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Belluno
24 settembre | 13:17

Caro bollette, in 6 mesi l'extra costo per le famiglie bellunesi è di 10 milioni di euro. Confartigianato: “Bene il nucleare. Senza l'Italia emette 10 volte la Co2 della Francia''

Di fronte al lievitare dei costi per l’energia a carico delle piccole imprese e delle famiglie bellunesi, la presidente di Confartigianato Imprese Belluno ha esortato a regole chiare affinché non siano loro a pagare per le grandi aziende energivore. Positivo il commento sull’approvazione del ddl nucleare, definito “tra le fonti più sicure e pulite”

Caro bollette, in 6 mesi l'extra costo per le famiglie bellunesi è di 10 milioni di euro

BELLUNO. “In questa fase, nella concretezza del quotidiano, le imprese possono e devono avvalersi dello sportello energia della nostra associazione. La transizione non è calata dall'alto, ma è qualcosa che dobbiamo fare ogni giorno con le scelte giuste”. Alla 22ª edizione di “Energies and Sustainability Confartigianato High School”, che si è svolta nei giorni scorsi a Cagliari, era presente anche Confartigianato Imprese Belluno con la presidente Claudia Scarzanella. In primo piano il peso del costo dell’energia sulle aziende bellunesi, definito un “ostacolo alla loro competitività”.

 

Scarzanella ha anzitutto esortato a un riordinamento del carico fiscale e degli oneri generali nelle bollette, anziché semplici misure sport, affinché i piccoli non paghino anche per le grandi aziende energivore. “Non chiediamo privilegi, ma regole chiare ed eque per competere in Europa”. Nel 2025, infatti, le piccole imprese della provincia di Belluno hanno avuto un extracosto causato dal divario della bolletta rispetto all’Europa per circa 11 milioni di euro. Guardando ai soli sei mesi di guerra del Golfo, l'extra costo per le famiglie bellunesi su energia elettrica, gas e altri combustibili domestici è stato di circa 10 milioni, con un aumento del 14,7%.

 

Non va meglio altrove. Dal rapporto di Confartigianato è emerso come le micro e piccole imprese italiane paghino per l’elettricità 3,7 miliardi di euro in più rispetto alla media europea, con un peso del fisco in bolletta di +47,4%. Una bolletta elettrica tra le più costose d’Europa: 25,99 centesimi di euro/kWh (+17,9% sulla media Ue), che colloca l’Italia al terzo posto dopo Irlanda (28,33 centesimi) e Germania (26,06 centesimi). In più c’è il prelievo fiscale: anche tra accise e oneri generali si va a +47,4% rispetto alla media Ue (a 5,44 centesimi/kWh), anche qui sul podio dopo Polonia (7,41 centesimi) e Cipro (7,32 centesimi).

 

Il paradosso, secondo l'associazione, è dato dal fatto che il fisco in bolletta cala al crescere dei consumi: le grandi imprese energivore italiane hanno cioè un prelievo fiscale inferiore alla media europea, mentre quelle con i consumi inferiori a 20 MWh sono al +75,5%. In tutto ciò si punta al nucleare: Scarzanella ha infatti definito la recente approvazione in Senato del disegno di legge per realizzare un programma nazionale sul tema “un passo in avanti importante”. Il provvedimento fornisce al governo la delega per emanare decreti in materia e definisce i campi d'intervento: costruzione ed esercizio delle centrali, produzione di idrogeno tramite energia nucleare, gestione del combustibile esaurito e istituzione degli organi di controllo.

 

“In nazioni confinanti come Svizzera e Francia - commenta - i programmi sono andati avanti e oggi possono contare su una diminuzione netta delle emissioni di CO2: la Francia emette 33 g per kWh, l'Italia 10 volte tanto. Concordo con quanto detto dal senatore Luca De Carlo in Senato: accelerare sul nucleare è necessario anche perché, nei prossimi vent’anni, la richiesta di energia elettrica in Italia raddoppierà, sia per l’evoluzione elettrica nei trasporti sia per le esigenze dei grandi data center”.

 

“Siamo indietro decenni rispetto alla Francia, che ha decarbonizzato il proprio territorio. Ci siamo resi conto tardi - conclude - che con la ricerca sono cambiate le tecnologie: oggi il nucleare è tra le fonti energetiche più sicure e pulite, è stabile e indipendente dalle condizioni atmosferiche. Per compensare il sempre minor utilizzo di fonti fossili e per abbattere i costi, il futuro sarà inevitabilmente rappresentato da autoconsumo e fonti rinnovabili: nuove sfide come elettrificazione, nucleare e idrogeno vanno sviluppate con una ricerca continua, da supportare a ogni livello. Inoltre, dobbiamo puntare su forme di aggregazione come le comunità energetiche e sui contratti pluriennali PPA, stipulati direttamente tra un produttore e un acquirente per la compravendita di energia rinnovabile”.

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