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Chiavetta elettronica per i rifiuti. A Pergine la rivolta dei cittadini, dalle petizioni online agli incontri pubblici

Nel perginese da ottobre gli imballaggi leggeri potranno essere buttati solo in apposite calotte con chiave elettronica. Su Facebook infuria la protesta, si chiede il porta a porta e alcuni cittadini si organizzano per capire come funzionerà la riforma. L'Amnu: "Lo facciamo per migliorare il servizio"

Di Luca Pianesi - 22 settembre 2016 - 18:22

TRENTO. E' partita anche una petizione su change.org per passare al “porta a porta” mentre la protesta infuria sui vari profili Facebook e i cittadini si organizzano autonomamente per promuovere incontri pubblici e approfondimenti. Il tema calotte azzurre per imballaggi leggeri che si aprono solo con chiave elettronica, nell'Alta Valsugana sta provocando una vera “reazione di popolo”.

 

Da ottobre, infatti, i cittadini del perginese e dell'Alta Valsugana, per buttare plastica, lattine di alluminio e tetrapack dovranno necessariamente servirsi di una chiavetta elettronica unico strumento utile all'apertura dei bidoncini per imballaggi leggeri che andranno a sostituire i canonici cassonetti azzurri. Il perché di una tale riforma (che costerà circa 600 mila euro ed è ormai già in stato avanzatissimo) ce lo spiega la stessa Amnu spa, la società che sul territorio della Comunità Alta Valsugana e Bersntol è attiva nel settore dell'erogazione di servizi pubblici, quale la gestione della raccolta dei rifiuti: “Nei cassonetti, gestiti fino ad oggi senza alcun sistema di controllo, finisce purtroppo fino al 40% di rifiuti non differenziati e questo tipo di raccolta non consente di attribuire correttamente i costi: accade infatti che i virtuosi, che con acquisti accorti (vuoto a rendere, ricariche, prodotti sfusi...) producono pochi rifiuti, sono costretti a pagare come tutti gli altri. Per tali motivi la Conferenza dei Sindaci dell'Alta Valsugana ha deciso di chiudere i cassonetti stradali, identificare con una chiave elettronica chi conferisce i rifiuti e applicare una tariffa commisurata alla quantità conferita da ogni utente. La quantificazione di questa tariffa, che entrerà in vigore con il 2017, è in fase di redazione e verrà comunicata entro la fine dell'anno in corso”.

 

Ma ai cittadini la riforma non convince. Su Facebook la protesta monta da giorni: “Si fa di tutto per rendere la vita ancora più complicata ai cittadini” scrive Monica su “Sei di Pergine se..”. Mentre Paola ha caricato immagini di passeggini e immondizia lasciati a bordo strada: in molti, infatti, si chiedono se con le calotte a chiave non aumenteranno proprio gli abbandoni dei rifiuti. Licia posta: “Questo è un pretesto per far pagare più tasse. Invece che i bidoni si potrebbe optare per la raccolta porta a porta. Io mi rifiuto di ritirare la chiavetta, come cittadina mi sento presa in giro”.

 

E proprio sul porta a porta è stata lanciata una petizione su change.org, una raccolta firme indirizzata direttamente all'Amnu e al sindaco di Pergine Oss Emer. Ma non è tutto. Una cittadina di Pergine, Alice Rovati ha contattato l'azienda di servizi e ha parlato con uno dei tecnici: “Onestamente non mi hanno chiarito molto strategie e metodi – ci spiega -. Su tutto non riesco a capire perché mentre ci fanno fare la raccolta degli imballaggi leggeri con le calotte e le chiavette poi contemporaneamente permettono di smaltire gli stessi rifiuti al centro di raccolta zonale, quindi senza un controllo. E poi non si riesce a capire se ci sarà un controllo bidoncino per bidoncino per verificare se il conferimento avviene in maniera corretta. Io vorrei capirci di più e per questo con altri cittadini stiamo pensando di organizzare un incontro con tecnici, amministratori e l'Amnu. Vorrei che ci spiegassero il meccanismo, le ragioni di questa scelta, i vantaggi e magari si riuscisse ad avere anche un confronto con realtà che hanno adottato lo stesso sistema di raccolta o sistemi alternativi". 

 

L'Amnu, al momento, ci risponde che "l’operazione rientra in un più ampio piano di intervento volto ad aumentare la qualità del servizio e valorizzare il merito dei cittadini che hanno aderito con impegno fino ad oggi alle politiche promosse dalle istituzioni locali a favore della sostenibilità ambientale. È per effetto di questa politica - prosegue l'azienda - che l’azienda ha assicurato nel tempo ai suoi comuni e al suo territorio gli onori delle cronache nazionali: da ultimo in occasione dell’edizione 2016 dell’iniziativa di Legambiente “Comuni Ricicloni”, che ha eletto Amnu Spa consorzio più “riciclone” d’Italia, e Pergine Valsugana il comune più “riciclone” del Trentino nella categoria dei centri con più di 10mila abitanti". 

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