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Belluno
02 novembre | 19:21

Crisi aziendali, a rischio 74 posti di lavoro. L'appello: "Le imprese che non trovano personale li assumano: sono competenze che come territorio non possiamo perdere"

Hydro, TB Metal e Allmatic: sono le tre aziende dalle quali resteranno a casa entro poco tempo 74 lavoratori, con le relative competenze acquisite negli anni. A denunciare la situazione ed esortare altre imprese e le istituzioni a intervenire è Fiom Belluno, che sottolinea la necessità di una risposta collettiva affinché questi lavoratori siano ricollocati presso realtà locali alla ricerca di personale qualificato

Crisi aziendali, a rischio 74 posti di lavoro

BELLUNO. “Facciamo un appello a imprese del Bellunese, associazioni datoriali e istituzioni: si attivino percorsi concreti di incontro tra questi lavoratori e le aziende che hanno necessità di personale, trasformando le politiche attive in reali opportunità di occupazione. La responsabilità sociale d'impresa non può essere solo uno slogan da usare nelle occasioni pubbliche o nelle campagne di comunicazione: deve tradursi in scelte concrete, soprattutto quando il territorio attraversa momenti di difficoltà”.

 

L’appello e l’allarme arrivano da Fiom Belluno, che punta l’attenzione sulla difficile situazione sul fronte occupazionale di tre aziende della provincia. Anzitutto Hydro di Feltre, per una cui parte dei lavoratori l’ultimo tavolo ministeriale ha stabilito la cassa integrazione straordinaria fino al 31 dicembre (qui). “Al termine di questa data - sottolinea il sindacato - usciranno dall’azienda 34 lavoratrici e lavoratori nell'ambito della procedura di licenziamento collettivo su base volontaria”.

 

A questi si aggiungono i 17 della TBMetal, azienda mono committente della stessa Hydro e trasferita in provincia di Bergamo a seguito della decisione della multinazionale norvegese di chiudere lo stabilimento feltrino.

 

Terza nota dolente è infine la situazione di Allmatic, azienda di Borgo Valbelluna del settore della home automation. “Ieri - fa sapere Fiom - ha avviato la procedura per richiedere l'attivazione della cassa integrazione per cessazione di attività e si avvia verso la liquidazione giudiziale. Una vicenda particolarmente grave, considerando che era stata acquisita appena due anni fa dalla trevigiana Keyline con annunci di crescita, sviluppo ed espansione. A distanza di soli due anni, invece, ci troviamo di fronte a una prospettiva di liquidazione, con conseguenze drammatiche per i 23 dipendenti, alcuni dei quali lì da decenni”.

 

Il totale porta quindi a 74 posti di lavoro persi o destinati a essere cancellati “in un arco temporale molto breve, in una provincia piccola come quella di Belluno. Un dato che non può essere considerato una semplice sommatoria di crisi aziendali - è il commento - ma che rappresenta un campanello d'allarme sulla condizione del sistema industriale e occupazionale del territorio”.

 

La speranza guarda quindi alla difficoltà nel reperire personale qualificato denunciata da diverse imprese del settore metalmeccanico e non (alcuni esempi). “Oggi hanno davanti a sé un'occasione concreta - specifica la segreteria del sindacato - per dare risposta a questa esigenza, mettendo in relazione la domanda di lavoro con le professionalità che rischiano di rimanere senza occupazione. Lavoratrici e lavoratori di Hydro, TBMetal e Allmatic rappresentano un patrimonio di conoscenze, esperienza e capacità professionali che il territorio non può permettersi di perdere”.

 

Si tratta infatti di persone che hanno contribuito alla crescita delle proprie aziende e che ora vivono in forte incertezza economica con un sostegno al reddito spesso di poco superiore ai mille euro mensili. Il sindacato ricorda come, grazie agli strumenti di politica attiva della Regione, potranno accedere a percorsi di riqualificazione e accompagnamento alla ricollocazione, ma non basta.

 

Da qui dunque l’esortazione ad assumerli da parte di altre realtà locali. “Come Fiom Belluno riteniamo che, accanto alla tutela del reddito e dei diritti delle persone, sia indispensabile costruire una risposta collettiva che metta al centro il lavoro, la dignità delle persone e la valorizzazione delle competenze. Chiediamo alle imprese di dimostrare che esistono valori che precedono il profitto e la rendita, perché la competitività di un territorio si misura attraverso non solo i bilanci delle aziende, ma anche la capacità di salvaguardare il lavoro, valorizzare le persone e non lasciare indietro nessuno. Le professionalità che oggi rischiamo di perdere sono una risorsa per il futuro industriale della provincia: facciamo in modo che non vadano disperse” conclude.

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