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Trento
16 maggio | 13:42

"Zone 30 migliorano la vivibilità ", ecco i risultati del monitoraggio: ora soluzioni definitive per aumentare la sicurezza del quartiere

Presentati i dati del monitoraggio sugli interventi sperimentali realizzati a Gardolo, che nell'ultima fase del progetto diverranno definitivi: "Riduzione significativa della velocità dove sono stati fatti interventi fisici di moderazione del traffico, nei punti in cui non sono stati introdotti la situazione non è migliorata"

"Zone 30 migliorano la vivibilità ", ecco i risultati del monitoraggio
di Redazione

TRENTO. Miglioramento nella vivibilità del quartiere e soddisfazione da parte degli abitanti: sono questi i principali risultati del monitoraggio del progetto sperimentale che ha visto l'introduzione delle zone 30 nella frazione Gardolo di Trento, che si è scelto di rendere permanenti (QUI ARTICOLO).

 

I dati del monitoraggio, frutto di un questionario di gradimento relativo agli interventi sperimentali realizzati nell’ambito dell’iniziativa “Strade da vivere - Trento in movimento” e compilato dalla cittadinanza tra settembre e ottobre 2024, sono stati presentati al teatro Gigi Cona da Patrick Kofler dello Studio Helios di Bolzano, che ha curato il progetto insieme all’Amministrazione, e dall’architetto urbanista Matteo Dondè.

 

Nel corso della serata sono state ripercorse nel dettaglio le tappe di tutto il percorso partecipato, che è iniziato a gennaio 2024 con la prima serata pubblica organizzata a palazzo Geremia, durante la quale l’architetto Dondè ha introdotto il tema delle zone 30, spiegandone i benefici per la collettività.

 

E ieri è stato lo stesso Dondè a mostrare – attraverso il confronto dei dati sul traffico e sul rumore prima e dopo gli interventi – come ci sia stata una riduzione significativa della velocità dove sono stati fatti interventi fisici di moderazione del traffico (pinch point di via VIII Marzo e dosso di via di Melta, ndr). Al contrario, nei punti in cui non sono stati introdotti interventi fisici la situazione non è migliorata.

 

Venendo all'ultima fase del progetto, nato come soluzione alle criticità sollevate dai cittadini nel corso del processo partecipato, questa prevede la trasformazione in definitivi degli interventi eseguiti in via sperimentale e la realizzazione di ulteriori interventi, non sperimentabili nella prima fase.

 

Presente all'evento anche il neo assessore alla Mobilità sostenibile e ambiente Michele Brugnara, che nei giorni scorsi a il Dolomiti aveva spiegato le priorità d'ambito per la città di Trento (QUI INTERVISTA): ad essere sottolineata dall'assessore la “centralità dei cittadini nella realizzazione dei progetti, in quanto la creazione di zone 30 riguarda la sicurezza, ma anche la vivibilità e la socialità di un quartiere”.

 

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