"Tuo figlio ha investito e ucciso una persona": paura, insonnia, disturbi post-traumatici da stress. Le pesanti conseguenze delle truffe su anziani e persone fragili
Dopo essere stati truffati spesso si viene assaliti dal senso di colpa. E c'è chi per mesi non è uscito di casa dalla vergogna

BOLZANO. Se ne parla ogni giorno, è una delle piaghe di questi anni e purtroppo è un reato che dilaga a macchia d'olio e che spesso rimane impunito. Stiamo parlando delle truffe, quelle durante le quali i malintenzionati prendono di mira soprattutto le persone fragili o anziane, lasciando in loro dei segni indelebili. Oltre al danno economico infatti, dopo una truffa, bisogna fare i conti con il trauma psicologico dell’invasione del proprio spazio e quello della vergogna per essere stati raggirati. Ma certi traumi restano anche se la truffa non si compie. Sentire, infatti, una telefonata all'improvviso con una persona che dice ''tuo figlio ha investito una persona e l'ha uccisa'' o ''abbiamo arrestato tua figlia perché stava rubando'' sono cose che non si dimenticano facilmente specie se si è anziani e non sempre la realtà è così nitida come la si percepiva quando si era più giovani.
C'è la truffa delle forze dell'ordine, del finto nipote, dei finti tecnici o dei finti rappresentanti delle compagnie di fornitura, dei call center. E si potrebbe proseguire per parecchio. E tutto parte dall'invasione della tua privacy. Possono bussare alla porta delle persone e farsi spazio in casa, oppure raccogliere informazioni personali (nomi, parentele, storie, vicissitudini) nei modi più assurdi, per poi utilizzarle per stabilire un contatto al telefono.
E questo è già di per sé un primo passo che lascia un trauma. Insomma per raccogliere queste informazioni ci vuole tempo e si devono mettere le mani nella vita delle persone. Letteralmente, se si pensa che uno dei metodi utilizzati dai truffatori è rovistare nell'immondizia alla ricerca, magari, di posta interessante.
Il primo pensiero che scatta nel truffato quindi è: “come hanno fatto queste persone a sapere tutte queste cose su di me?”. Una sensazione poco piacevole, qualcosa che può lasciare uno strascico anche pesante, paura, ansia.
Quando la truffa va a buon fine, le vittime ci rimettono denaro. A volte tanto. E spesso anche oggetti cari. I malviventi spesso sottraggono ai truffati preziosi, gioielli, monili. A volte la fede del coniuge scomparso. Perché se ti dicono che tua figlia ha fatto un incidente, è gravissima, ha ucciso un bambino nello schianto e per questo ha bisogno di soldi subito, non ci pensi due volte e dai tutto ciò che può avere un valore. E quando poi scopri cos'è accaduto realmente, come puoi sentirti all'idea di aver perso qualcosa di a te estremamente caro, o del denaro, in questo modo?
Le vittime subiscono, quindi, anche il senso di colpa di essere stati raggirati. Alle decine di incontri pubblici organizzati nella città di Bolzano per sensibilizzare sul tema, si sono aggiunti di recente quelli per chi sta affrontando il post-truffa. E di storie se ne sentono a decine. C'è chi non è uscito di casa per mesi per la vergogna, chi ha litigato con la famiglia, con i figli. Chi adesso ha paura e non si fida più di niente e di nessuno.
Chi ha subito un inganno può sperimentare ansia, vergogna, insonnia e sintomi da disturbo post-traumatico da stress. La depressione dopo furti o truffe rappresenta una realtà clinica sempre più riconosciuta. Si parla di una condizione che può evolvere in insonnia, perdita di interesse nelle attività quotidiane e isolamento sociale. E le vittime, spesso, non chiedono aiuto immediatamente perché prevalgono vergogna e paura di essere giudicati.
“Le truffe rappresentano uno dei reati tra i più insidiosi, poiché colpiscono le persone nei loro punti di maggiore vulnerabilità: gli affetti, nel caso degli anziani, oppure il senso di responsabilità – dichiara il Comandante della Compagnia Carabinieri di Bolzano, Tenente Colonnello Stefano Esposito Vangone, che sottolinea - Purtroppo, il panorama delle truffe è estremamente variegato e in continua evoluzione: l’unico limite è spesso la fantasia e l’astuzia del truffatore. Vi è però un punto fermo che deve essere sempre chiaro: nessun medico, avvocato, notaio, istituto bancario, operatore di servizi e, ancor meno, i Carabinieri vi chiederanno mai di effettuare bonifici durante una telefonata, né si presenteranno — in uniforme o in abiti civili — per richiedervi denaro o gioielli”.
“In caso di dubbio – prosegue il Tenente Colonnello - prendete tempo. Riagganciate la chiamata e siate voi a ricontattare la persona o l’ente che vi aveva cercato, oppure rivolgetevi direttamente alla Stazione Carabinieri più vicina. Questi semplici accorgimenti possono fare la differenza: non solo impediscono che la truffa venga portata a compimento, ma permettono ai militari di intervenire tempestivamente e, nei casi migliori, di arrestare i responsabili”.














