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Trento
23 giugno | 18:40

Primo weekend d'estate da incubo sulle montagne: 8 morti (6 in Trentino Alto Adige) e oltre 100 interventi per il Soccorso Alpino: ''Troppe scelte imprudenti ''

Nonostante il grande operato dei soccorritori, il bilancio è comunque pesantissimo con 8 decessi tra venerdì e sabato, sei dei quali avvenuti proprio in Trentino Alto Adige in cinque distinti incidenti. "Il Soccorso Alpino e Speleologico rinnova l'invito alla prudenza, ricordando l'importanza di una corretta e attenta pianificazione dell'escursione, l'uso di abbigliamento e calzature adatte e un'attrezzatura adeguata alla tipologia di attività prevista"

TRENTO. Oltre 100 missioni di soccorso in tutta Italia negli ultimi tre giorni con il Trentino Alto Adige che ha stabilito un tristissimo primato.

 

Il primo fine settimana d'estate è stato all'insegna del "super lavoro" per i tecnico del Soccorso Alpino e Speleologico chiamati, in ogni angolo della Penisola, ad intervenire per aiutare e portare in salvo alpinisti ed escursionisti, ma non solo, in difficoltà.

 

Nonostante il grande operato dei soccorritori, il bilancio è comunque pesantissimo con 8 decessi tra venerdì e sabato, sei dei quali avvenuti proprio in Trentino Alto Adige (gli altri due sono avvenuti in Piemonte e Lombardia) in cinque distinti incidenti, legati sia ad attività tipiche della montagna come alpinismo e arrampicata, ma anche in seguito a malori o, come avvenuto domenica sotto Cima Bocche, alla caduta dell'aliante in cui hanno perso la vita due esperti piloti trentini.

 

Venerdì Roberto Stofella, 72enne di Nago Torbole, è morto mentre affrontava la ferrata "Signora delle Acque" (Qui articolo), nei pressi della cascata Sajant del Rio Ruzza. Stofella stava risalendo la via attrezzata quando, quasi al termine della ferrata, è caduto, precipitando nel vuoto per oltre 50 metri e finendo nel bacino d'acqua che il torrente forma alla base della cascata. Il 72enne, assai conosciuto a Nago Torbole, è morto sul colpo a causa delle gravi ferite riportate nella caduta.

 

Sabato, invece, in Alto Adige un ciclista italiano era stato trovato da alcuni passanti privo di sensi. I tecnici hanno avviato le manovre di rianimazione, ma ogni tentativo è risultato vano con l'uomo che èdeceduto sul posto.

 

In Trentino, invece, a perdere la vita sono stati due alpinisti, entrambi precipitati dalla parete

 

Simone Navarini, 29enne presidente della sezione di Ravina della Sat e docente all'istituto "Buonarroti" di Trento, è precipitato dalla parete del Sasso di San Giovanni (Qui articolo), nei pressi di malga Spora, sulle Dolomiti di Brenta, nel comune di Spormaggiore. Mentre si apprestava a scendere in corda doppia assieme ad un compagno, è caduto per cinquanta metri, morendo sul colpo.

 

Anche per Giuseppe Tararan, che assieme ad un paio di amici stava affrontando la via "Albiero e Dolcetta", non c'è stato nulla da fare (Qui articolo). Il 64enne di Sandrigo, ma residente a San Pietro in Gu, in provincia di Padova, è spirato poco dopo essere stato raggiunto dai soccorritori. Era il primo di cordata e, prima del terzultimo tiro, ha perso l'appiglio, cadendo per trenta metri e restano appeso alla corda per diverse ore. I soccorsi sono stati complicati dalla nebbia e, quando i tecnici sono riusciti a raggiungere Tararan, l'uomo era ormai in fin di vita.

 

Domenica 22 giugno è stata segnata dalla tragedia avvenuta al confine tra la val di Fassa e il Primiero (Qui articolo). L'aliante, a bordo del quale viaggiavano il 56enne alense Davide Leonardi e il 55enne trentino Alessandro Rizzoli, è precipitato tra il lago e Cima Bocche. Il velivolo ha preso fuoco dopo l'impatto con la montagna e per i due uomini non c'è stato niente da fare. L'incidente sarà oggetto d'indagine dopo che i tecnico del Soccorso Alpino, in stretta collaborazione con il Soccorso Alpino della Guardia di Finanza, hanno effettuato il complicato recupero delle salme di Leonardi e Rizzoli.

 

 

In generale, scrive in una nota ufficiale il Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico, "le dinamiche degli interventi sono state diverse, ma non sono mancati casi di escursionisti in difficoltà o infortunati a causa di scelte imprudenti o attrezzatura inadeguata. Cinque interventi sono stati risolti grazie a GeoResQ, l'app sviluppata dal Soccorso Alpino e Speleologico in collaborazione con i Cai (Club Alpino Italiano), che consente una rapida localizzazione del disperso e una comunicazione immediata con i soccorritori".

 

Sono stati ben 12, fortunatamente senza vittime, gli interventi operati dai tecnici del Soccorso Alpino Veneto durante la sola giornata di domenica 23 giugno, praticamente su tutto il territorio regionale. 

 

Tra gli interventi più complessi effettuati nel corso del fine settimana in tutta Italia vi è certamente da segnalare l'operazione svolta in Sardegna, nel comune di Orgosolo, per recuperare due speleologi infortunati nella grotta Sulidu de Arzane. L'intervento, conclusosi attorno alle 21.30 di domenica, ha coinvolto circa 30 tecnici specializzati e l'elisoccorso con base a Olbia. Entrambi i feriti sono stati recuperati e trasportati in ospedale.

 

"Il Soccorso Alpino e Speleologico - conclude il Cnsas - rinnova l'invito alla prudenza, ricordando l'importanza di una corretta e attenta pianificazione dell'escursione, l'uso di abbigliamento e calzature adatte e un'attrezzatura adeguata alla tipologia di attività prevista".

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