Contenuto sponsorizzato
Bolzano
01 ottobre | 12:49

L'hotel nel bosco da 400 posti non si farà (per ora): "La concessione edilizia non può essere rilasciata"

Il sindaco di Bressanone spiega: "La concessione per un progetto di queste dimensioni non arriva in quattro o sei mesi. Ci vuole almeno un anno e mezzo. Lo società ha avviato la richiesta a febbraio, decisamente troppo tardi"

L'hotel nel bosco da 400 posti non si farà (per ora): "La concessione edilizia non può essere rilasciata"

BRESSANONE. Il maxi hotel di Athesia a Sant'Andrea non si farà. Almeno per ora. 

 

Un progetto mastodontico, che prevedeva un quattro stelle superior con cinque torri, 124 camere e 398 posti letto da realizzare in un piccolo bosco accanto al parcheggio della cabinovia della Plose.

 

Ieri 30 è scaduto il termine fissato dal Bettenstopp, il blocco ai nuovi letti turistici, e dal Comune di Bressanone non è mai uscita una concessione edilizia.

 

Il cosiddetto Bettenstop è la norma nata per frenare la corsa ai posti letto e che prevede un tetto di 34 milioni di pernottamenti l'anno e un controllo severo sui letti di tutte le strutture, con i Comuni nel ruolo di guardiani. Le zone turistiche già previste dai piani urbanistici ma mai realizzate, però, hanno avuto un tempo supplementare: chi voleva costruire doveva presentarsi alla scadenza con la concessione edilizia in tasca, altrimenti i diritti decadono. Una proroga è possibile solo per i Comuni strutturalmente deboli e a rischio spopolamento, a patto che il consiglio comunale dia il suo via libera e che i nuovi alberghi non superino i 150 posti letto. Sono 56 i Comuni che possono chiederla, e Bressanone non è tra questi.

 

"Per ora il Comune non ha rilasciato niente e non esiste nessun atto", conferma il sindaco di Bressanone Andreas Jungmann.

 

Il motivo, spiega il sindaco, è che alla pratica mancano le carte fondamentali. "Finché mancano quei documenti la concessione non si può firmare, e senza concessione i diritti sui posti letto cadono".

 

Anche il calendario, sottolinea Jungmann ha fatto la sua parte. Per un progetto di queste dimensioni, ragiona, servono, tra screening ambientale, valutazioni della Provincia e tanto altro, almeno un anno e mezzo o due. "Una concessione edilizia di questo tipo non arriva in quattro o sei mesi. La società ha avviato le richieste a febbraio, quando ormai era tardi. Doveva muoversi molto prima".

 

Non è detto che finisca qui. Il primo cittadino non esclude un ricorso al giudice amministrativo, anche se manca un atto comunale da impugnare. "Naturalmente ogni provvedimento può finire davanti a un tribunale, che avrebbe l'ultima parola", ammette.

 

Ma, appunto, la deroga per i progetti in contenzioso presuppone una concessione già rilasciata, e per l'hotel di Sant'Andrea non c'è.

 

Resta da capire che ne sarà dell'area. "La zona resterà a destinazione turistica - assicura Jungmann, che vuole confrontarsi con i proprietari -. Non posso promettere nulla, ma forse si può trovare un uso diverso". Una soluzione, aggiunge, che dovrà essere condivisa da tutti, "politica compresa".

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 01 ottobre | 11:38
Il mezzo pesante si è ribaltato nelle vicinanze di un tornante, sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco
Cronaca
| 01 ottobre | 11:49
Sul posto il personale sanitario e il soccorso alpino ma per la donna, purtroppo, non si potuto fare nulla 
Montagna
| 01 ottobre | 12:13
Ore di angoscia al confine tra Italia e Francia: due alpinisti polacchi, un uomo e una donna, si sono ritrovati in difficoltà e impossibilitati a [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato