Hydro, cassa integrazione fino a dicembre: “Cala il sipario su un pezzo di storia di Feltre. Impatto occupazionale pesante, ma cercheremo di rilanciare l’attività”
Cala per il momento il sipario sulla Hydro di Feltre: all’ultimo tavolo ministeriale è stato sancito l’accordo per la cassa integrazione straordinaria per cessazione di attività fino al 31 dicembre. I sindacati parlano di scelta difficile, ma promettono interlocuzioni con il Gruppo Cortese per un nuovo assetto industriale

FELTRE. “Siamo consapevoli della portata umana di questo momento. Per molti dipendenti, 25 o 30 anni di fabbrica, fatica e relazioni si concentrano oggi in una firma su un foglio e in un assegno economico. È una scelta difficile, personale e mai scontata, che merita il massimo rispetto e la più stretta vicinanza da parte dell’intera comunità”. Così Mauro Zuglian, Fim Belluno Treviso, commenta quello che il sindacato definisce un “calo del sipario sulla storia industriale della Hydro a Feltre”.
Dopo il tavolo al Ministero delle imprese e del made in Italy svoltosi nella mattinata di giovedì 15 ottobre, è stato sottoscritto l’accordo per l’esame congiunto che sancisce il ricorso alla Cassa integrazione straordinaria per cessazione di attività. All’incontro hanno partecipato la direzione di Hydro Extrusion, Regione Veneto, Confindustria Belluno Dolomiti, le segreterie territoriali e di categoria di Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil, unitamente ai delegati delle Rsu di fabbrica.
L’obiettivo è stato quello di evitare “soluzioni traumatiche” e accompagnare la fase di transizione, anche alla luce delle concrete possibilità di cessione del reparto fonderia al Gruppo Cortese. L’ultimo incontro in Regione risale a pochi giorni fa e ha visto l’accoglimento da parte dei lavoratori del ramo fonderia delle condizioni economiche proposte (qui l’accordo).
Oggi lo stabilimento conta un organico di 74 dipendenti: 2 dirigenti, 10 impiegati e 62 operai. L’intesa raggiunta attiva l’ammortizzatore sociale per un massimo di 72 lavoratori (l’intero comparto impiegatizio e operaio, con la sola esclusione della dirigenza) fino al 31 dicembre, con decorrenza retroattiva dal 6 ottobre. La copertura economica prevede una gestione a zero ore o a riduzione oraria, modulata sulle residue attività preparatorie alla dismissione, mentre la Regione ha contestualmente recepito il piano delle misure di politiche attive concordate per la riqualificazione e il ricollocamento del personale.
“Si chiude definitivamente un ciclo industriale che ha segnato la storia del nostro territorio. L’impatto occupazionale è pesante - conclude Zuglian - e il perimetro produttivo è drasticamente ridotto alla sola fonderia. Consideriamo questa tappa come un punto di partenza: insieme al Gruppo Cortese lavoreremo per ricostruire un nuovo assetto industriale e rilanciare l’attività. Il territorio, le maestranze e il sindacato non permetteranno che questa storia si spenga”.
Nei prossimi giorni ci sarà la convocazione dei lavoratori singolarmente per la formalizzazione delle intese relative agli incentivi all’esodo previsti dall'accordo.














