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Belluno
23 ottobre | 10:44

Zes del Nord, la Lega preme per l’approvazione: “Le nostre imprese sentono lo svantaggio con Friuli e Trentino. Così premiamo chi investe qui”

Presentata in Consiglio regionale una risoluzione a sostegno della proposta di legge del deputato Riccardo Molinari per una Zona economica speciale del Nord. Firmatari i consiglieri Matteo Pressi, Riccardo Barbisan e Andrea Tomaello, che sottolineano l’urgenza di tutelare la competitività delle imprese, a partire dalla provincia di Belluno, ed evitare ulteriori fughe di territori come accaduto per Sappada

Zes del Nord, la Lega preme per l’approvazione: “Le nostre imprese sentono lo svantaggio con Friuli e Trentino

BELLUNO. “Per la sua morfologia montana e la sua collocazione geografica, la provincia di Belluno è stata oggetto di interventi legislativi specifici e settoriali da parte della Regione, sia sul piano amministrativo sia su quello del sostegno finanziario. C’è poi un tema di grande attualità, che riguarda anche l’area di Portogruaro: la vicinanza con due Regioni a statuto speciale, che beneficiano di condizioni fiscali e norme più favorevoli per l’insediamento delle imprese e il loro mantenimento sul territorio”.

 

Con questa premessa il capogruppo di Stefani Presidente e Lega-LV in Consiglio Veneto Matteo Pressi, con il collega Riccardo Barbisan, ha presentato una risoluzione a sostegno della proposta di legge per l’istituzione della Zona economica speciale (Zes) nel Nord Italia, assieme al promotore Riccardo Molinari, presidente del Gruppo Lega - Salvini Premier alla Camera e i consiglieri regionali Alessandro Corbetta (Lombardia) e Fabrizio Ricca (Piemonte).

 

“Pur partendo dalla provincia di Belluno, la Zes interessa l’intero Veneto - prosegue Pressi - comprende le catene logistiche che attraversano la regione, interessata da tre dei nove corridoi logistici europei, i poli di Verona, Padova e Rovigo, la portualità veneziana, i 17 distretti industriali e manifatturieri e le aree di crisi semplice e complessa. Così in ognuna delle sette province c'è almeno una porzione di territorio che diventa Zes. L’obiettivo è creare un regime giuridico e fiscale che ci consenta di mantenere l’attrattività del territorio e la capacità delle nostre imprese di produrre ricchezza”.

 

Focus principale è quindi tutelare i sistemi industriali e produttivi. Nella risoluzione si fa leva infatti sui dati: “Il Veneto - si legge - risulta una delle principali regioni manifatturiere ed esportatrici d'Europa, terza in Italia, con esportazioni pari a circa 80 miliardi di euro nel 2025 e un sistema produttivo fortemente integrato nelle realtà economiche dell'Europa centrale”.

 

“Per anni - commenta Barbisan - siamo stati condizionati dall’idea che l’industria e la trasformazione potessero cedere il passo a servizi e turismo, come se l’Italia potesse vivere soltanto di questi settori. Questo progetto rimette invece al centro la manifattura, un comparto nel quale l’Italia rappresenta la seconda realtà europea e il Veneto si è distinto per le sue eccellenze”.

 

Non secondario poi il confronto con le vicine Regioni a statuto speciale, visto il timore di “effetti centrifughi concreti sulla coesione territoriale” dovuti alle differenze fiscali, amministrative e nel costo dell'energia e del lavoro. L’esempio è Sappada, che dalla provincia di Belluno è passata a quella di Udine: “Primo caso nella storia repubblicana - rileva il testo - di passaggio da una Regione a statuto ordinario a una a statuto speciale”.

 

“I nostri imprenditori - prosegue Barbisan - avvertono da decenni una condizione di svantaggio, che questa proposta può contribuire a colmare. Trovo interessante anche l’ipotesi di riservare agevolazioni fiscali sulle assunzioni a persone che lavorano sul territorio da almeno cinque anni: abbiamo bisogno di lavoratori per le nostre industrie, ma anche di persone che scelgano il Veneto come luogo in cui vivere”.

 

Da qui la collaborazione con Lombardia e Piemonte, i cui consiglieri del partito guardano al confronto con le vicine Valle d’Aosta, Francia e Svizzera. “La proposta di legge sulle Zes del Nord - sottolinea Molinari - è stata presentata alla Camera la scorsa estate e nasce dalla volontà di affrontare una disparità di trattamento che riguarda i territori settentrionali. Siamo favorevoli alle agevolazioni previste per il Mezzogiorno, ma oggi la Zes comprende tutto il Sud, mentre anche al Nord esistono aree di confine e territori in crisi industriale che hanno bisogno di sostegno”.

 

Tra i benefici elencati figurano il credito d’imposta, le agevolazioni per le assunzioni a tempo indeterminato con incentivi per le imprese che creano occupazione stabile e la semplificazione burocratica, con lo Sportello unico digitale al quale le imprese possono rivolgersi per le autorizzazioni necessarie risparmiando tempo e passaggi. “Abbiamo presentato questa proposta - conclude Molinari - per aprire un confronto e portarla avanti concretamente. I primi segnali stanno arrivando: la presidente del Consiglio e il ministro Urso hanno iniziato a prospettare possibili risposte nella prossima legge di bilancio”.

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