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Belluno
26 ottobre | 13:21

"Gelato di tradizione italiana", a Belluno si chiede un riconoscimento che valorizzi la qualità del prodotto: "Tuteliamo un prezioso patrimonio alimentare del nostro Paese"

Parte da Confartigianato Imprese Belluno la richiesta di una legge che riconosca la denominazione “Gelato di tradizione italiana”. L’obiettivo è permettere al consumatore di distinguere tra il gelato fatto secondo disciplinare e un prodotto generico a base di gelato. Punto di riferimento la Germania, dove è in vigore un sistema di normative per identificare le diverse tipologie di prodotto

"Gelato di tradizione italiana", a Belluno si chiede un riconoscimento che valorizzi la qualità del prodotto

BELLUNO. Un mercato che solo a Belluno vale 6,3 milioni di euro: a tanto ammonta la spesa che ogni anno le famiglie bellunesi sostengono per il gelato. E sale a 143 milioni (dato 2024) considerando le famiglie venete: da qui la richiesta di un riconoscimento normativo del gelato artigianale.

 

L’iniziativa è partita da Confartigianato Imprese Belluno, che ha riunito la scorsa settimana i soci gelatieri per capire quali sono le esigenze principali della categoria e discutere della nuova proposta per istituire la denominazione “Gelato di tradizione italiana”.

 

Partiamo però dai dati: nel 2024, il Veneto si è piazzato al quinto posto in Italia per spesa ed è la seconda regione per numero di laboratori (1.094, l’11,7% del totale in Italia). Di questi, oltre sette su dieci sono artigiani (836, pari al 76,5%). A Belluno, invece, i laboratori di gelateria sono 54 (dato al primo trimestre 2026) e anche qui in grande maggioranza artigiani (42, pari al 78,1%).

 

Guardando al panorama nazionale, i laboratori sono 9.345, di cui il 65,6% artigiani (6.126 in valore assoluto), mentre la spesa delle famiglie per gelati nel 2024 ha superato i 1.700 milioni di euro. Un dato cui fa da contrappeso, oggi, l’aumento dei prezzi al consumo delle materie prime rispetto al 2021: uova +43%, frutta +32%, zucchero +31%, latte +25%, cacao e cioccolato +22%.

 

Centrale in tutto ciò è però la forte vocazione artigianale del settore, dalla quale deriva la volontà di “riconoscere, tutelare e valorizzare una delle espressioni più apprezzate del patrimonio alimentare italiano” attraverso una legge ad hoc. “Lavoriamo a questa proposta – afferma Cristiano Gaggion, presidente della categoria Alimentazione di Confartigianato Imprese - da un anno e mezzo. Siamo partiti dalla cosiddetta legge D’Incà per costruire un testo che garantisca una tutela a chi lavora secondo determinati standard e permetta al consumatore di capire la differenza tra un prodotto che risponde ai requisiti del disciplinare, quindi definibile come gelato di tradizione italiana, e uno che non lo è. L’iter non è semplice, ma abbiamo coinvolto anche le altre associazioni di categoria dell’artigianato per un testo condiviso”.

 

La proposta prevede in particolare uno specifico riconoscimento, accompagnato da un disciplinare che definisca caratteristiche, ingredienti e modalità di preparazione. In questo modo si vuole differenziare il gelato realizzato secondo tradizione artigianale e un prodotto generico a base di gelato. Il “Gelato di tradizione italiana” dovrebbe infatti essere preparato con materie prime fresche e genuine, preferibilmente di origine nazionale, attraverso lavorazioni che valorizzino la competenza del gelatiere: perciò alimentazione unita a sapere professionale, ricette e tecniche di lavorazione.

 

Su questo, uno spunto arriva dalla Germania. “Nel Paese - ha spiegato Augusto De Pellegrin, presidente Uniteis, associazione dei gelatieri artigiani italiani in Germania - non esiste una legge dedicata specificamente al gelato artigianale, ma è in vigore un sistema di normative e linee guida con parametri specifici che identificano le diverse tipologie di prodotto e tutelano consumatori e produttori”.

 

Disponibilità in tal senso arriva dal senatore bellunese Luca De Carlo, che con il collega Giorgio Salvitti non nasconde attenzione alla possibilità di individuare il percorso istituzionale più efficace per arrivare al riconoscimento, anche sulla scia dell’esempio tedesco. “La scelta di presentare la proposta sotto forma di emendamento e non di proposta di legge - ha ribadito - è strategica. Una volta rifinito in ogni sua componente tecnica, potremo infatti chiedere di inserirlo in una legge a impatto immediato, che vedrebbe la luce più velocemente”.

 

“In questo caso – conclude Claudia Scarzanella, presidente di Confartigianato Imprese Belluno – emerge il fondamentale ruolo dell’associazione di categoria come ponte tra le aziende e la politica. Mi sembra altresì significativo evidenziare la rilevante opportunità che due bellunesi come il senatore De Carlo e Cristiano Gaggion stiano lavorando insieme per la tutela del gelato, aiutando così concretamente le imprese a valorizzare il proprio prodotto”.

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