Non adatto alla caccia e abbandonato due volte, Frisbee ha finalmente trovato la sua famiglia: "Appena lo abbiamo visto abbiamo capito che era quello giusto per noi"
La storia di Frisbee, cane da caccia “non adatto” al suo lavoro, abbandonato due volte ma ora finalmente a casa. Dal rifugio Apaca di Belluno è stato infatti accolto dalla famiglia di Pamela, che ci racconta come quello sui cani grandi sia un pregiudizio infondato. “I cani di grande taglia hanno spesso maggiore autocontrollo e migliore stabilità comportamentale, che comprende anche una superiore capacità di inibizione”

BELLUNO. “Anche se fosse stato più grande, lo avremmo preso lo stesso. Quando l’ho visto in canile, felice di vederci, ho capito subito che era il più adatto per la nostra famiglia, che ad agosto accoglierà anche un bambino, e noi eravamo i più adatti per lui”.
Sono stati Pamela e Alen ad accogliere qualche settimana fa Frisbee, rimasto molti mesi al rifugio Apaca di Belluno. Un cane da caccia di 6 anni e circa 25 chili, con due abbandoni alle spalle e una taglia forse un po’ ingombrante. Come racconta Apaca, infatti, Frisbee ha conosciuto più sistemazioni: la prima in un canile di Verona, probabilmente perché non adatto alla caccia, e da qui prelevato da una famiglia bellunese che, dopo due anni, ha chiesto al canile di occuparsene per l’impossibilità di accudirlo adeguatamente.
Eppure Frisbee è affettuoso e collaborativo, nonostante la sua energia. “Non posso che dire che è bravissimo - racconta Pamela a Il Dolomiti - molto coccolone, anche se energico. Ora lo teniamo sempre in casa finché non avremo alzato la rete, però ama stare in giardino, guardare chi passa, correre con la palla”. In passato infatti più persone si erano presentate in rifugio, ma prospettavano per lui tempi lunghi da solo in giardini che finiscono per diventare luoghi di solitudine, oppure lunghe attese in appartamento per una passeggiata.
La coppia invece ha offerto non solo un giardino, ma anche tempo da dedicargli, passeggiate, familiari presenti durante le ore lavorative, e nessuna restrizione nel godersi una casa che è, a tutti gli effetti, anche sua. "Se prima non era abbastanza bravo nel suo lavoro di cacciatore - ipotizza Pamela - la seconda famiglia credo non riuscisse a stare dietro alla sua energia. Frisbee è molto buono, ma ha bisogno di muoversi: per questo ribadisco che quello che conta non è la taglia, ma il carattere, la storia alle spalle e soprattutto la disponibilità di chi adotta".
“L’unico vero ostacolo a una sua rapida adozione - spiega Apaca - era la taglia: la grandezza infatti è molto spesso un ostacolo a causa non solo di spazi ridotti, ma anche di pregiudizi o mancanza di esperienza degli aspiranti adottanti, che non di rado percepiscono il cane grande come un problema, se non addirittura una minaccia alla sicurezza propria, del gatto o dei bambini. In realtà, i cani di grande taglia hanno spesso maggiore autocontrollo e migliore stabilità comportamentale, che comprende anche una superiore capacità di inibizione, cioè di non fare qualcosa su richiesta, assai utile in molti contesti intra e interspecifici”.
E qui un bambino è in arrivo, ma Frisbee già lo sa. “Quando siamo andati in canile - prosegue Pamela - avevamo visto altri cani sul sito, ma non è andata come speravamo. Poi l’educatrice ci ha mostrato Frisbee e subito ho capito che era lui: ad agosto divento mamma e sentivo che sarebbe stato l’ideale anche per il mio bambino. Già ora, siccome fatico a piegarmi, quando devo mettergli la pettorina sale lui sulla panca per farsela infilare”.
Quindi un cane grande non è un problema? “Assolutamente no - risponde - anzi, nonostante molti preferiscano cani piccoli perché più facili da gestire, noto spesso in passeggiata che sono più impegnativi. In passato era con noi Neve, anche lui di grande taglia, e nero: perfino il colore è spesso fonte di pregiudizio, infatti capitava che lo guardassero male”.
Ora però Frisbee è a casa: esce con Pamela, Alen, i ‘nonni’ e non vede l’ora che arrivi il nuovo componente della famiglia. “Dipende sempre dai padroni - conclude - e da come si comportano nel primo pezzo di vita con il cane, anche quando lo adottano già adulto. I cani sono straordinari, tornano a fidarsi nonostante l'abbandono, che è stato duplice per Frisbee: eppure lui ci accoglie felice ogni volta che rientriamo e si percepisce il suo bisogno di affetto, che cerca perché non ne ha ricevuto quanto avrebbe dovuto. Ripeto, non importa la grandezza: l’importante è capire le esigenze del cane e sapere cosa si è disposti a offrirgli”.












