Contenuto sponsorizzato
| 01 settembre | 18:06

Stop alle importazioni di carne dal Brasile in Europa, Coldiretti: “Porte chiuse a prodotti che non garantiscono il rispetto delle stesse regole imposte agli allevatori Ue”

Il commento del presidente di Coldiretti Trentino Alto Adige Gianluca Barbacovi: “Vittoria figlia della battaglia per affermare il principio di reciprocità”

Foto generata da Ia
Foto generata da Ia
di Redazione

TRENTO. Dal 3 settembre stop alle importazioni di carne dal Brasile in Europa, Coldiretti: “Vittoria figlia della battaglia per affermare il principio di reciprocità”. La decisione è stata presa dalla Commissione europea, che ha sospeso l'arrivo di vari prodotti animali dal Paese sudamericano – tra i maggiori fornitori di carne bovina in Ue – per la mancanza del rispetto delle norme europee.

 

L'Europa – scrive la Coldiretti Trentino Alto Adige – chiude le porte a carne e altri prodotti di origine animale brasiliani che non garantiscono il rispetto delle stesse regole imposte agli allevatori europei. Una decisione che segna un principio fondamentale, non può esserci tutela del reddito degli agricoltori né della salute dei cittadini se nel mercato europeo entrano prodotti ottenuti secondo standard diversi e meno rigorosi rispetto a quelli richiesti alle nostre imprese”.

 

“E' una vittoria – ribadisce il presidente della sezione regionale dell'associazione di categoria, Gianluca Barbacovi – figlia della battaglia condotta da Coldiretti in Italia e a Bruxelles per affermare il principio di reciprocità. Non una battaglia contro il commercio internazionale, ma contro una concorrenza sleale che per troppo tempo ha preteso dai nostri agricoltori gli standard più elevati al mondo consentendo, allo stesso tempo, l'ingresso di prodotti che non offrivano garanzie equivalenti”.

 

La Commissione europea, continua Coldiretti: “Ha rilevato l'insufficienza delle garanzie fornite dal Brasile rispetto alle restrizioni europee sull'impiego di determinati antimicrobici. Dal 3 settembre il Paese non figura dunque tra quelli autorizzati, ai fini di tali requisiti, per l'ingresso nell'Unione di una serie di prodotti di origine animale, tra cui carni bovine, pollame, miele e prodotti dell'acquacoltura”.

 

“E' la dimostrazione – aggiunge Barbacovi – che la reciprocità non è uno slogan ma può e deve diventare il criterio sul quale costruire la politica commerciale europea. Agli allevatori italiani sono richiesti ogni giorno investimenti e regole rigorose sull'impiego dei farmaci, sulla tracciabilità, sul benessere animale e sulla sicurezza alimentare. Non è più accettabile che gli stessi obblighi scompaiano quando il prodotto arriva da migliaia di chilometri di distanza”.

 

“Ci auguriamo – conclude il presidente di Coldiretti Trentino Alto Adige – che quanto fatto con il Brasile sia fatto anche per il grano canadese trattato il preraccolta con il glisofato, molecola considerata da alcuni studi potenzialmente cancerogena, secondo pratiche non consentite agli agricoltori italiani”.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 15 settembre | 18:08
Dopo le operazioni di soccorso la linea è stata riaperta ma si registrano ancora cancellazioni e ritardi
Cronaca
| 15 settembre | 17:19
E' successo lungo la strada provinciale 90 a Nogaredo. Sulla dinamica esatta dell'incidente sono in corso gli accertamenti. L'uomo è stato [...]
Sport
| 15 settembre | 16:39
Dopo il ritiro dal biathlon, Dorothea Wierer non smette con lo sport ad alto livello e cambia "specialità": prenderà parte [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato