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Belluno
20 ottobre | 18:27

Hydro, si teme per salute e ambiente. Le opposizioni: “Chi si occuperà del monitoraggio delle emissioni e della bonifica degli idrocarburi nelle falde?”

A pochi giorni dall’accordo firmato al Ministero per la Cassa integrazione straordinaria per oltre 70 lavoratori fino a dicembre, la questione Hydro continua a far discutere anche sul fronte ambientale. Le opposizioni annunciano infatti un’interrogazione all’amministrazione Fusaro per avere garanzie su monitoraggio delle emissioni, dismissione dello stabilimento e bonifica degli idrocarburi surnatanti

Hydro, si teme per salute e ambiente

FELTRE. “Presenteremo un’interrogazione con risposta scritta all’amministrazione Fusaro. La tutela del lavoro, della salute e dell’ambiente non sono alternative, ma vanno garantite insieme: lavoro, emissioni, area dismessa e bonifica restano infatti senza garanzie”.

 

Il futuro della Hydro di Feltre continua a far discutere. A intervenire nel dibattito sono le opposizioni, preoccupate per l'esito della trattativa. Gli ultimi a commentare quest’ultima erano stati i sindacati, con Fim Belluno Treviso che ha parlato di un “calo del sipario” dopo l’accordo di ricorso alla Cassa integrazione straordinaria per cessazione di attività (qui). Un commento che ha in realtà scatenato la reazione di Fiom Belluno, che ha parlato di “narrazione superficiale e disfattista di certa stampa” e di “lavoratori rimasti soli in un Paese che si riempie la bocca di vuoti slogan sovranisti” ma “senza uno straccio di legge per fermare lo strapotere delle multinazionali”.

 

Nel continuo uscire di notizie e puntualizzazioni delle parti, la situazione attuale è di un accordo con il Gruppo Cortese per il solo ramo fonderia e la garanzia per 36 posti di lavoro (a fronte degli oltre 70 in forza oggi). “Non è l’esito - commentano ora Partito democratico, Cittadinanza e partecipazione, Idea per Feltre e Sinistra feltrina - per cui questa comunità si è battuta per quasi un anno”.

 

Quattro in particolare le preoccupazioni elencate. Sul fronte occupazionale, si guarda ai restanti lavoratori che “non hanno alcuna prospettiva”: si chiede quindi di conoscere il piano industriale del Gruppo, i tempi di eventuali nuove assunzioni e gli strumenti che Comune, Provincia e Regione intendono attivare.

 

C’è poi il lato ambientale, finora meno considerato. In primis le emissioni: “La fonderia - rilevano le opposizioni - è l’attività con il maggiore impatto sull’aria. In passato era stato raggiunto un accordo sul controllo in continuo delle emissioni, che a quanto ci risulta Hydro non ha rispettato in maniera puntuale (qui). Con il cambio di gestione, l’autorizzazione ambientale dovrà essere aggiornata: quali garanzie ha chiesto o chiederà l’amministrazione affinché il Gruppo aderisca all’accordo volontario per il controllo delle emissioni e per pubblicarne i dati?”.

 

A ciò si aggiunge il problema della dismissione dello stabilimento. “La parte più estesa del sito, circa 137 mila metri quadri di cui 39 mila coperti - proseguono - non è interessata dalla fonderia. Vogliamo sapere cosa ne sarà: chi la possiede, chi la custodisce, quale destinazione si intende dare e con quali garanzie per il territorio”.

 

Infine la bonifica: citando la determinazione 846 dell’8 ottobre 2026 del Comune di Feltre che approva il Piano di caratterizzazione per la presenza di idrocarburi surnatanti (cioè che galleggiano sopra la falda o uno specchio d’acqua e sono fonte di inquinamento) riscontrati dal 2010 sotto il capannone di estrusione, le minoranze chiedono anche qui nuovi chiarimenti. “Il Piano è presentato da Alcoa Servizi ‘su base volontaria, come soggetto

non responsabile’. Nel verbale - spiegano - Alcoa attribuisce la responsabilità ad aziende che hanno operato in precedenza. Dopo la notifica di potenziale contaminazione del 2006 e oltre quindici anni dopo la comparsa del surnatante, non risulta individuato però un responsabile. Il passaggio dalla messa in sicurezza d’emergenza a quella operativa è previsto, ma negli atti approvati non è indicato chi la realizzerà né entro quando”.

 

Anche qui è dunque avanzata la necessità di individuare chi si occuperà del problema, del monitoraggio e del costo degli interventi qualora nessuno vi fosse obbligato: il rischio prospettato, infatti, è che ricada sulla collettività. “Diventa opportuno - è l’esortazione - prima che Hydro lasci definitivamente lo stabilimento al gruppo Cortese sapere chi si assumerà l’incarico e i conseguenti oneri del ripristino dei luoghi”.

 

Da qui le richieste alla Giunta Fusaro: rendere pubblico l’accordo preliminare Hydro-Cortese per le parti che riguardano ambiente e passività, chiedere formalmente alla Provincia l’avvio dell’individuazione del soggetto responsabile della contaminazione, subordinare ogni passaggio di proprietà o autorizzazione a un impegno scritto su bonifica e monitoraggio, inserire il controllo in continuo delle emissioni nella nuova autorizzazione e riferire in Consiglio sullo stato delle indagini e sul futuro dell’area non interessata dalla fonderia.

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