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| 28 dic 2016 | 19:56

Il Rifugio Tonini distrutto dall'incendio. Bassetti: "Un disastro, ma ricostruiremo"

Le fiamme si sono sviluppate dal tetto dell'edificio intorno alle 10.30 e in serata sono state domate. (GUARDA LE FOTO) I vigili del fuoco dormiranno in quota e domani metteranno in sicurezza l'area. Andato bruciato anche una parte di bosco. Il presidente della Sat: "I gestori sono a terra. Avevano investito 26 anni della loro vita in quell'edificio ristrutturato nel 2010"

Il Rifugio Tonini dopo l'incendio

PINE'. L'incendio adesso è domato. Resta lo scheletro del rifugio con il tetto completamente andato in cenere e una parte di bosco bruciata completamente. E in cenere sono finite anche speranze e ricordi dei gestori Hana e Narcisio che al rifugio Tonini hanno dedicato 26 anni della loro vita. "Sono a terra - racconta Claudio Bassetti presidente della Sat, proprietaria dell'edificio - li ho visti davvero giù. Ma d'altronde non potrebbe essere altrimenti. Sono lì dal 1990 e oltre ai danni materiali si vanno a sommare tanti danni morali. Sono andati in fumo ricordi e emozioni. Tra l'altro loro erano bravissimi. Il Rifugio Tonini era un fiore all'occhiello, una di quelle strutture che funzionavano, eccome. Amato a tutti gli appassionati, come amati erano i gestori. Ma penso che non si dovrà mollare. Penso dovremo ricostruirlo il prima possibile".

 

L'incendio è partito dall'alto, dal tetto. Intorno alle 10.30 l'allarme e i primi tentativi dei gestori e di alcuni altri presenti di spegnere le fiamme con gli estintori e i secchi d'acqua. "Ma sono intervenute una serie di circostanze davvero sfortunate - prosegue Bassetti che si è recato sull'Altopiano di Piné appena saputo del fattaccio - il vento fortissimo, per esempio, ha spinto le fiamme rapidamente anche verso il bosco che ha preso fuoco in un attimo. E allo stesso tempo le scandole in legno del tetto dell'edificio si sono accese come fossero fiammiferi ed è stato un inferno". E la siccità, di questo ultimo mese, ha fatto il resto lasciando strada libera all'incendio.

 

Le immagini dell'incendio al rifugio Tonini

Sul posto sono giunte diverse squadre dei vigili del fuoco volontari e permanenti ma anche le operazioni di spegnimento non sono state facili. L'acqua in quota non c'era e quindi è stata portata con dei moduli con l'elicottero. E l'elicottero antincendio è servito anche a domare le fiamme che si stavano espandendo rapidamente al bosco circostante al rifugio. "L'edificio principale è devastato - aggiunge Bassetti - mentre lo stallone, dove da qualche anno vengono fatte alloggiare le scolaresche, è salvo. Tutta la struttura era stata fatta ristrutturare dalla Sat nel 2010. Quindi dispiace, se è possibile, ancora di più. Adesso c'è da chiarire cosa è successo. Si parla della canna fumaria, ma era stata rifatta solo sei anni fa. Tutto era stato realizzato a norma di legge, con precisione, e poi ciclicamente sono stati eseguiti controlli e verifiche. Aspettiamo perizie e accertamenti". 

 

Resta, quindi, da chiarire la dinamica dell'incidente. Intanto le fiamme sono state domate, sia quelle che hanno "attaccato" il bosco che quelle che hanno devastato l'esterno dell'edificio, anche se braci e tizzoni sono ancori accesi. Per questo molti dei soccorsi rimarranno a dormire in quota questa notte per procedere, poi, domani mattina a mettere in sicurezza tutta l'area. E già da domani si penserà al futuro del Rifugio Tonini. E tutti tifano per Hana, Narciso e la Sat nella speranza che tutto torni come prima il più presto possibile. "Il Tonini è un bene di proprietà della Sat ma è patrimonio della comunità - conclude Bassetti - è nel cuore di tutti e quindi penso che il prima possibile bisognerà incontrarsi, anche con le amministrazioni della zona, per pianificare la rinascita della struttura".

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