“I prodotti tradizionali mai stati così sotto attacco dalle grandi filiere agroalimentari, urge inversione di tendenza”, l'appello di Coldiretti per salvaguardare i produttori
L'organizzazione di tutela degli imprenditori agricoli ha offerto una disamina sul mercato dei prodotti alimentari locali che si rivela ancora più preoccupante che in passato, in grado di incidere anche sulla salute pubblica per via di una inferiore consapevolezza sull'educazione alimentare

TRIESTE. "Dobbiamo iniziare a renderci conto che il cibo sano che proviene dai produttori locali della regione non è mai stato sotto attacco come in questo periodo". Così Martin Figelj, presidente di Coldiretti Fvg. "E questo non solo per via di certi attori, pochi ma di grandi dimensioni, che dominano il mercato immettendo cibi sintetici e ultra processati, ma anche perché queste realtà stanno operando in modo da mettere in cattiva luce, e talvolta criminalizzare, i prodotti tradizionali. Per questo sentiamo la necessità di incentivare, sia a livello europeo che locale, l'acquisto diretto e il supporto verso agricoltori e allevatori che operano sul territorio regionale”.
Il presidente di Coldiretti Fvg a il Dolomiti lancia un appello e riflette sulla rinnovata urgenza di dover maturare una nuova consapevolezza riguardo l'educazione alimentare, evidenziando un problema che tende a acuirsi. L'intervento è avvenuto a margine della presentazione dell'ultima tappa della manifestazione “Campagna Amica Tour Fvg” avvenuta a Trieste nella mattina di oggi, mercoledì 14 ottobre.
Si tratta di un'iniziativa che va a chiudersi nel capoluogo, dopo gli appuntamenti estivi che hanno visto l'esposizione di cibi tradizionali a Malga Montasio, Sappada e alle Grotte di Pradis, e che culminerà domenica 18 ottobre a Trieste dalle 10.30 alle 18.30 con la proposta di un mercato di prodotti agroalimentari tradizionali, che si pone in un contesto di salvaguardia delle aziende del territorio e di educazione alimentare, quest'ultimo un tema individuato da Coldiretti come particolarmente delicato.
Il pericolo in caso di un mancato intervento in tal senso, è quello, secondo l'organizzazione, di assistere a un peggioramento delle abitudini legate al consumo dei cibi ancora più marcato rispetto al passato, per via di una serie di fattori tra i quali figurano le nuove tecnologie digitali, che incidono sulle scelte alimentari complice anche una certa influenza mediatica, e un processamento dei cibi sempre più sviluppato, tale da imporre una riflessione riguardo l'urgenza di invertire la rotta, favorendo l'acquisto dei generi di primaria necessità direttamente da chi li produce.
“Innanzitutto dobbiamo essere fieri dei nostri prodotti tradizionali – aggiunge il presidente di Coldiretti Fvg -. Le nostre aziende producono eccellenze e ci mettono la faccia instaurando un rapporto diretto tra il produttore e l'acquirente. Oltretutto giova ricordare che la ricerca medica sta mettendo in luce con sempre maggiore evidenza il rapporto tra un'educazione alimentare scorretta e l'insorgere di diverse malattie che si stanno manifestando anche tra i giovani. Grazie a iniziative come quelle promosse da Campagna Amica stiamo lavorando per una maggiore consapevolezza in tal senso, ma vediamo che c'è ancora molto lavoro da fare, perché l'industria del cibo processato è più grande che mai e tutta in mano a poche persone”.
Coldiretti ha ribadito durante la presentazione di Campagna Amica la propria collaborazione con oltre 70 ospedali italiani, tra i quali figurano l'Ospedale Maggiore di Trieste e il Santa Maria della Misericordia di Udine, dove ha preso forma un accordo nazionale tra agricoltori e medici per salvaguardare la salute dei cittadini. Infine, la scelta sulla collocazione del mercato all'interno del centro città non è stata casuale, e rimanda direttamente alla storia recente di Trieste, come ha sottolineato la vicesindaca Serena Tonel.
“La scelta per l'esposizione dei prodotti agroalimentari tradizionali della regione di Campagna Amica, è ricaduta su piazza del Ponterosso – ha dichiarato Tonel -, in continuità con il mercato rionale che lì è stato ripristinato, per quella che è una vocazione storica del Borgo Teresiano, che era il grande mercato di Trieste sin dal Settecento. Per questo, oltre a rappresentare un'opportunità di rilancio economico nella zona, per il rione rappresenta anche un fattore sentito e fortemente identitario”. Il percorso promosso da Coldiretti Fvg e Campagna Amica per valorizzare le produzioni locali, la biodiversità e il legame tra agricoltura e territorio, vede così approdare a Trieste ben diciotto aziende agricole in rappresentanza della montagna, della pianura friulana e isontina, fino al Carso triestino e goriziano.


















