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FVG
28 gennaio | 15:19

"Giovane ucciso da un agente, basta ambiguità e accuse: o si sta con le forze dell'ordine, o si è con i criminali. Chi fa paragone con Minneapolis è in malafede"

Il sindacato di polizia del Friuli-Venezia Giulia attacca: "Così non si può andare avanti: mentre si lasciano i delinquenti impuniti e liberi di compiere nuovamente i loro crimini, si criminalizza chi, come gli operatori di polizia, nel compimento del proprio dovere ha legittimamente difeso la propria vita e quella altrui"

di Redazione

TRIESTE. "È ora di dire basta! Così non si può andare avanti! Mentre si lasciano i delinquenti impuniti e liberi di compiere nuovamente i loro crimini, si criminalizza chi, come gli operatori di polizia, nel compimento del proprio dovere ha legittimamente difeso la propria vita e quella altrui".

 

E' un fiume in piena il segretario regionale del sindacato autonomo di polizia per il Friuli-Venezia Giulia, Lorenzo Tamaro: il suo duro sfogo fa seguito alle tante polemiche sorte nel dibattito pubblico e politico nazionale a seguito dell'uccisione di un 28enne a Milano. In quell'occasione un poliziotto ha sparato contro il giovane durante un servizio di controllo antidroga.

 

"Ancora una volta nell’esercizio delle nostre funzioni e obbligati all’uso delle armi è scattato in automatico il cosiddetto atto dovuto con un’accusa estremamente grave come quella dell’omicidio volontario. Serve con urgenza - prosegue Tamaro - un intervento normativo che preveda un periodo in cui possano essere effettuati tutti gli accertamenti di garanzia ma senza che i poliziotti vengano indagati se possono sussistere cause di giustificazione del reato, quali la legittima difesa, l’adempimento del dovere, l’uso legittimo delle armi o lo stato di necessità. Solo dopo il periodo di garanzia si proceda con l’archiviazione o il formale avviso di garanzia nel caso sussistano eventuali responsabilità".

 

"Quanto accaduto a Milano - riprende il segretario del Sap del Fvg -, può accadere ogni giorno in ogni città, anche nelle province del Friuli-Venezia Giulia, dove l’utilizzo di armi da parte dei criminali, in particolare coltelli, è sempre più drammaticamente frequente. Trieste, Udine, Gorizia e Pordenone non sono più indenni da una certa criminalità che in passato era radicata solo nelle metropoli e nelle grandi città come Milano. Chi poi compara quanto accaduto a Milano con l'episodio di Minneapolis lo fa in maniera strumentale, in malafede o in maniera del tutto ideologica mostrando ancora una volta disprezzo e allergia nei confronti delle 'divise'". 

 

"Non ci sono se e ma in questa vicenda, non ci possono essere ambiguità - conclude Tamaro -. È tutto chiaro! O si sta dalla parte delle forze dell'ordine oppure si è dalla parte dei criminali". 

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