L'hotel nel bosco da 400 posti non si farà (per ora): "La concessione edilizia non può essere rilasciata"
Il sindaco di Bressanone spiega: "La concessione per un progetto di queste dimensioni non arriva in quattro o sei mesi. Ci vuole almeno un anno e mezzo. Lo società ha avviato la richiesta a febbraio, decisamente troppo tardi"

BRESSANONE. Il maxi hotel di Athesia a Sant'Andrea non si farà. Almeno per ora.
Un progetto mastodontico, che prevedeva un quattro stelle superior con cinque torri, 124 camere e 398 posti letto da realizzare in un piccolo bosco accanto al parcheggio della cabinovia della Plose.
Ieri 30 è scaduto il termine fissato dal Bettenstopp, il blocco ai nuovi letti turistici, e dal Comune di Bressanone non è mai uscita una concessione edilizia.
Il cosiddetto Bettenstop è la norma nata per frenare la corsa ai posti letto e che prevede un tetto di 34 milioni di pernottamenti l'anno e un controllo severo sui letti di tutte le strutture, con i Comuni nel ruolo di guardiani. Le zone turistiche già previste dai piani urbanistici ma mai realizzate, però, hanno avuto un tempo supplementare: chi voleva costruire doveva presentarsi alla scadenza con la concessione edilizia in tasca, altrimenti i diritti decadono. Una proroga è possibile solo per i Comuni strutturalmente deboli e a rischio spopolamento, a patto che il consiglio comunale dia il suo via libera e che i nuovi alberghi non superino i 150 posti letto. Sono 56 i Comuni che possono chiederla, e Bressanone non è tra questi.
"Per ora il Comune non ha rilasciato niente e non esiste nessun atto", conferma il sindaco di Bressanone Andreas Jungmann.
Il motivo, spiega il sindaco, è che alla pratica mancano le carte fondamentali. "Finché mancano quei documenti la concessione non si può firmare, e senza concessione i diritti sui posti letto cadono".
Anche il calendario, sottolinea Jungmann ha fatto la sua parte. Per un progetto di queste dimensioni, ragiona, servono, tra screening ambientale, valutazioni della Provincia e tanto altro, almeno un anno e mezzo o due. "Una concessione edilizia di questo tipo non arriva in quattro o sei mesi. La società ha avviato le richieste a febbraio, quando ormai era tardi. Doveva muoversi molto prima".
Non è detto che finisca qui. Il primo cittadino non esclude un ricorso al giudice amministrativo, anche se manca un atto comunale da impugnare. "Naturalmente ogni provvedimento può finire davanti a un tribunale, che avrebbe l'ultima parola", ammette.
Ma, appunto, la deroga per i progetti in contenzioso presuppone una concessione già rilasciata, e per l'hotel di Sant'Andrea non c'è.
Resta da capire che ne sarà dell'area. "La zona resterà a destinazione turistica - assicura Jungmann, che vuole confrontarsi con i proprietari -. Non posso promettere nulla, ma forse si può trovare un uso diverso". Una soluzione, aggiunge, che dovrà essere condivisa da tutti, "politica compresa".














