"Una centrale nucleare in Regione oggi non è più un tabù". L'assessore all'ambiente: "Darebbe energia a tutta la città, secondo me è fattibile"
L'assessore regionale all'ambiente Scoccimarro: "La tecnologia ha fatto passi da gigante, pertanto una centrale 'mini' da 200 megawatt come quelle di ultima generazione sarebbe auspicabile"

TRIESTE. A margine della presentazione dei dati ambientali di Arpa Fvg, illustrati questa mattina, 21 ottobre, a Trieste e pubblicati sulla rivista mensile dell'agenzia, l'assessore regionale all'Ambiente Fabio Scoccimarro si è espresso in merito alla crisi energetica, tornata in questi giorni di stretta attualità in seguito alle proteste dei trasportatori contro l'aumento dei prezzi dei carburanti e il blocco delle forniture nel Sud Italia, che sta acuendo le preoccupazioni riguardo la continuità degli approvvigionamenti.
Una questione che impone un ancor più importante riflessione riguardo l'autonomia energetica del Paese, anche per l'ulteriore contrasto agli aumenti dei prezzi sui carburanti, e dopo il via libera del Senato, avvenuto il mese scorso, al disegno di legge delega sull'energia nucleare sostenibile, la Regione sta ora ragionando sulla prospettiva concreta di favorire in futuro l'installazione di una centrale nucleare direttamente in Friuli Venezia Giulia.
“A chi sulla questione energetica cerca di fare strumentalizzazioni ideologiche, ricordo che al referendum sul nucleare del 1987 io votai contro – esordisce Scoccimarro - e sull'installazione di una centrale qui in regione sul modello di quella nella vicina Slovenia di Krško direi più no che si. Ma da quell'epoca la tecnologia ha fatto passi da gigante, pertanto una centrale 'mini' da 200 megawatt come quelle di ultima generazione sarebbe auspicabile, ad esempio potrebbe dare energia a tutta la città di Trieste e a tutto il porto, secondo me è fattibile e sarebbe sicura”.
Tuttavia, i tempi per vedere concretamente una centrale nucleare in funzione nella regione, superando tutti i passaggi necessari, non sono immediati e secondo l'assessore occorrerebbero dai quattro ai sette anni.
“Immaginare una centrale nucleare in Friuli Venezia Giulia oggi non è più un tabù – puntualizza l'esponente della giunta regionale – anche se i tempi non sono immediati. Noi nel frattempo non restiamo a guardare. Già tra il 2018 e il 2019 abbiamo fatto una legge per la quale tutte le grandi centrali idroelettriche rientrano nel controllo del settore pubblico, con la differenza che quindi è la Regione ad aver in carico l'energia idroelettrica, grazie alla società regionale Fvg Energia. Con questa società potremo intervenire per colmare le carenze che ci sono sulla distribuzione di energia, accanto a ciò è chiaro che gli eventi internazionali ci condizionano, però diamo da anni incentivi sui carburanti. Poche settimane fa abbiamo portato al massimo gli sconti e infatti oggi i carburanti in Friuli Venezia Giulia costano quasi 50 centesimi in meno nella fascia di confine rispetto al resto d'Italia (previo impiego della tessera regionale, ndr), oltre ai contributi alle imprese, questo è ciò che possiamo fare per adesso”.












