''L'ospedale di Bolzano non ha responsabilità. Tecnicamente un Oss potrebbe aver aggiunto il ghiaccio secco ma eseguendo un ordine. La colpa è dell'equipe di Napoli''
L’avvocato Francesco Petruzzi, che difende la famiglia del piccolo Domenico, risponde alle domande de il Dolomiti: ''Non è all’Ospedale di Bolzano che dobbiamo chiedere spiegazioni, ma al Monaldi, che oltretutto in questo momento non sta dicendo nulla''

BOLZANO. ''Bolzano fa bene a difendersi e ad aspettare la fine delle indagini per parlare del caso. L’ospedale non ha responsabilità. È colpa dell’equipe di Napoli ed è l’ospedale Monaldi a dover dare spiegazioni, non quello di Bolzano”. L’avvocato Francesco Petruzzi è lapidario. Il legale della famiglia del piccolo Domenico, raggiunto telefonicamente questa mattina da il Dolomiti, non ha avuto mezzi termini nel fare il punto sulla attuale situazione, sullo stato delle indagini, su quelle che, a detta sua, sono le responsabilità dei singoli e dell’equipe partita da Napoli per recuperare a Bolzano quel cuore che avrebbe potuto ridare la vita al bimbo di 2 anni.
“Sono loro che sono partiti impreparati, senza il giusto box per contenere un organo e poi addirittura senza il ghiaccio - spiega il legale - la vigilanza era responsabilità del medico chirurgo di Napoli. Lui doveva accertarsi che tutto andasse per il verso giusto”.
E anche sulla questione “ghiaccio secco”, Petruzzi ha le idee molto chiare. “Tecnicamente potrebbe essere stato un Oss ad aggiungere il ghiaccio secco, e uso il condizionale perché ancora tutto deve essere accertato. Ma l’operatore socio sanitario in questo caso avrebbe solo eseguito un ordine di qualcuno che avrebbe, invece, dovuto sapere che il ghiaccio secco non poteva essere utilizzato. Non può essere addossata la responsabilità di quanto accaduto a un Oss che, in sostanza, avrebbe semplicemente eseguito degli ordini”.
L’avvocato si esprime anche il merito al silenzio dell’ospedale di Bolzano che fino ad ora ha ribadito di essere a totale disposizione delle autorità e soprattutto che ha seguito il protocollo.
“È vero - sottolinea Petruzzi - non è all’Ospedale di Bolzano che dobbiamo chiedere spiegazioni, ma al Monaldi, che oltretutto in questo momento non sta dicendo nulla. Anzi, si preoccupa di smentire alcune mie dichiarazioni, subito corrette, ma non si preoccupa di fornire le giuste carte, di essere chiaro intorno a quello che è successo. Se la prende con l’avvocato, ma su tutto il resto non si esprime. Ricordo che è lo stesso ospedale che non aveva comunicato inizialmente di aver tentato di trapiantare un organo chiaramente inutilizzabile. Quindi di sicuro non è Bolzano a dover dare spiegazioni”.
Petruzzi conferma dunque le parole dell’assessore alla sanità altoatesino Hubert Messner che con fermezza ribadisce: “Il ghiaccio è stato richiesto dal team di Napoli, non importa chi lo abbia fornito. Ma quello che è accaduto lo stabiliranno gli ispettori. Noi siamo certi di aver seguito il protocollo”.
“La vicenda è dolorosa per tutti - aggiunge l’avvocato Francesco Petruzzi - ma non si può giocare a scaricare il barile su Bolzano. Il Monaldi deve delle spiegazioni a tutti. Soprattutto a una famiglia che ha subito il più grande dei dolori. Ma le deve anche alla famiglia del piccolo che era deceduto a Curon e che ha donato il cuore. Le deve a un intero paese. Perché cose simili non devono succedere. E noi combatteremo fino alla fine per fare sì che quanto accaduto a Domenico non si ripeta mai più”.













