“Insieme si può…” porta oltre 100 progetti in 29 Paesi: il bilancio 2025 supera i 2 milioni di euro, ma la differenza è data dalle persone
L’assemblea di “Insieme si può…” ha approvato il bilancio sociale: si chiude a oltre 2 milioni di euro il conto economico del 2025 con 102 progetti realizzati in Italia e nel Mondo. Oltre 600 i bellunesi aiutati, dalle spese domestiche a scuola e sanità

PONTE NELLE ALPI. Dall’educazione alla salute, dalla tutela ambientale al sostegno a distanza: il 2025 dell’associazione “Insieme si può…” (Isp) si chiude con un conto economico che supera nuovamente i 2 milioni di euro, ma a fare la differenza rimane la parte sociale.
Si è svolta nel pomeriggio di domenica 19 aprile l’annuale assemblea di approvazione del bilancio. “I numeri ci dicono che la strada è quella giusta - commenta il presidente Daniele De Dea - e, se è vero che non mentono, allora dobbiamo non solo guardare a quelli che parlano di euro, ma anche cercare quelli che parlano di speranza. Con questi numeri possiamo cambiare le storie di tanti: immaginate se ogni Stato destinasse alla cooperazione quanto spende in armamenti, avremmo finalmente la pace”.
Dietro i numeri, ci sono prima di tutto centinaia di persone che li rendono possibili. Se il conto economico di Isp ha infatti raggiunto la cifra di 2.317.808,43 euro lo scorso anno, è anche grazie agli 835 volontari dei 52 gruppi attivi: volontari che, però, superano quota 1.000 considerando quanti ogni anno collaborano alle attività, più 14 dipendenti tra Italia e Uganda, dove ci sono anche 32 collaboratori, e oltre 300 stakeholder totali.
“Nel nostro bilancio - nota il direttore Daniele Giaffredo - ogni attività va considerata non come frutto dell’impegno del singolo gruppo, volontario o donatore, ma come risultato del contributo di tutti: il cuore dell'associazione, come recita il suo nome, rimane infatti l’insieme che lavora”.
Grazie a questo lavoro di squadra, nel 2025 Isp ha raggiunto 29 Paesi nel Mondo con 102 progetti (di cui 96 internazionali e 6 in Italia) in sette settori di intervento. Quasi la metà della fetta riguarda progetti di “istruzione, formazione e sviluppo umano” (43%), seguiti da infanzia (21%), progetti locali (9%), acqua (7%), salute (5%), cibo e sicurezza alimentare (5%), emergenze (4%). Il Paese principale di intervento rimane l’Uganda, seguita da Italia, America latina, Asia, il resto dell’Africa e l’Europa - soprattutto con il sostegno alla popolazione ucraina: venerdì partirà infatti la settima missione per portare aiuti umanitari a Kiev, dove l’associazione collabora con padre Pavlo Vyshkovskyy per la distribuzione in particolare di materiale sanitario.
“L’associazione punta tanto a sostenere i bisogni immediati - aggiunge Giaffredo - ma con un senso di prospettiva che si rispecchia pienamente nei progetti di istruzione, formazione e sviluppo umano. Non si tratta infatti solo di costruire scuole e progetti scolastici per ragazzi, ma è un fare in modo che tutti, a qualsiasi età, possano ricevere una formazione che dia loro la capacità di costruire un futuro per sé, la propria famiglia e la comunità. Sono cioè iniziative di sviluppo umano e formazione che scommettono sulle persone”.
A Belluno e nel Mondo
Per quanto riguarda la provincia di Belluno, nel 2025 i progetti locali hanno sostenuto 203 famiglie, pari a oltre 600 persone in 30 comuni. Tra gli aiuti il supporto per spesa alimentare, utenze domestiche, affitto e spese mediche, ma anche le iniziative sul fronte scolastico, che hanno supportato 91 studenti tra costi per mensa, trasporto, materiale scolastico e gite. “È un ambito fondamentale - puntualizza Francesca Gaio, responsabile progetti locali - perché la scuola è il viatico per il riscatto di intere famiglie, qui come nel Mondo. L’idea di fondo è che ogni giovane possa frequentare il percorso educativo alla pari dei compagni: non vogliamo offrire loro qualcosa di diverso, ma evitare che si sentano discriminati in un luogo di inclusione come la scuola”.
Tutti gli interventi sono resi possibili da una rete consolidata di collaborazione con istituzioni e realtà del terzo settore, donatori privati, aziende - tra cui Lattebusche, Confcooperative Treviso Belluno, Cortina Banca, Clivet, la Fondazione OneSight di Luxottica, Maratona dles Dolomites - e il contributo dei Gruppi.
A livello internazionale, invece, sono stati realizzati 96 progetti, anche qui soprattutto nel settore “istruzione, formazione e sviluppo umano”. Una particolare rilevanza la assume il progetto triennale “Vani-Coops”, finanziato dall’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo: si propone di fornire a coltivatori e coltivatrici le competenze per migliorare qualità e quantità prodotta di vaniglia e le strutture per farlo, con laboratori di trasformazione che permetteranno ai produttori locali un guadagno maggiore.
Una voce importante, infine, rimane il Sostegno a distanza. Sono stati 1.781 i bambini sostenuti e, nonostante un trend purtroppo in calo come previsto (qui l’articolo), le 35 nuove adozioni aperte continuano a testimoniare fiducia nell’efficacia di questo strumento.












