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Trento
26 ottobre | 16:03

Addio a Mariano Canali, già assessore alla cultura e autore del libro "Canti del Monte Baldo": "Una passione per il canto e per la comunità"

Si è spento Mariano Canali, già assessore alla cultura del Comune, l'87enne era stato insignito del titolo di cavaliere della Repubblica per meriti professionali e artistico-musicali. Enorme la sua passione per la musica

Addio a Mariano Canali, già assessore alla cultura e autore del libro "Canti del Monte Baldo"
di Redazione

BRENTONICO. Si è spento Mariano Canali, autore del libro "Canti del Monte Baldo", una raccolta di 70 canzoni che l'87enne ha composto o armonizzato nel corso di una vita dedicata all'impegno sociale e dell'attività musicale.

 

Classe 1939 Canali è originario di Castione, frazione di Brentonico, e si è distinto per l'impegno a favore della comunità, anche a livello amministrativo.

 

Tra i ruoli ricoperti, spicca quello di assessore alla cultura del Comune, così come la prima presidenza della commissione culturale del Comprensorio della Vallagarina.

 

Un’esperienza importante è stata poi quella svolta alla Cassa Rurale di Brentonico, prima nel collegio dei sindaci e come presidente per nove anni fino al 1994 prima.

 

Nel frattempo era stato insignito nel 1987 del titolo di Cavaliere della Repubblica, per meriti professionali e artistico-musicali.

 

Ma Canali ha avuto una sconfinata passione per la musica. Un richiamo irresistibile fin da giovane e un impegno portato avanti in ogni momento libero.

 

Già a 17 anni venne chiamato a dirigere il coro da chiesa ma fondò e guidò poi altri cori, soprattutto di montagna. Le sue composizioni sono state premiate in concorsi locali e nazionali.

 

Il funerale è previsto alle 10 di mercoledì 28 ottobre nella chiesa parrocchiale di Castione.

 

IL RICORDO DI NICOLA ZOLLER

Nel 2023 si era commosso, Mariano Canali, sui banchi della Biblioteca di Brentonico, dove ci trovammo per commentare il suo libro ''Canti dal Monte Baldo'', una preziosa opera letteraria che dava compimento al suo percorso artistico, raccogliendo le composizioni create e armonizzate nella sua vita di Maestro di coralità.

 

Si era commosso pensando – fra i testi di canti da lui armonizzati - a quelli che gli avevano lasciato in bocca il sapore dolce e amaro delle storie popolari tra guerre e vite perdute. Ecco la dolcezza dell’uomo che torna dal fronte e accarezza per la prima volta il bimbo nato nel frattempo, ma di cui non può scorgere il colore dei capelli, perché il reduce è stato accecato da una granata: biondi, azzarda il canto popolare intitolato appunto "Pupo biondo". E poi ecco l’accorata invocazione della figlioletta che si rivolge "A Maria Bambina" per chiedere la grazia alla Madonna perché la mamma, tanto ammalata, viva: ma muore, come allora spesso succedeva, perché l’assistenza sanitaria non arrivava a compiere miracoli, come rammenta quella cantica dolorosa.

 

Tirò un respiro fondo Mariano, da tutti riconosciuto sull’Altopiano come Maestro di coralità. Sfogliò le pagine delle altre canzoni da lui armonizzate – ben settanta testi – soffermandosi con ammirazione su quelle di autori brentegani: dal testo del dottor Luigi Ottaviani "Filosofia della botanica", a quello del maestro Rino Veronesi "Il contadino del Baldo", dalla filastrocca di Emilio Bertolli "Iuccallì, Iuccallà", a "Fiori del Baldo" della poetessa Silvana Gottardi, e infine a "Inno del Baldo" e "Montagne trentine" di Quinto Canali. I suoi occhi brillarono  al ricordo di queste persone.

 

L'IMPEGNO ISTITUZIONALE E SOCIALE

Nell’ora dell’addio è venuto il momento di accennare alla vita di Mariano Canali. Nato il 12 gennaio 1939 a Castione di Brentonico, ha legato la sua esistenza alla musica e al canto popolare che ha sempre praticato a titolo volontario. Per vivere  – dopo le scuole di Avviamento industriale – ha svolto a lungo l’attività commerciale nei settori dell’ortofrutta e vinicolo. Si è molto occupato anche della vita istituzionale e sociale di Brentonico e della Vallagarina. Col sindaco Giovanni Tonolli, alla fine degli scorsi anni Settanta, è stato assessore alla cultura di Brentonico, benvoluto da tutti per la sua disposizione apertamente collaborativa.

