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Belluno
12 agosto | 18:18

Il grande cuore di Andrea, morto a 51 anni per Sla: la raccolta fondi per un ospedale in Brasile e la donazione di organi. “Speriamo che il suo messaggio arrivi a chi ha bisogno”

La sua storia è diventata virale per il messaggio di addio affidato ai social: Andrea De Filippo è mancato la scorsa settimana e anche per il suo funerale ha preparato un testo con parole di serenità e speranza per chi è rimasto. Il Dolomiti ha contattato la sorella Rosa, che ci ha parlato di lui e di quanto credeva nel donare agli altri, dagli organi (per i quali ha rinunciato a morire a casa sua) alla raccolta fondi per l’Hospital São Julião in Brasile

Il grande cuore di Andrea, morto a 51 anni per Sla: la raccolta fondi per un ospedale in Brasile e la donazione di organi

AURONZO DI CADORE. “Se c’è una certezza che porto con me è che l’amore non si perde e la vita non finisce: cambia solo il modo di essere e incontrarsi. Io sono sereno, voi promettetemi di essere felici. Ci rivedremo e quando succederà spero che abbiate un sacco di nuovi gossip da portarmi, tante belle storie da raccontarmi e che, nel frattempo, abbiate vissuto alla grande”.

 

Andrea De Filippo si è spento a 51 anni colpito dalla Sla. La sua storia è rimbalzata alle cronache per il messaggio di addio affidato ai social (qui l’articolo). Oggi il Dolomiti ha parlato con la sorella Rosa: pensiamo infatti che il suo messaggio meriti di raggiungere più persone possibile, perché tanto si è speso nella vita per gli altri, in particolare per l’Hospital São Julião, centro di riferimento in Brasile per la cura delle persone affette da Hanseniase, tubercolosi e patologie collegate.

 

“La raccolta fondi - spiega Rosa - era importante per lui: Suor Silvia, arrivata in Brasile come missionaria, è di Auronzo e per diversi anni Andrea, durante la chiusura stagionale dell’albergo, andava da lei a fare volontariato. Giunta in un lebbrosario abbandonato da tutti, Suor Silvia ha infatti creato un ospedale di eccellenza, un asilo, scuole, e lavanderie con le quali raccogliere fondi: Andrea si era innamorato di tutto ciò e si è sempre impegnato per incentivare ogni forma di contributo al São Julião”.

 

Ma la sua generosità non si fermava qui. Ha voluto infatti rilanciare un altro messaggio: l’importanza della donazione di organi. “Ci credeva talmente tanto - racconta la sorella - che ha scelto di non morire a casa sua per non comprometterne la funzionalità. Io e mamma lo abbiamo sempre seguito a casa con il servizio di cure palliative, un’eccellenza nel Bellunese, ma di fronte alla possibilità che una crisi respiratoria potesse danneggiare gli organi ha deciso di recarsi in struttura pochi giorni prima di morire. Così ha trascorso tre notti a Casa tua 2 e, quando la crisi è sopraggiunta, è stato sedato e intubato”.

 

In questo modo il cuore, il fegato e un rene di Andrea hanno salvato altrettante vite. La sorella e la mamma hanno scritto una lettera anonima al ricevente del cuore per parlare di quanto quest’ultimo fosse grande: “Poter donare gli organi - prosegue - è stato un dono enorme per lui, che ha rinunciato a restare a casa, per noi, che abbiamo portato a termine il suo desiderio, e per il centro trapianti, perché sempre più persone muoiono in attesa di organi che non arrivano. Sapere ora che qualcuno sta bene grazie al suo gesto è di sollievo: nella lettera abbiamo parlato di lui, del suo modo d’essere, di come gli piaceva ballare e cantare e stare in compagnia. Speriamo che con il suo cuore arrivi anche un po' di tutto questo”.

 

E leggendo le parole di Andrea, non abbiamo dubbi che così sarà: “In questi mesi - ha scritto - ho fatto il bilancio della mia vita ed è positivo. Ho avuto molto più di quanto avrei potuto desiderare: affetti sinceri, amicizie vere, sorrisi, qualche fatica, qualche dolore, tante emozioni, una bella famiglia e anche un bel po’ di pranzi e cene memorabili. Alla fine questa malattia mi ha dato il tempo di salutarvi, dirvi quanto vi voglio bene e perfino preparare con serenità questo viaggio. Non è da tutti avere del tempo così, io questa fortuna l’ho avuta. E c’è un’altra cosa che mi rende felice: sapere che una parte di me continuerà il suo cammino insieme a qualcun altro”.

 

“Se ogni tanto mi penserete - prosegue - sorridete. Se vorrete farmi un regalo, pregate. Se vorrete davvero rendermi felice, vivete con coraggio, viaggiate appena potete, sedetevi a tavola con belle persone e non abbiate fretta di alzarvi, mangiate ciò che vi piace, ridete spesso e piangete, se ne sentite il bisogno. Poi tornate a Vivere. Perdonate in fretta, o almeno provateci. E soprattutto, non rimandate la felicità”.

 

“Lui era sicuro - conclude Rosa - che ci fosse altro dopo la morte: la fede lo ha aiutato molto nel suo percorso. Io non so come avrei affrontato la malattia, mentre lui era tranquillo in attesa del poi. Anche il dolore di aver perso due fratelli lo ha preparato ad affrontare tutto ciò, perché o resti arrabbiato o ti dai una ragione e vai avanti e lui così ha fatto. Inoltre in questi giorni sono arrivati molti messaggi di vicinanza da tutta Italia, che hanno aiutato la mamma di fronte alla perdita del terzo figlio: speriamo quindi che anche il messaggio di Andrea possa aiutare chi sta passando un momento difficile”.

 

Questi i dati per donare e aiutare Andrea, che, ovunque si trovi, sta continuando a trasmettere un messaggio di speranza in un mondo che, a volte, sembra fare di tutto per togliercela.

 

SUOR SILVIA VECELLIO

IBAN: IT04 F030 6961 0231 0000 0003 286

SWIFT: BCITITMM

Causale: IN MEMORIA DI ANDREA

ASSOC DE AUX E RECUP DOS HANSENIANOS

Indirizzo: R LINO VILLACHA, 1250 – CAMPO GRANDE, BRASIL

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