Trovato l'amianto durante il lavori di abbattimento della scuola: la sostanza cancerogena in un'aula, nella colla per la posa della pavimentazione
Non c'è pace per l'ex istituto bolzanino, chiuso ormai da più di 25 anni

BOLZANO. Il cronoprogramma per la demolizione delle ex scuole Pascoli di Bolzano subisce una battuta d’arresto forzata. Di nuovo. L’avvio dei lavori pesanti, inizialmente previsto a breve dopo la consegna del cantiere avvenuta a inizio dicembre, slitterà di almeno trenta giorni a causa del ritrovamento di amianto all'interno della struttura.
La sostanza cancerogena è stata individuata in un’aula specifica, localizzata nella colla utilizzata originariamente per la posa della pavimentazione. Nonostante il rinvenimento riguardi per il momento un unico locale, il consorzio di imprese incaricato dell’appalto ha immediatamente disposto una serie di verifiche supplementari in tutti gli altri ambienti della scuola.
L’obiettivo è escludere la presenza di ulteriori tracce di materiale pericoloso prima di procedere con l’abbattimento.
Nonostante lo stop alla demolizione delle strutture interne, le operazioni di sgombero degli arredi stanno proseguendo regolarmente.
Una volta completata la bonifica e le verifiche di sicurezza, si procederà con l'intervento di demolizione che, come previsto dal progetto, salvaguarderà esclusivamente la facciata storica dell’edificio.
“Nessun dramma, siamo assolutamente tranquilli e avevamo previsto che potesse accadere – commenta l'assessore Christian Bianchi, raggiunto telefonicamente. “Purtroppo in tutti i vecchi fabbricati è possibile trovare residui di amianto e le costruzioni di quell'epoca hanno sempre questi problemi. Le operazioni di bonifica sono già iniziate e la ditta sta già facendo ulteriori verifiche su tutta la struttura. Si, ci sarà probabilmente qualche settimana di ritardo, ma non sarà un ritardo tragico. Anzi, i lavori proseguono nella giusta direzione”.
Insomma, prosegue con un ulteriore, seppure piccolo stop, l'abbattimento della vecchia scuola Bolzanina chiusa ormai da tempo e che verrà sostituita dal nuovo Polo Bibliotecario.
Chiusa ormai 25 anni fa è stata abbandonata a e stessa, tra pareti pericolanti, finestre rotte, rifiuti, scale che cadono a pezzi e bivacchi di ogni tipo e genere.
Il percorso era iniziato addirittura nel 2000, con l'idea di riqualificare il complesso e realizzare, al posto dell "ex magistrali", il famoso Polo.
Nel 2003 il concorso di progettazione, tre anni dopo l'incarico, non senza polemiche, viene conferito al vincitore, il bolzanino Christoph Mayr Fingerle.
La gara di appalto viene indetta nel 2006 e ad aggiudicarsela è Condotte Spa. La società fallisce nel 2018, la Provincia gli toglie l'incarico e dopo una lunga serie di ricorsi, affida l'appalto all'azienda di Carpi CMB.
Una volta ultimato, il complesso ospiterà tre biblioteche, la Claudia Augusta, la Tessmann, la Cesare Battisti, ma anche un centro sull'autonomia, con sale interattive e giochi di ruolo per aiutare a riflettere sulla storia dell'Alto Adige, sulla tutela delle minoranze e sugli sviluppi futuri dell'autonomia. Ma non se ne parlerà prima della fine del 2028.
Il primo passo però è stato fatto. Con l'ingresso delle ruspe però, era stato dato il via alla prima fase preliminare, alla quale seguirà l'abbattimento. Poi ci sarà l'apertura del cantiere vero e proprio nel mese di luglio.