 

E' stato il primo presidente del Consiglio di Istituto delle Scuole medie di Brentonico, dirette allora del preside Costantino Finotti. Canali ricorda con piacere la collaborazione della professoressa Silvana Veronesi, che lo affiancava fattivamente nell’organizzazione delle riunioni. Segnala ancora – e non poteva essere altrimenti – di aver costituito nel corso del suo incarico un ''Coro delle Scuole medie''. È passato poi al Consiglio di Istituto dell’Ipia di Rovereto, mentre sempre a Rovereto venne nominato presidente della commissione culturale del Comprensorio della Vallagarina. Un’esperienza importante è stata poi quella svolta alla Cassa Rurale di Brentonico, prima nel collegio dei sindaci e poi come presidente per nove anni fino al 1994. Nel frattempo era stato insignito nel 1987 del titolo di Cavaliere della Repubblica, per meriti professionali e artistico-musicali.

 

LA LUNGA CAVALCATA NELLA MUSICA: mille concerti in Trentino, in Italia e all’estero

Ora apriamo solo un poco la grande pagina dell’impegno musicale di Mariano Canali. Autodidatta vecchio stampo, ancora chierichetto lo vediamo tra le fila del coro parrocchiale di Castione sotto la guida del curato don Adriano Cattoni, grande esperto e maestro di musica. Nell’agosto 1956 gli viene affidata dal decano di Mori Monsignor Cesare Viesi la preparazione e la direzione del Coro parrocchiale in occasione dell’arrivo a Castione del nuovo curato don Lino Lorenzi (pure lui valente musicista).

 

Nei primi anni sessanta fonda a Castione un coro parallelo a quello parrocchiale che si dedica al canto popolare, il “Coro Castrum Leonis” (dal nome medievale latino di Castione); con questo coro partecipa al Concorso Corale Nazionale di Bolzano ottenendo nel 1962 il secondo posto. Negli anni 1965/66 viene chiamato quale maestro istruttore del “Coro Montecatini” di Mori. Nel 1967 costituisce a Brentonico, con il sostegno di Rolando Galvagni,  il Coro Soldanella che dirige ininterrottamente fino al 1997, anno in cui, a seguito di un violento incidente stradale, deve lasciare la guida del sodalizio.

 

Con il Coro Soldanella aveva svolto più di mille concerti in provincia, in Italia e in almeno una decina di stati esteri. Nel 1992 aveva attivato a Brentonico il ''Concorso Soldanella'', inserendolo con prestigio nei Concorsi nazionali. Nei primi anni 2000, ripresosi dai postumi dell’incidente, fonda e dirige ancora per alcuni anni il “Coro Fior di Roccia” di Besagno di Mori. Nel 2006 viene premiato dalla Federazione dei Cori del Trentino per più di 50 anni di attività dedicati al mondo corale trentino; nel 2011 viene premiato dalla Provincia di Trento per una vita dedicata al volontariato culturale e musicale. Nella sua vita musicale ha svolto più di mille concerti in Trentino, in Italia e in una decina di Stati esteri.

 

In tutto questo movimento, la forza centrale è stata quella dei coristi, allevati e curati con dedizione dal maestro, anche in collaborazione col compianto maestro Rino Mazzurana: da loro, dall’esperienza diretta con le loro voci, Canali diceva di aver imparato tanto, perché seguendoli, ascoltandoli e correggendoli, la qualità del canto collettivo cresceva, assieme alla sua maestria, grazie alla quale ha formato nuovi direttori di coro, come Quinto Canali e poi, più avanti, Luca Simonetti. Dunque anche i coristi hanno influito sul maestro, l’educazione musicale ricevuta non è stata benefica soltanto per loro, e tutti insieme hanno capito il valore del sentimento di donarsi agli altri, di dedicarsi alla propria comunità e a chi ascoltava il loro canto. E alla fine trovare nel piacere di stare insieme, nella gioia della compagnia, uno dei valori più alti della nostra esistenza.

 

RITORNO ALLE ORIGINI E AL LEITMOTIV DEL MONTE BALDO

All’inizio abbiamo menzionato il libro ''Canti dal Monte Baldo''. Ecco, il Baldo è il motivo che guida l’esperienza musicale e umana di Mariano Canali. Lui assicura che in quei Canti si ritorna direttamente o indirettamente a quel Monte, costruendo una storia che non è solo sua, individuale, ma di tutto il popolo dell’Altopiano. Una cima che sorveglia le nostre attività umane e i nostri sentimenti, e da cui si possono scorgere infiniti spazi, dalle Alpi e Prealpi, al lago di Garda, fino alla grande Pianura e al Mare Adriatico. Monte Baldo, un nome e una terra alta che ti ha fatto e farà per sempre compagnia: grazie Mariano della tua opera e della tua testimonianza.

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