Tutti i guai di Villotti: secondo la Procura era "un funzionario pubblico stabilmente asservito al potere corruttivo degli Agostini". Per lui pranzi, cene e regali di lusso
L'affaire legato al Grande Hotel Imperial di Levico Terme non andò in porto perché la Giunta Provinciale - sempre secondo quanto emerge dall'indagine - impedì l'assegnazione e l'affare saltò definitivamente. E, dagli atti d'indagine, emerge anche che avesse trovato un appartamento "gratuito", ceduto da Patrimonio del Trentino ad un terzo, ad un'amica che aveva attirato le sue attenzioni, a cui aveva donato un telefono acquistato dalla società pubblica

TRENTO. Il bando per la vendita del Grand Hotel Imperial di Levico Terme, di proprietà della Patrimonio del Trentino, era già stato confezionato "su misura" mesi prima che la società tedesca che lo aveva in affitto risolvesse in contratto in essere che era stato stipulato a gennaio 2016.
Alessio Agostini, uno dei due fratelli attualmente in carcere, l'allora presidente della Patrimonio del Trentino Andrea Villotti - ora agli arresti domiciliari - e il commercialista Andrea Pilati erano al lavoro per far sì che la struttura venisse rilevata proprio dalla famiglia di ristoratori.
L'accusa della Procura è circostanziata e Villotti viene definito "un funzionario pubblico stabilmente asservito al potere corruttivo degli Agostini" che, da quanto emerge, avrebbe fatto di tutto per favorire gli Agostini, con un'incredibile serie di comportamenti illegali.
Andrea Villotti non avrebbe fatto tutto questo per una semplice amicizia: secondo quanto emerge dagli atti d'accusa e secondo le dichiarazioni dello stesso Alessio Agostini agli inquirenti, il "fu" massimo dirigente della Patrimonio godeva di benefici e vantaggi, quali entrate gratuite (illimitate) alla Spa dell'Hi Hotel, pranzi e cene al ristorante Green Tower (da qui il soprannome "Pacchero", con riferimento al piatto preferito da Villotti), una borsa modello 24 ore di Louis Vuitton del valore di 2.600 euro e delle scarpe di lusso da 1.000 euro.
In un'intercettazione Agostini commenta di aver destinato a Villotti "beni e servizi" "per oltre 10mila euro" e il collaboratore che si trova con lui al telefono controbatte che, invece, la somma sarebbe "di 100mila euro". E, in una conversazione tra l'imprenditore e l'ex presidente della Patrimonio del Trentino, è Agostini a dire a Villotti che la buona riuscita di un'intervista è merito suo perché "lo fa mangiare bene, dormire bene e anche in dolce compagnia".
L'affaire legato al Grande Hotel Imperial di Levico Terme non andò in porto perché la Giunta Provinciale - sempre secondo quanto emerge dall'indagine - impedì l'assegnazione agli Agostini e l'affare saltò definitivamente.
Per Villotti i problemi non sono finiti, visto che l'operato degli investigatori ha messo in luce come l'ex presidente della Patrimonio del Trentino avesse donato un costoso telefono - un Iphone 15 - ad una dipendente dell'Hi Hotel. Telefono che era stato acquistato con i soldi della società pubblica.
La stessa donna, che evidentemente era entrata nelle "grazie" di Villotti, ha anche ottenuto un appartamento in comodato gratuito (dunque senza sborsare un centesimo). Peccato, però, che l'appartamento fosse stato ceduto, ad un soggetto terzo, pochi mesi prima proprio da Patrimonio del Trentino e non è ben chiaro il motivo che ha indotto il nuovo proprietario a fornirlo a titolo gratuito all'amica di Villotti.
Per ora non viene contestato alcun reato a riguardo, ma è la certificazione di come l'ex manager pubblico fosse "succube" della donna che, dopo il telefono, era riuscita a farsi trovare un appartamento.












