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Trento
05 febbraio | 22:05

"Un gesto sbagliato, spinto dalla disperazione", una bicicletta rubata ma con un finale inaspettato. Il racconto di Katia Rossato "Essere nel giusto ripaga sempre"

Tutto ha inizio martedì sera, quando a un amico della volontaria dell'Associazione famiglie tossicodipendenti (Aft) viene rubata la bicicletta. La ricerca del ladro però ha preso una piega inaspettata 

TRENTO. "Oggi è successa una cosa che voglio raccontare": inizia così la storia di Katia Rossato, volontaria dell'associazione Aft (Associazione famiglie tossicodipendenti), testimone del furto di una bicicletta tra la sera di martedì 3 e mercoledì 4 febbraio, ma conclusa con finale inaspettato. 

 

Tutto ha inizio martedì sera, quando a un amico della volontaria viene rubata la bicicletta: "Un gesto sbagliato, compiuto da una persona straniera che fa uso di sostanze, spinta da una disperazione profonda che spesso accompagna chi vive la dipendenza" racconta Rossato.

 

La svolta arriva la mattina seguente, grazie ad una ricerca collettiva fuori dall'ordinario: "Grazie a Paola, agli operatori di Aft Ced Aft e con il generoso aiuto delle persone che frequentano il centro, è successo qualcosa di straordinario: tante persone si sono mobilitate insieme per cercare quest’uomo. Non per puntare il dito, ma per aiutare. Per rimettere le cose al loro posto" racconta Rossato. 

 

Poi la ricerca prende una piega inaspettata: "Quando l’uomo ha saputo che Paola lo stava cercando, è venuto spontaneamente in associazione per capire cosa ci fosse bisogno di dirgli. Messo davanti alla realtà del gesto compiuto - prosegue la volontaria - ha capito subito la gravità di ciò che aveva fatto. Piangendo, ha raccontato quanto stava male e quanto quella disperazione lo avesse spinto a rubare. Ed era vero".

 

E senza alcuna esitazione, ha spiegato la volontaria, l'uomo si è quindi messo alla ricerca della bicicletta, affrontando anche situazioni pericolose pur di rimediare all'errore : "Dopo nemmeno due ore l’ha riportata in associazione - spiega Rossato -in quel gesto c’erano pentimento, responsabilità e fiducia. Fiducia in Paola, negli operatori e in un luogo che non giudica, ma accoglie". 

 

Così, il proprietario della bicicletta, che nel frattempo aveva sporto denuncia, provvederà a ritirarla "riconoscendo il valore enorme di quell'atto finale", sottolinea Rossato.

 

Quello che è successo, lascia una lezione carica di significato: "Quello che è accaduto è stato meraviglioso - racconta la volontaria dell'associazione - vedere persone fragili aiutarsi tra loro, mettersi in cammino per rimediare a un errore, è stata una lezione di umanità".

 

E una riflessione che va oltre all'episodio accaduto nei giorni scorsi: "La disperazione di chi è alla ricerca della dose è immensa e può portare a fare cose sbagliate - spiega la volontaria - ma quando qualcuno crede ancora in te, qualcosa cambia davvero". 

 

Ma il messaggio più forte di questo racconto, secondo la volontaria, può essere solo uno: "Essere nel giusto ripaga sempre". Oggi ne abbiamo avuto la prova. La guarigione è un atto d’amore. E la fiducia, quando è vera, cura più di mille parole. Oggi ho capito, ancora una volta, che questa associazione è famiglia, la loro famiglia. Un posto da proteggere, dove l’amore e la fiducia aprono strade di guarigione" conclude. 

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