Orsi, per i cartelli informativi calano i turisti in montagna? Failoni smentisce: “Nel 2026 presenze +8,8% nei rifugi alpini, +16,1% nel Trentino Occidentale”
L'assessore provinciale al turismo – con delega alla gestione dei grandi carnivori – interviene dopo il dibattito emerso a mezzo stampa: “I dati invitano a valutare il tema con attenzione, senza trarre conclusioni affrettate”

TRENTO. “L'obiettivo deve essere quello di mettere le persone nelle condizioni di frequentare la montagna in modo consapevole, attraverso informazioni chiare, attendibili e utili”. Sono queste le parole dell'assessore provinciale al turismo – con delega alla gestione dei grandi carnivori – Roberto Failoni nell'intervenire nel dibattito emerso sulla stampa circa l'effetto della cartellonistica informativa relativa alla presenza dei grandi carnivori sul territorio, ritenuta da alcuni operatori “un possibile deterrente per i turisti che frequentano la montagna”, spiega la Provincia.
Il tema era emerso durante l'assemblea dei rifugisti, svoltasi a Maso Martis e alla quale aveva partecipato lo stesso Failoni – che oggi fornisce dei numeri chiari per delineare il trend di presenze sul territorio.
“Nei primi otto mesi del 2026 – dice infatti l'assessore – i rifugi alpini del Trentino hanno registrato 177.913 presenze, con una crescita dell'8,8% rispetto allo stesso periodo del 2025. Nel Trentino occidentale, l'area in cui si concentra la presenza dell'orso, l'incremento è stato del 16,1%, raggiungendo il valore più alto dal 2021. Sono dati che invitano a valutare il tema con attenzione, senza trarre conclusioni affrettate”.
“Mi preme inoltre sottolineare – dice ancora Failoni – come l'assemblea dei rifugisti si è svolta in un clima di confronto leale, aperto e costruttivo. Le preoccupazioni dei residenti e degli operatori meritano attenzione, così come è fondamentale comprendere le dinamiche che incidono sulle presenze e sull'andamento delle singole strutture. I numeri complessivi, allo stato attuale, non evidenziano un calo delle frequentazioni dei rifugi nelle aree più interessate dalla presenza dell'orso. Questo non significa escludere a priori difficoltà specifiche, ma invita a valutare con attenzione tutti gli elementi prima di attribuire eventuali flessioni a una singola causa. È importante affrontare un tema così delicato partendo dai dati disponibili e mantenendo aperto il confronto con chi vive e lavora in montagna”.
Nel dettaglio, continua la Pat, nel Trentino occidentale si sono registrate 67.926 presenze, con un incremento di 9.426 unità rispetto al 2025, pari al 16,1%. Nel Trentino orientale le presenze sono state 109.987, in crescita del 4,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e pari a circa il 62% del totale provinciale (il confronto tra i due anni si riferisce al periodo gennaio-agosto, dato disponibile per il 2026, così da garantire l’omogeneità dei dati).
“Rispetto alla presenza dei grandi carnivori sul territorio provinciale – continua Piazza Dante – già nel 2025 la Provincia e Trentino Marketing avevano commissionato un'indagine nazionale per analizzare le percezioni dei potenziali ospiti rispetto al tema. Su un campione rappresentativo di 2.011 italiani tra i 18 e i 75 anni, alla domanda sull'influenza della presenza dell'orso sulla scelta di una vacanza in Trentino, il 67% degli intervistati aveva dichiarato che non incideva sulla propria scelta, mentre per il 20% rappresentava un elemento capace di accrescere l'interesse verso la destinazione”.
“La sicurezza – conclude Failoni – è una priorità, così come lo è il rapporto con chi vive e lavora sul territorio. Per questo è importante continuare a confrontarsi con gli operatori e leggere con attenzione i dati disponibili, senza dare per scontato che un singolo elemento spieghi da solo l'andamento delle presenze”.














