Colonia di ibis protetti "minaccia" la base militare americana di Aviano: rischio bird strike per decolli e atterraggi
Istituzioni civili, militari e scientifiche al lavoro per trovare una soluzione al problema salvaguardando al tempo stesso la tutela dell'ibis eremita, specie rara e protetta

AVIANO. Ormai da qualche anno un gruppetto sempre più numeroso di ibis eremita sta creando qualche grattacapo alla base aerea americana di Aviano: la colonia di esemplari dell'uccello, specie rara e protetta, è ormai arrivata a contare circa 30 esemplari che trovano nell'ampia superficie erbosa all'interno dei confini dell'aeroporto un ambiente più che favorevole per vivere.
Una presenza che però crea dei grossi pericoli per i velivoli, i piloti e i passeggeri che atterrano e partono dalla pista friulana: il problema è il cosiddetto "bird strike", cioè l'impatto di volatili contro gli aerei che può creare grossi danni.
E così ormai da tempo si stanno cercando soluzioni, condivise tra istituzioni civili, militari e scientifiche, per conciliare le esigenze operative della base Usaf con la tutela della fauna selvatica del territorio.
Così nei giorni scorsi si è svolta al comando una riunione finalizzata a definire un piano d'azione: l'idea secondo quanto comunicato dall'aeronautica a il Gazzettino è quella di portare avanti iniziative per far ridurre la nidificazione all'interno della base, attraverso tecniche già utilizzate con altre specie, con l'obiettivo di evitare un ulteriore incremento degli esemplari presenti nell'area aeroportuale; e allo stesso tempo favorire nel lungo periodo lo spostamento naturale degli ibis verso un nuovo sito di nidificazione nella parte settentrionale della pianura friulana.
L'ideale sarebbe spostare la colonia a una distanza di 20-25 chilometri dalla base, dove trasferire alcune coppie di richiamo in apposite voliere, garantendo la protezione degli ibis e la continuità delle attività aeroportuali.












