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Trento
23 giugno | 06:00

Weekend di sangue in Trentino Alto Adige, 7 morti in poche ore. Quelle che dovevano essere giornate di divertimento si sono trasformate in tragedie

Sono complessivamente sette le vittime tra incidenti stradali e incidenti in montagna: tutti erano usciti di casa per coltivare una delle proprie passioni (chi un giro in moto, chi una scalata o un'escursione), potendo contare anche sulle splendide giornate di sole del fine settimana, e hanno perso la vita, lasciando sgomenti familiari e amici

TRENTO. E' stato un week end tragico in Trentino Alto Adige.

 

Sono complessivamente sette le vittime tra incidenti stradali e incidenti in montagna: tutti erano usciti di casa per coltivare una delle proprie passioni (chi un giro in moto, chi una scalata o un'escursione), potendo contare anche sulle splendide giornate di sole del fine settimana, e hanno perso la vita, lasciando sgomenti familiari e amici.

 

Il bilancio è dunque pesantissimo: due persone sono morte nello schianto di un aliante, due hanno perso la vita mentre scalavano, mentre sono tre i motociclisti deceduti dopo due terribili incidenti avvenuti sulle strade regionali.

 

La tragedia dell'aliante (Qui articolo).

Nel primo pomeriggio di domenica un aliante, che era decollato da Mattarello, è precipitato al confine tra la val di Fassa e il Primiero, tra il lago e Cime Bocche. A bordo si trovavano due appassionati con grande esperienza di volo, Davide Leonardi, 55 anni di Ala (titolare assieme al fratello della Costruzioni Leonardi) e Alessandro Rizzoli, 55enne di Trento.

Il velivolo, un aliante dotato di motore che viene utilizzato solamente per le operazioni di decollo e atterraggio, ha perso quota e si è schiantato su una pietraia, prendendo fuoco dopo il violentissimo impatto.

 

I due occupanti sono morti sul colpo: lunghe e complesse sono state le operazioni di recupero delle salme da parte del Soccorso Alpino e del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza, che indagherà sull'accaduto per stabilire le cause della tragedia. Anche l'Agenzia Nazionale per la Sicurezza del Volo ha aperto un fascicolo e invierà in Trentino un proprio tecnico per tutte le perizie del caso.

 

Due morti in parete (Qui articolo) e (Qui articolo).

Sabato a perdere la vita in parete sono stati un giovane alpinista, Simone Navarini, 29enne di Ravina e uno molto esperto, il 64enne Giuseppe Tararan.

 

Navarini, presidente della sezione di Ravina della Sat e docente all'istituto "Buonarroti" di Trento, del quale era stato anche studente prima della laurea in ingegneria, è precipitato dalla parete del Sasso di San Giovanni, nei pressi di malga Spora, sulle Dolomiti di Brenta, nel comune di Spormaggiore. Mentre si apprestava a scendere in corda doppia assieme ad un compagno, è caduto per cinquanta metri.

Sul posto è arrivato l'elisoccorso decollato da Sondrio, visto che l'elicottero di Trento era impegnato nel soccorso sulle Pale di San Martino, ma i sanitari non hanno potuto far altro che constatare il decesso del giovane, a causa delle ferite riportate nel terrificante volo.

 

Anche per Giuseppe Tararan, che assieme ad un paio di amici stava affrontando la via attrezzata "Albiero e Dolcetta", non c'è stato nulla da fare. Il 64enne di Sandrigo, ma residente a San Pietro in Gu, in provincia di Padova, è spirato poco dopo essere stato raggiunto dai soccorritori. Era il primo di cordata e, prima del terzultimo tiro, ha perso l'appiglio, cadendo per trenta metri e restano appeso alla corda.

I soccorsi sono stati complicati dalla nebbia, che hanno impedito all'elicottero di intervenire immediatamente. Solamente dopo alcune ore (la chiamata è partita pochi minuti dopo le 15) i soccorritori, dopo le 20, trasportati in quota dall'elisoccorso (che ha provato a compiere numerose rotazioni) sono riusciti, risalendo lungo un canalone e poi scendendo in cordata, a raggiungere Tararan, ma l'uomo era ormai in fin di vita a causa delle gravissime lesioni riportate e ogni tentativo di rianimarlo è risultato vano. 

 

Sabato tre morti in moto in poche ore (Qui articolo) e (Qui articolo).

Anche sulle strade trentine è stato un fine settimana contraddistinto, purtroppo, da numerose tragedie. Nella mattinata di sabato due moto si erano scontrate frontalmente con un'auto in località Marani, nel comune di Ala. L'impatto, violentissimo, era  avvenuto sulla SS 12 dell'Abetone: i due centauri sono stati sbalzati di sella, mentre il conducente dell'auto - un 65enne della zona - non ha riportato conseguenze. Le condizioni di Roberto Basso, 41enne di Viadana, in provincia di Mantova, sono apparse immediatamente gravissime: l'uomo è stato elitrasportato all'ospedale Santa Chiara di Trento, dove però è spirato in serata.

 

Due sono state, invece, le vittime di un altro tragico frontale, avvenuto nel pomeriggio, sempre di sabato, sulla strada del passo della Mendola, questa volta tra due moto.

A perdere la vita sono stati il 59enne bolzanino Marcello Galvan e il 64enne pistoiese Daniele Benifei. Lo scontro tra i due centauri è stato violentissimo: Galvan, grande appassionati di moto, viaggi e montagna, stava scendendo in sella alla sua Yamaha 700 Tenerè, mentre Benifei saliva alla guida della sua Suzuki V-Strom 1050. L'impatto è stato devastante ed entrambi hanno perso la vita sul colpo, pare a causa di un sorpasso non riuscito.

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