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Caso scuola, sindacato Delsa: "Gravi irregolarità. Commissariamento". Rossi: "Abbiamo ottemperato, sarà il Consiglio di Stato a verificare"

Lunedì si sarebbe dovuta chiudere con l'assegnazione delle cattedre ai docenti ricorrenti la querelle sull'istruzione in Trentino. Pericolo: "L'assegnazione delle cattedre è stata pilotata". Il Governatore: "Problematiche ridotte, si va avanti"

Di Luca Andreazza - 29 novembre 2016 - 19:13

TRENTO. "L'amministrazione falsa le convocazioni. Siamo davanti ad un abuso d'ufficio e il commissariamento è l'unica strada percorribile", queste le parole di Mauro Pericolo, segretario di Delsa che ha abbandonato la sala "per evidenti e gravi irregolarità nell'assegnazione delle cattedre".

 

“Noi rispettiamo le ordinanze e le sentenze - controbatte il presidente Rossi -. Ci atteniamo quindi alle decisioni del Consiglio di Stato che deciderà in ordine alla corretta ottemperanza di quanto previsto nell'ordinanza. Non c’è stata alcuna scorrettezza da parte dell’amministrazione provinciale visto che è stata seguita una procedura collaudata. Tutte le procedure sono rese pubbliche attraverso il web dal 17 novembre”.

 

Prima i ricorsi, quindi l'ordinanza del Consiglio di Stato che dava ragione agli insegnanti precari abilitatisi con il vecchio sistema (il diploma magistrale ante 2002, ndr) e disponeva che se entro 30 giorni la Provincia non adempirà all'ordinanza cautelare già emessa il 5 agosto 2016 (la numero 3.377) che sanciva l'inserimento con riserva dei 164 insegnanti ricorrenti nella graduatoria per titoli trentina si procederà al commissariamento dell'ufficio scolastico guidato da Livia Ferrario

 

Il governatore Ugo Rossi aveva rassicurato tutti e lunedì 28 novembre si sarebbe dovuto tenere l'atto conclusivo con le assegnazioni delle cattedre ai 164 insegnati ricorrenti. La giornata che avrebbe dovuto placare il polverone sollevato intorno all'istruzione trentina, ma qualcosa sembra essere andato nuovamente storto, ma il condizionale è d'obbligo.

 

I docenti che hanno stipulato un contratto a tempo determinato il 30 agosto scorso e tutti i ricorrenti interessati dalle recenti ordinanze sono stati convocati in via Gilli al dipartimento dell'istruzione, per stipulare i contratti a tempo determinato. Gli insegnanti, uno alla volta e seguendo l'ordine di graduatoria scaturita dall'ordinanza, sono stati chiamati dai dirigenti per decidere se intendevano confermare l'incarico che già avevano oppure scegliere una nuova destinazione, "ma - sottolinea il sindacato autonomo Delsa - nella schermata proiettata dall'amministrazione dovevano esserci due colonne: una blu riportante i posti vacanti e l'altra in rosso per le cattedre già occupate. Si sarebbe dovuto procedere secondo il principio del merito, ma è stata falsata la disponibilità dei posti, inducendo i docenti in errore e guidandoli verso determinate cattedre per evitare spostamenti".

 

Dopo circa due ore dall'inizio delle operazioni il sindacalista Mauro Pericolo, avrebbe sentito numerose segnalazioni e rimostranze dei ricorrenti in aula, che denunciavano la sparizione di cattedre dai tabelloni videoproiettati sugli schermi "e la misteriosa riapparizione - continua - delle stesse al momento della scelta da parte di taluni docenti. Ho chiesto lumi alle dottoresse Ferrario e Mussino su quanto si stava palesando agli occhi di tutti".

 

"I dirigenti - dice - hanno allora spiegato che il tabellone proiettato in aula era incompleto poiché le cattedre in questione, pur essendo libere, venivano collocate nella colonna nominata 'cattedre occupate' e che era cura dei docenti verificare la completezza del quadro delle disponibilità recandosi al bancone delle dirigenti. Peccato che la stessa Livia Ferrario, in apertura di seduta, avesse caldamente invitato chi voleva rinunciare agli incarichi proiettati a video, a rimanere al proprio posto dichiarando a voce il rinuncio".

 

Una situazione che rimane incandescente, tanto da indurre il sindacato Delsa a procedere per via legale per tutelare i ricorrenti e continuare la battaglia per i loro diritti: "Quanto accaduto - conclude Pericolo - è di una gravità inaccettabile in uno stato di diritto e sintomatico di quale sia la modalità di operare di questa amministrazione - conclude Pericolo - procederemo con le segnalazioni agli organismi di competenza per le verifiche di natura  penale e civile, mentre per quanto riguarda l'amministrativo segnaleremo, tramite i nostri i legali il tutto al presidente della IV sezione del Consiglio di Stato che ha emesso l'ordinanza ed al Commissario ad Acta, che a questo punto si insedi e metta fine a questa vicenda di reiterati abusi. La Procura è l'unica via per mettere fine a questi abusi".

 

“Il commissariamento – prosegue il presidente - è solo un’ipotesi eventuale, nel caso in cui il Consiglio di Stato verificasse che non c’è stata ottemperanza o c’è stata un’ottemperanza non corretta alla sua ordinanza. A procedure ultimate, a breve, daremo conto al Consiglio di Stato di quanto è stato fatto. Naturalmente in questi casi c’è sempre la possibilità di eventuali ricorsi. Il Consiglio di Stato valuterà e deciderà se le nostre procedure sono state corrette o meno. L’iter che abbiamo seguito ha dato la possibilità a chi, in base all’ordinanza, era stato reinserito nelle graduatorie, di poter esercitare il proprio diritto. Quindi riteniamo di aver adempiuto correttamente a quanto contenuto nell’ordinanza”.

 

Il Presidente Rossi ha inoltre chiarito questa mattina, in risposta a Civettini della Lega nel corso del questiontime che "le ordinanze del Consiglio di Stato sono due e riguardavano 406 ricorrenti. Di questi, dopo la scadenza dei termini di raccolta delle domande, 178 hanno richiesto l’inclusione nelle graduatorie. Il 24 novembre - conclude il governatore - è stata approvata dal dirigente la graduatoria dell’ulteriore fascia e l’assegnazione degli incarichi si è svolta nella giornata di ieri. Provvederemo a dare notizia al Consiglio di Stato, entro i termini di eventuali ricorsi che la procedura prevede. Sono una decina, ha precisato, le scuole coinvolte dal cambio di docenti e quindi la problematica è ridotta rispetto a quanto prospettato in una fase iniziale".  

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