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FVG
11 gennaio | 11:53

"Il sistema di accoglienza ha fallito: servono più sicurezza e più agenti". La rabbia del sindacato di polizia: "Basta accuse infondate contro chi si impegna per il bene di tutti"

Dura presa di posizione del segretario del Sap del Friuli-Venezia Giulia, Lorenzo Tamaro: "Utilizzare il malore di un immigrato addossando la colpa alla questura è una gravissima quanto ignobile strumentalizzazione. Oggi la gente per bene chiede più sicurezza e più presenza delle forze dell’ordine sul territorio. Si investa quindi più sulla sicurezza, si effettuino ulteriori ed importanti assunzioni di nuovi agenti"

di Redazione

TRIESTE. Scambi di accuse ad alta intensità a Trieste, dove un grave episodio di cronaca ha dato il via ad una serie di schermaglie politiche (e non solo) senza esclusione di colpi.

 

Un migrante, un cittadino nepalese di 43 anni richiedente asilo, nelle scorse ore è stato trovato in stato di incoscienza a Porto vecchio, luogo dove si stava riparando dal grande freddo non avendo altra sistemazione. L'uomo è stato notato a terra da alcuni connazionali e trasportato d'urgenza all'ospedale dove si trova ricoverato in terapia intensiva in condizioni disperate. 

 

"Utilizzare il malore di un immigrato addossando la colpa alla questura accusata di 'prassi che ostacolerebbero sistematicamente l’accesso alle procedure e all’accoglienza', 'pratiche illegittime', 'ritardi e mancate tutele' è una gravissima quanto ignobile strumentalizzazione", ha dichiarato Lorenzo Tamaro, segretario regionale del sindacato autonomo di polizia, attaccando in particolare l'Ics, il consorzio italiano di solidarietà. 

 

A quanto viene denunciato dalle associazioni infatti il 43enne aveva tentato di presentarsi in questura, poche ore prima del malore, senza riuscire ad accedere agli uffici per avviare la pratica di richiedente asilo. 

 

"Ancora una volta - riprende il segretario del Sap - si punta il dito verso chi, gli operatori dell’Ufficio Immigrazione della questura di Trieste, svolge il servizio garantendo il massimo risultato possibile grazie al sistematico e quotidiano doppio turno di lavoro necessario a causa della più volte denunciata carenza di organico generata dalle passate legislature che hanno attuato politiche fatte di spending review e blocco del turn-over. L’Ufficio Immigrazione è risaputo da tutti, meno da chi non vuole ascoltare e sapere, è in grave sofferenza d’organico come del resto tutte le articolazioni di polizia, ma, malgrado ciò, proprio grazie al suo forte impegno risulta fra i più virtuosi d’Italia".

 

La polizia di stato, evidenzia Tamaro, non si dedica solamente al fenomeno dell’immigrazione, ma è impegnata sul territorio più in generale nella sicurezza, nel soccorso pubblico, nella prevenzione e nella repressione dei reati. "Ma oggi l’Ics, e le altre associazioni di accoglienza, sembrano essere più concentrate a fare politica e fare rete con alcune parti politiche al fine di incrementare il numero di accolti piuttosto che occuparsi del loro corretto comportamento ed integrazione nella nostra società, che già provvede a finanziare profumatamente il loro sostentamento. Pensare di potenziare l’Ufficio Immigrazione a discapito di altri uffici, magari sottraendo agenti al controllo del territorio per soddisfare le richieste e le necessità del mondo dell’accoglienza, riteniamo sia oggi impraticabile" .

 

"Le nostre strade e piazze - prosegue il sindacato - sono quotidianamente oggetto di fatti di cronaca, il più delle volte con protagonisti immigrati irregolari, ospiti di strutture di accoglienza e in altri casi di italiani di seconda generazione, che manifestano di non sentirsi italiani e certificano in maniera inequivocabile il fallimento del sistema accoglienza e i risultati di un’immigrazione clandestina e incontrollata. Trieste, come le altre città della regione, è destinataria soprattutto degli arrivi della 'Rotta Balcanica' e non appare in grado di poter 'salvare' tutti coloro che fuggono dai conflitti e dalle crisi economiche del mondo: oggi non è più in grado di sopportare ulteriori arrivi. In passato, si è preferito investire sull’immigrazione e sull’accoglienza, che non è stata capace di generare una reale integrazione, tagliando piuttosto sulla sicurezza". 

 

"Oggi la gente per bene - conclude il comunicato - chiede più sicurezza e più presenza delle forze dell’ordine sul territorio. Si investa quindi più sulla sicurezza, si effettuino ulteriori ed importanti assunzioni di nuovi agenti, per poter dare le risposte che la brava gente chiede".

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