La dottoressa Maria Comai compie 101 anni: ha dedicato tutta la sua vita ai bambini. Gli auguri del sindaco di Riva Zanoni e dell'intera comunità
Quella della dottoressa Comai è la storia di una vera e propria vocazione: operata d’urgenza, a tredici anni, per una peritonite, uscì dall’ospedale dopo un mese, salva e con in testa l’idea di diventare, da grande, un medico. Per anni ha lavorato all' "Ospedalino" di Trento. Oggi, in salute e autonomia, abita nella sua casa di via Guella, assistita da Irina. Durante la visita del sindaco, ha chiacchierato lungamente con lui e con le nipoti Donatella e Francesca, raccontando della sua vita così piena e ricca

RIVA DEL GARDA. Ha dedicato tutta la sua vita ai bambini e alle loro famiglie, assistendoli con una dedizione fuori dal comune, con uno slancio, una passione e una competenza che lo sono valsi la stima e la riconoscenza di migliaia di persone.
La dottoressa Maria Comai ha compiuto 101 anni e, oltre ai tantissimi messaggi d'auguri che sono arrivati da tutta la Provincia, anche il sindaco di Riva del Garda Alessio Zanoni ha voluto portarle il saluto dell'intera comunità. Il primo cittadino rivano si è recato - nella tarda mattinata di oggi - dalla signora Comai, a cui ha consegnato un mazzo di fiori e un biglietto d'auguri.
Quella della dottoressa Comai è la storia di una vera e propria vocazione: operata d’urgenza, a tredici anni, per una peritonite, uscì dall’ospedale dopo un mese, salva e con in testa l’idea di diventare, da grande, un medico.
Diplomata nel 1943 al liceo classico, si iscrive all'università a Milano, dove la frequenza, spesso impedita dai bombardamenti, viene convertita nella frequentazione dell'allora ospedale di Riva. Nel 1950 si laurea e inizia a lavorare, prima brevemente a Tione, poi all’ospedale infantile regionale "Angeli custodi", in via della Collina a Trento.
È il famoso "Ospedalino", dove Maria inizia a occuparsi dei più piccoli, che all’epoca avevano un’aspettativa di vita nettamente inferiore a oggi, minacciata da malattie che oggi si curano facilmente (come broncopolmoniti, malattie intestinali, tubercolosi, poliomieliti, meningiti e complicazioni di malattie virali come morbillo e varicella), anche per l'assenza delle vaccinazioni.
Si iscrive all'università di Pisa per la specializzazione in pediatria e due anni dopo torna a casa, dove è incaricata della visita periodica dei bambini della colonia Pavese, al tempo preventorio, che ospitava i figli degli ammalati di tubercolosi, malattia all’epoca molto diffusa. Le viene poi affidato il consultorio pediatrico di Riva, e a seguire quelli di Tiarno e Molina di Ledro, quindi di Dro e di Cavedine. Qui il suo compito è controllare lo stato di salute dei piccoli, l'alimentazione, le problematiche dopo lo svezzamento, lo sviluppo psicomotorio ed eventuali malformazioni.
Viene anche chiamata negli ospedali per la prima visita dei neonati, bimbi che poi seguiva nei consultori e, in caso di necessità, a domicilio, giorno e notte. Per oltre trent’anni visita e cura un'infinità di bambini e a Riva del Garda anche oggi non c'è persona di una certa età che non la ricordi.
Amando viaggiare, ha sempre deciso di trascorrere il mese di ferie in ospedali africani, in Uganda e in Nigeria, ospite di medici missionari conosciuti ai tempi dell'università, e poi in Bolivia. Qui, nella cittadina di Aiquile, esisteva un ospedalino con un chirurgo ostetrico e la dottoressa Comai visitava i neonati e insegnava nozioni di pediatria alle infermiere che lavoravano sul territorio. In Bolivia si è recata parecchie volte, anche dopo la pensione.
Oggi la dottorssa Maria Comai, in salute e autonomia, abita nella sua casa di via Guella, assistita da Irina. Contenta della visita del sindaco, ha chiacchierato lungamente con lui e con le nipoti Donatella e Francesca, raccontando della sua vita così piena e ricca.


















