Infiammazioni dopo la cataratta, è giallo sulle cause. Romanelli: “Stiamo analizzando ogni prodotto. Qualcosa nei materiali potrebbe aver provocato la reazione”
L'attenzione è sui materiali che sono stati usati. Stiamo parlando di soluzioni fisiologiche, antibiotici oppure i custom pack, i cosiddetti pacchi monouso con all'interno in maniera sterilizzata tutti i ferri e i materiali necessari per una determinata operazione. La direttrice dell'Unità operativa oculistica multizonale: "A Villa Igea facciamo circa 2500 cataratte all'anno e altrettante a Rovereto. Sui grandi numeri sono situazioni che possono succedere. Sono in corso ulteriori analisi per capire cosa sia successo"

TRENTO. Non è un’infezione. Le analisi condotte fino ad oggi parlano chiaro: è stata esclusa al 100% qualsiasi contaminazione batterica o virale. E allora cosa ha provocato le infiammazioni riscontrate dopo gli interventi di cataratta?
Al momento nessuno sa con certezza che cosa è successo sabato 31 gennaio a Villa Igea dove 12 pazienti sono stati sottoposti ad un intervento di cataratta. Di questi 5 sono stati sottoposti a una terapia antibiotica a seguito di un’importante infiammazione, mentre agli altri 7 sono stati somministrati colliri preventivi. (QUI L'ARTICOLO)
Una situazione che aveva portato alla sospensione temporanea di alcune sedute di interventi di cataratta programmati nel day hospital di Villa Igea con la chiusura della sala operatoria resa necessaria per consentire lo svolgimento di verifiche tecniche approfondite che includono campionamenti microbiologici e l'analisi dei lotti dei materiali utilizzati.
A circa due settimane di distanza nelle scorse ore la sala operatoria è stata riattivata ma sulle cause dell'infiammazione è ancora giallo.
“Le analisi fatte hanno escluso al 100% l'infezione e quindi una contaminazione batterica o virale” sottolinea la dottoressa Federica Romanelli, direttrice dell'Unità operativa oculistica multizonale dell'azienda sanitaria. “Sicuramente questa infiammazione – continua – è stata causata da qualche materiale dei lotti che abbiamo usato”.
Fortunatamente, viene spiegato dalla direttrice, si tratta di infiammazioni che con il tempo regrediscono e i pazienti che a seguito dell'operazione hanno assistito ad un drastico calo della vista oltre a arrossamenti e altri sintomi, ora sono in corso di miglioramento nonostante i problemi per alcuni siano ancora di non poco conto.
Non sappiamo purtroppo ad oggi se si riuscirà a risalire alla causa scatenante l'infiammazione. “È molto difficile” spiega la dottoressa Romanelli. “Si fanno mille ipotesi e mille indagini ma poi non si trova perché stiamo parlando di soli materiali monouso che alla fine dell'intervento vengono buttati via”.
L'attenzione è sui materiali che sono stati usati. Stiamo parlando di soluzioni fisiologiche, antibiotici oppure i custom pack, i cosiddetti pacchi monouso con all'interno in maniera sterilizzata tutti i ferri e i materiali necessari per una determinata operazione.
“Sono materiali che abitualmente si usano durante un intervento di cataratta – spiega Romanelli – e se uno di questi fosse stato alterato durante il processo produttivo allora avrebbe potuto portare dei problemi. Può essere successo questo? Al momento stiamo cercando di capire, abbiamo fatto richieste a tutte le aziende che ci danno i custom pack per delle verifiche”.
L'azienda sanitaria sta quindi portando avanti ulteriori analisi attraverso dei laboratori esterni e allo stesso tempo ha chiesto verifiche anche alle aziende fornitrici.
“Tutti i lotti interessati negli interventi del 31 gennaio sono stati tolti – spiega la direttrice dell'Unità operativa oculistica multizonale dell'azienda sanitaria – e si è ripartiti da zero con quelli nuovi già usati anche a Rovereto in piena sicurezza. A Villa Igea facciamo circa 2500 cataratte all'anno e altrettante a Rovereto. Sui grandi numeri sono situazioni che possono succedere anche se considerate eventi estremamente rari”.


















