Chiude Comproeuro: "Un primato italiano che paga leggi scritte male e interpretate peggio. Ma non finisce l'esperienza della Bitcoin valley in Trentino"
Il punto a Rovereto chiude a fine mese a causa delle normative particolarmente stringenti che equiparano il negozio a un servizio bancario: "In questi 9 anni non abbiamo mai custodito un euro o un bitcoin dei clienti ma non abbiamo potuto ottenere la licenza MiCar. La legge europea è stata scritta male ma è stata interpretata in modo ancora peggiore in Italia"

ROVERETO. La sede di Comproeuro chiude. Le serrande si abbassano a fine mese ma non è la conclusione del progetto di rendere la Vallagarina e Rovereto la Bitcoin valley italiana. Nessuna crisi, quanto una decisione maturata a causa di regole sempre più stringenti che equiparano il punto commerciale sostanzialmente a una banca.
"In questi 9 anni non abbiamo mai custodito un euro o un bitcoin dei clienti ma non abbiamo potuto ottenere la licenza MiCar", commenta Marco Amadori, deus ex machina di inbitcoin, startup trentina leader nei bitcoin Pos (dispositivi full bitcoin che accettano la crittovaluta). "La legge europea è stata scritta male ma è stata interpretata in modo ancora peggiore in Italia: il punto di via Rialto viene trattato come una struttura bancaria: avremmo dovuto pagare una tassa da 20 mila euro che c'è solo in Italia e altre spese di sistema per un servizio di custodia che non svolgiamo a livello societario".
Quella di Rovereto è la prima comunità Bitcoin d'Europa radicata in un territorio. Nel 2013 c'è il primo esercizio in Trentino, un barbiere a Cavalese, che accetta i bitcoin, quando quasi nessuno sapeva cosa fossero le criptovalute. Nel 2017 nasce satoshi design, sede a Rovereto, la prima azienda con capitale sociale conferito in bitcoin. Sempre in quell'anno ecco il negozio Comproeuro, il primo punto fisico in Europa dove avvicinarsi a Bitcoin di persona e nel 2018 la prima transazione su Lightning Network del mondo in un bar, a Rovereto, durante i lavori per il protocollo Rgb. Queste a grandi linee le principali tappe del progetto.
Fino a dicembre 2025 Comproeuro ha permesso di comprare e vendere bitcoin senza custodire gli euro e i bitcoin dei cittadini e fino alla fine del mese di avere informazioni di qualità da parte di esperti formati sul campo.
"Il risultato sono cittadini consapevoli, in maniera sistemica", dice Amadori. "Non avere la custodia genera tranquillità, a un costo formativo di conoscenza, perché ciò che non detieni non lo puoi perdere, non te lo possono rubare, non può finire in un fallimento. E' una protezione che nessuna legge e nessun revisore possono offrire: loro sorvegliano un rischio, noi lo avevamo tolto di mezzo. E' stato creato un indotto turistico che nessun ufficio marketing avrebbe potuto progettare. Persone che spostavano le ferie per venire a pagare in bitcoin, famiglie che si sono trasferite qui, l'Università di Utrecht ha dedicato una tesi di antropologia, condotta sul campo tra gli utenti di Rovereto e la Bocconi ha girato un documentario didattico".
Negli anni si è sviluppata una rete dai ristoranti ai distributori di carburante, ma anche edicole, scuole guida e parrucchieri. In Vallagarina anche i buoni pasto delle mense scolastiche si possono pagare in bitcoin, con una platea di oltre 11.000 studenti.
"Un servizio pubblico che accetta Bitcoin: in Europa non c'era nulla di simile", evidenzia Amadori. "Poi è arrivata l’interpretazione senza proporzioni della MiCar. Da quel giorno i servizi su cripto-attività possono prestarli solo i soggetti autorizzati come Casp e tutti gli altri chiudono. I numeri parlano da soli. Su circa 150 operatori iscritti nel registro Oam, soltanto 8 hanno ottenuto l'autorizzazione da Consob, d'intesa con Banca d'Italia: poco più del 5%. Comproeuro non è tra questi".
Non per irregolarità: "per un'attività di prossimità, la licenza è semplicemente fuori scala", aggiunge Amadori. "I costi di adeguamento si mangiano ogni margine prima ancora di aprire la porta al primo cliente. E qui arriva il paradosso. Per continuare, tra le altre cose e non sarebbe bastato, avrei dovuto avere un custode per dei fondi di cui non ho mai avuto la custodia. E' come se a un panettiere si imponesse di possedere campi di grano, perché la legge sulle farine è stata pensata per Barilla".
E Amadori ha inviato una lettera in parlamento ma non c'è stato nulla da fare: "La norma scritta per grandi piattaforme, che tengono in pancia miliardi di beni altrui, viene applicata senza alcuna proporzionalità a un piccolo sportello che, per scelta di progetto, non tiene nulla. Il cittadino non ne esce più protetto. Perde soltanto un modello che lo proteggeva già, e meglio.
Con Comproeuro sparisce un luogo fisico dove capire Bitcoin. A pagare sono soprattutto quelli che online non si fidano o non riescono ad andarci: anziani, persone poco digitalizzate, chi prima di scegliere vuole parlare con qualcuno in carne e ossa. Muore così un primato italiano e oltre 10 anni di clienti soddisfatti e protetti".
L'ultimo giorno di Comproeuro è venerdì 27 novembre. Fino a quel giorno una svendita con sconti fino al 50% su tutti gli articoli in vendita. Ma non è la fine dell'esperienza della Bitcoin valley. "Abbiamo un altro progetto per non disperdere il valore aggiunto costruito in questi anni", conclude Amadori.

















