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Trento
12 luglio | 13:02

Trentino senza guida nella sanità? D’Urso se ne va, Tonina: "Non ne sapevo nulla. Con lui lavorato sodo, sono pronto a fare delle nuove scelte. Attendo la comunicazione ufficiale"

Antonio D'Urso, già direttore generale dell'Azienda USL Toscana Sud Est, il 4 ottobre 2024 era stato nominato da Fugatti e Tonina nuovo dirigente generale del Dipartimento salute e politiche sociali della Provincia autonoma di Trento. A partire da settembre, secondo quanto deliberato dalla Giunta regionale dell'Umbria, andrà a rivestire il ruolo di direttore generale dell’Azienda ospedaliera di Perugia​

Trentino senza guida nella sanità?

TRENTO. “Se veramente è così, dovrò fare delle scelte. Ma al momento non so dire quali saranno”. L'assessore alla Salute, Mario Tonina, in queste ore continua a dire di “non avere alcuna comunicazione ufficiale sulla decisione del dirigente generale del Dipartimento salute e politiche sociali, Antonio D'Urso, di lasciare il Trentino dopo appena 9 mesi dalla nomina".

La comunicazione, però, l'ha messa nero su bianco nelle scorse ore la Giunta dell'Umbria. “La Giunta regionale ha deliberato la nomina del nuovo direttore generale dell’Azienda ospedaliera di Perugia. Si tratta del dottor Antonio D’Urso che subentra al dottor Giuseppe De Filippis e prenderà servizio dal 1° settembre”. Parole chiare che non sembrano mettere alcun dubbio sulla decisione del dirigente. Abbiamo provato a contattarlo senza però ottenere per il momento alcuna risposta.

Antonio D'Urso, già direttore generale dell'Azienda USL Toscana Sud Est, il 4 ottobre 2024 era stato nominato da Fugatti e Tonina nuovo dirigente generale del Dipartimento salute e politiche sociali della Provincia autonoma di Trento.

 

Una scelta davvero importante per un settore così delicato e strategico come quello socio-sanitario. D'Urso ha avuto un ruolo chiave in questi mesi non solo per quanto riguarda i rapporti con l'Azienda sanitaria, ma anche per tanti altri temi: basta pensare alla questione sicurezza negli ospedali, all'assegno unico oppure alla patata bollente dell'accoglienza con lo smantellamento che dovrà avvenire a fine anno della residenza Fersina, ai bandi con le cooperative e tanto altro.

 

Un ruolo, fra l'altro, per il quale la Giunta provinciale, a giugno, aveva deciso anche un aumento della retribuzione “in considerazione delle nuove sfide che attendono il sistema sanitario nell'anno 2025”, a partire dalla trasformazione dell'Azienda provinciale per i servizi sanitari in Azienda sanitaria universitaria integrata del Trentino (Asuit), che determinerà un nuovo modello di organizzazione territoriale. La decisione era stata quella di un adeguamento fino a 155 mila euro lordi annui. Non pochi, ma che evidentemente non sono serviti a trattenere il dirigente, che comunque era presente in diverse graduatorie di altre regioni italiane.

 

La decisione del dottor Antonio D'Urso di lasciare il Trentino senza una comunicazione, almeno per il momento, ufficiale all'assessore Tonina ha fatto nascere un vero e proprio giallo. Per qualcuno c'è l'ipotesi dei rapporti tesi con il direttore generale dell'Apss, Antonio Ferro, anche perché da tempo i rapporti tra l'assessore e l'Azienda sanitaria non sono proprio idilliaci. Ma sono solo ipotesi che al momento sembrerebbero trovare alcun fatto concreto.

 

“Io di ufficiale non ho nulla – ci spiega l'assessore Tonina – lui abita a Roma e Perugia è a due passi. Dobbiamo anche dire che riprende sostanzialmente il lavoro che faceva prima. È stato nominato dirigente dell'azienda sanitaria. Quella è la sua attitudine evidentemente, il Dipartimento in Trentino è stata la sua prima esperienza in un percorso di vita lunghissimo”.

 

Tonina, però, vuole ricordare gli impegni portati avanti in questi anni. “Con il dottor D'Urso in questi mesi abbiamo lavorato sodo e avevamo, grazie proprio alla sua esperienza, dato una serie di impulsi e direttive importanti. La programmazione e le direttive, è bene saperlo, partono dal Dipartimento. Poi ovviamente bisogna che qualcuno le attui quotidianamente. È stato lui a costruire il protocollo per la sicurezza del personale sanitario”.

 

Il Trentino e l'Azienda sanitaria, di fatto, si troveranno quindi senza una figura chiave per la quale occorrerà immediatamente trovare un sostituto e, nel mentre, nominare eventualmente un commissario. Gli impegni sono tanti: ci sono le Case di Comunità che devono partire e la nuova Azienda sanitaria integrata, solo per citarne alcuni. “Dispiace se verrà confermata la scelta. Ma non sono preoccupato. Dovrò eventualmente fare altre scelte. Ma al momento non so dire quali saranno”.

 

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