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Trento
19 ottobre | 06:00

Muscoli a ogni costo, il mercato nero degli anabolizzanti. Da telegram alle spedizioni clandestine. Il Nas: "Mercato difficile da intercettare". L'esperto: "Si rischia il cancro"

L'ultima operazione portata avanti dal Nas di Trento ha acceso i riflettori su un fenomeno, quello dell'uso di anabolizzanti, spesso nascosto, sottovalutato che negli anni, però, è aumentato. E' stato smascherato il vertice di una rete di traffico illegale da un valore di oltre 30 milioni di euro. Paolo Crepaz, medico sportivo da 44 anni: "C'è una fetta consistente di persone che decide di usare questi prodotti correndo rischi elevati. Vuole migliorare dal punto di vista estetico la propria immagine con un'aspettativa molto forzata dal contesto in cui viviamo e alla fine rischia di andare fuori misura"

Muscoli a ogni costo, il mercato nero degli anabolizzanti

TRENTO. Il fisico scolpito, i muscoli che crescono in fretta, la promessa di un corpo perfetto. C'è chi, per inseguire un ideale di perfezione fisica, è disposto a correre dei rischi. Stiamo parlando di una realtà che resta in gran parte nascosta: quella di chi ricorre agli steroidi anabolizzanti per accelerare i risultati, spesso senza conoscere fino in fondo il prezzo da pagare.

 

Un mondo sul quale l'ultima indagine portata avanti dai Nas di Trento, con il supporto anche di un militare del comando provinciale dei carabinieri e la collaborazione dell'Agenzia delle entrate, ha acceso un importante faro. Su un fenomeno perlopiù sommerso.

 

L'operazione (QUI L'ARTICOLO), ha visto il ritrovamento più rilevante nel Napoletano, nella disponibilità di uno dei principali indagati: 560 pacchi con oltre 400mila dosi, per un valore stimato al dettaglio di almeno 30 milioni di euro. Nel Pavese i Carabinieri hanno trovato 42mila euro in contanti e un magazzino con 4.400 confezioni di anabolizzanti, del valore di circa 250mila euro. I farmaci erano in confezioni apparentemente di giochi per bambini, prodotti di bellezza o per la casa.

 

Anabolizzanti che viaggiano da sud a nord, arrivando anche in Trentino-Alto Adige. “Le ordinazioni - ha spiegato a il Dolomiti il comandante dei Nas, Federico Silvestri - avvenivano attraverso canali Telegram di difficile individuazione, sia per l'assenza di numeri telefonici visibili, ma anche per l'uso di cellulari intestati a terzi”. Un business enorme di milioni di euro che nel corso degli anni purtroppo è aumentato.

 

 

"Siamo di fronte a un sequestro record", ci spiega il comandante Silvestri. Secondo gli investigatori, i due nuclei familiari coinvolti sarebbero tra i principali distributori di questi farmaci a livello nazionale. "Ma il dato più significativo – continua il comandante – è la quantità di sostanze sequestrate". Volumi che, secondo gli inquirenti, non sarebbero riconducibili soltanto al mondo del bodybuilding, ma potrebbero indicare una diffusione molto più ampia del fenomeno.

 

"È un’indagine che va oltre il lavoro di polizia giudiziaria – spiega il Nas – e apre uno spaccato su una realtà ancora poco conosciuta: quella del consumo di anabolizzanti al di fuori dello sport agonistico. Un mercato difficile da intercettare e controllare, che si alimenta anche attraverso gli acquisti online e le spedizioni postali, facendo arrivare queste sostanze direttamente nelle case dei consumatori".

 

Dopanti, integratori e prodotti di vario genere si possono anche trovare e acquistare su siti esteri. Senza alcun genere di controllo medico, purtroppo, arrivando a spendere fino a 150 euro per una dose di nandrolone. Un mercato che nel corso degli anni si è continuato a sviluppare.

 

"Oggi viviamo in una società in cui l’apparenza e l’estetica hanno un peso sempre più forte. Molte persone, condizionate da modelli di bellezza irrealistici diffusi sui social, arrivano ad acquistare sostanze chimiche e anabolizzanti anche attraverso siti stranieri, spesso senza valutarne fino in fondo i rischi", spiega ancora il comandante. Dietro questa domanda, ovviamente, si nasconde un business enorme. "Nei due anni di indagini abbiamo stimato proventi per circa 9 milioni di euro. C’è chi è disposto a mettere a rischio la propria salute pur di ottenere il corpo che desidera. E c’è chi, su questa ricerca, ci lucra".

 

Anabolizzanti, dal rischio di tumore ai problemi cardiovascolari. La zona grigia degli integratori (non certificati)

 

Quello dell'uso di anabolizzanti è un problema che può nascondersi anche nelle palestre frequentate ogni giorno da migliaia di persone, negli acquisti online, nei prodotti venduti come integratori. Stiamo parlando di una zona grigia in cui non sempre è facile distinguere ciò che è sicuro da ciò che non lo è.

"L'attività fisica può essere fatta per diversi motivi", ha spiegato Paolo Crepaz, medico sportivo da 44 anni. "C'è chi la fa per raggiungere un obiettivo sportivo, chi per una questione di benessere e chi pensando che il fisico possa essere modificato anche per finalità estetiche e quindi adattarlo a seconda delle proprie aspettative. Oggi viviamo in un tempo in cui il culto dell'immagine ci viene continuamente proposto. Essere belli, sani e invincibili ci viene proposto come obiettivo provocatorio, rispetto al quale le persone rispondono secondo la propria cultura e la propria coscienza", spiega Crepaz.

 

L’utilizzo di anabolizzanti si manifesta in due contesti distinti. Il primo riguarda chi ne fa un uso consapevole, alla ricerca di un miglioramento dell’immagine corporea. A differenza degli atleti professionisti, i frequentatori delle palestre che praticano attività fisica a livello amatoriale non vengono sottoposti a controlli antidoping. In questo contesto, la ricerca di queste sostanze avviene spesso in autonomia, affidandosi alle proprie conoscenze, al passaparola o a Internet, con tutti i rischi che ne conseguono.

"C'è una fetta consistente di persone che corre questi rischi. Cerca di migliorare dal punto di vista estetico la propria immagine con un'aspettativa molto forzata dal contesto in cui viviamo e alla fine si rischia di andare fuori misura", afferma Crepaz. Un secondo contesto che sappiamo esiste è quello cosiddetto di doping inconsapevole. "Esiste la possibilità di acquistare in palestra o su Internet – continua l'esperto – prodotti presentati come integratori, una definizione piuttosto generica, e non sempre si garantisce la certezza della composizione. Il rischio è quindi quello di assumere sostanze senza saperlo, perché all’interno di questi prodotti potrebbero essere presenti anche steroidi anabolizzanti non dichiarati in etichetta".

Un fenomeno molto preoccupante, sul quale l'Unione Europea si sta muovendo per obbligare all'indicazione dei contenuti affinché siano certificati e se ne garantisca la purezza.

 

L'uso di steroidi anabolizzanti sul nostro fisico ha conseguenze devastanti. "Il nostro organismo gode di un equilibrio fra i diversi ormoni che il nostro corpo produce naturalmente. Produciamo anche steroidi anabolizzanti che ci permettono di far crescere la massa muscolare. Se, però, introduciamo dall'esterno questi elementi, allora viene perso l'equilibrio, con conseguenze diverse a seconda delle dosi", ha spiegato Paolo Crepaz. "I rischi sono molti, dal cancro alle malattie cardiovascolari, perché obblighiamo il cuore a lavorare in condizioni di stress fisico importante. C'è poi anche il rischio della sterilità".

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