei droni: “L'aeroporto civile 'Gino Allegri' di Padova – spiega l'azienda – è stato scelto come area di sperimentazione per la presenza in zona di importanti strutture di cura e assistenza, che presto potranno iniziare a sperimentare collegamenti rapidi, efficienti e sostenibili. I droni impiegati sono multicotteri con massa complessiva inferiore a 25 chilogrammi: richiedono circa tre minuti per il rifornimento, hanno un'autonomia di 100 chilometri, trasportano fino a 5 chilogrammi e, a pieno carico, consumano circa 340 grammi di idrogeno verde, con velocità massima di 55 chilometri orari”.

 

Il processo di validazione prevede, innanzitutto, verifiche a terra del Key Energy Builder - un sistema completo progettato da un altro dei partner del progetto, H2C, per produrre e stoccare l'idrogeno rinnovabile con cui saranno alimentati i droni –, la cui installazione a Padova è prevista entro la fine del mese, quindi l'integrazione a terra tra Keb, drone a idrogeno e mezzi di movimentazione. “Infine – scrive Stesi srl – prove di volo in area aeroportuale e successivi test Bvlos tra due strutture ospedaliere della Regione, in cui il pilota mantiene il controllo senza contatto visivo diretto. Durante i primi mesi del 2026, all'aeroporto di Padova saranno prodotti, stoccati e immagazzinati i volumi di idrogeno necessari ad alimentare i droni Gh2 di H2C, i carrelli elevatori e i trattori per il trasporto merci”.

“Si tratta – continua l'azienda – di un lavoro corale che valorizza eccellenze industriali e istituzionali: oltre a Stesi, sono coinvolti Dba Group, Telespazio, Milani, Toyota Material Handling Italia e Skycutter”. Il trasporto aereo di merci tramite droni a idrogeno verde, dice in conclusione Stefano Cudicio, presidente Stesi: “E' destinato a prendere piede nei prossimi anni in quanto consente di superare i limiti insiti nel trasporto su gomma e su rotaia”. Una tecnologia che potrà trovare applicazioni anche in ambito industriale, per la movimentazione interna e tra stabilimenti.

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