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Trento
08 febbraio | 06:00

Gang di giovani "bulli" terrorizza il paese da un anno: nello scorso week end picchiato un giovane vigile del fuoco. Il sindaco: "Ora basta, tolleranza zero"

E' accaduto a Lodrone, frazione del comune di Storo. Il gruppo è composto da quattro - cinque ragazzi problematici, di età compresa tra i 17 e i 20 anni, ha picchiato il giovane, un ragazzo bravo e disponibile, che fa parte del locale corpo dei vigili del fuoco volontari e, dunque, nel proprio tempo libero, presta servizio per la comunità. Adesso è a casa, sta abbastanza bene ma se l'è vista brutta. Ora basta, non possiamo avere paura di uscire la sera. La comunità è esasperata"

STORO. "La misura è colma. Non possiamo chiuderci in casa, la gente non può avere paura di girare per Storo o essere preoccupata se i figli escono con gli amici la sera. Non siamo nel Bronx. Adesso basta, i cittadini devono tornare ad essere sereni. Non ne possiamo più: è stato fatto tutto il possibile per risolvere la situazione e, adesso, mi auguro è il momento della tolleranza zero".

 

E' furioso Nicola Zontini, sindaco di Storo, dove la settimana scorsa un episodio gravissimo ha gettato sconforto all'interno della comunità chiesana. Cosa è accaduto? Un gruppo di giovani "bulli", alcuni poco più che maggiorenni, altri minorenni, originari della frazione di Lodrone, ha accerchiato e picchiato selvaggiamente (causandogli anche la rottura del setto nasale) un altro ragazzo che vive in paese.

 

Il pestaggio è avvenuto all'esterno di un locale situato nella parte sud dell'abitato, "verso la Val di Ledro, oltre l'orario di chiusura, dopo che all'interno si era svolta - in tutta tranquillità - una festa" prosegue nel racconto il primo cittadino storese.

 

Nella notte tra sabato 31 gennaio e domenica 1 febbraio, il gruppo "composto da quattro - cinque ragazzi problematici, di età compresa tra i 17 e i 20 anni, ha picchiato il giovane, un ragazzo bravo e disponibile, che fa parte del locale corpo dei vigili del fuoco volontari e, dunque, nel proprio tempo libero, presta servizio per la comunità. Adesso è a casa, sta abbastanza bene ma se l'è vista brutta".

 

Ecco, quello accaduto nello scorso fine settimana non sarebbe il primo episodio che vedrebbe coinvolti i 4-5 ragazzi che compongono quella che, per motivi anagrafici, non può essere nemmeno definita una "baby gang" ma una vera e propria "gang".

 

"E' un annetto - spiega Zontini - che questo gruppo di ragazzi originari della zona crea problema e siamo ormai esasperati da tale situazione. E' venuto il momento che i ragazzi capiscano la gravità di quello che hanno fatto. Basta, è ora di finirla e la gente non ne può più. Storo è una comunità formata da persone per bene, ci sono tantissime associazioni che si fanno in quattro e lavorano 365 giorni l'anno per animare la vita della comunità e permettere ai ragazzi di svagarsi e coltivare passioni e interessi e non esiste che si viva con la paura. Siamo di fronte ad atti emulatori che avvengono, solitamente, in determinate zone delle città medio - grandi. Da noi non c'è spazio per i violenti e per chi turba la vita delle persone. Auspico la massima durezza da parte delle forze dell'ordine".

 

Ecco, appunto: sull'episodio stanno indagando i carabinieri della compagnia di Riva del Garda che hanno raccolto la denuncia e, assieme ai militari della stazione di Ledro, stanno cercando di "mettere in fila" tutti gli elementi da consegnare all'Autorità Giudiziaria.

 

 

"Un contributo potrà arrivare dalle immagini del sistema di videosorveglianza comunale - conclude il sindaco di Storo -, che ha dimostrato - anche in questa circostanza - quanto è utile. Poi non voglio entrare nel merito del lavoro delle forze dell'ordine: gli inquirenti hanno acquisito il materiale e stanno portando avanti l'indagine. Lo ripeto: spero si faccia in fretta e, nei confronti di chi è stato violento, non venga fatto alcun sconto".

 

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