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| 13 mag 2017 | 13:16

L'Isola che non c'è, la festa di San Martino riparte, ma accusa: "Il Comune assente non giustificato"

Dopo la chiusura dell'evento 'Il fiume che non c'è', la manifestazione di quartiere cambia nome e lancia la sua prima edizione per continuare una tradizione di successo. Andrea Robol: "Non ci hanno chiesto aiuto, i rapporti sono affidati alla circoscrizione" 

di Tiberio Chiari

TRENTO. Questa sera al parco della Predara, dietro via San Martino, ci sarà la prima edizione dell''Isola che non c'è' (Qui info). Musica, video-istallazioni, giochi, birra e cibo per tutti nella zona dell'antica cava di porfido sulla quale oggi sorge il parco.

 

Questa sarà un'edizione ridotta della ormai classica festa di San Martino, che riusciva a interessare l'intero quartiere, e che, prima ha rischiato di scomparire, ma che vuole ricominciare a tutti i costi e quindi riparte con una nuova formula. Per chi negli anni ha partecipato, il ricordo di quelle serate è veramente positivo.

 

Dal 2009 fino all'ultima edizione dell'anno passato, questa festa, che si chiamava  'Il fiume che non c'è' in ricordo dell'antico passaggio del fiume Adige attraverso San Martino, era diventata un evento capace di richiamare migliaia di persone da tutta la città: una delle poche, se non l'unica, festa popolare realmente partecipata del centro cittadino.

 

La festa era organizzata dall'associazione Baricentro con l'appoggio di altre associazioni e molte attività commerciali del quartiere. Veniva chiusa l'intera via e dalla sera fino a tarda notte su quattro palchi musicali si alternavano concerti e spettacoli, mentre vari stand servivano birre e street food.

 

Abbiamo quindi parlato con Francesco Lorenzi,  che gestisce 'Rileggo' il negozietto di libri e dischi usati propri nel quartiere, che per primo si è battuto perché la festa non scomparisse, in qualità di nuovo presidente del Comitato San Martino. 

 

"Dopo l'addio malinconico dell'associazione che era in prima linea nell'organizzazione - spiega - ci siamo trovati spiazzati. Ormai è noto, si fatica sempre di più a reperire i soldi e gli sponsor per realizzare questi eventi. Questo indipendentemente se le manifestazioni sono di successo e garantiscono un impatto sociale molto positivo. Se poi vengono a  mancare anche le persone che si impegnavano direttamente diventa difficile continuare. Noi abbiamo comunque deciso di provarci a non far scomparire questa festa. Molte attività del quartiere ci hanno dato il loro supporto e così siamo ripartiti. L'aspetto più ingiustificabile in tutto ciò è però il silenzio del Comune".

 

La manifestazione di San Martino, completamente sostenuta da associazioni e privati, parte dal basso e "cerca di rilanciare - commenta Lorenzi - con le proprie forze un quartiere spesso dimenticato: mi sembra assurdo che il Comune non manifesti sostegno e non si interessi direttamente di questo evento. Un disinteresse triste, anche perché se prima c'era un dialogo e fino al 2014 l'assessorato alla cultura del Comune si sedeva al tavolo per partecipare all'organizzazione con la forza del suo contributo economico e logistico, dal 2014 senza preavviso e senza motivo si è sfilato, delegando alla circoscrizione questi oneri, che ovviamente non ha le forza e le possibilità dell'amministrazione comunale. Ora l'unica istituzione pubblica che partecipa è la Fondazione del Museo Storico".

 

Il comitato organizzatore della festa di San Martino non nasconde la delusione per l'assenza dell'amministrazione: "Dispiace - aggiunge il presidente - sopratutto perché ci sembrava positivo e stimolante per il Comune poter prendere parte e spunto dall'organizzazione di una manifestazione affollata e amata come 'Il fiume che non c'è'. Un evento che non si è mai astenuto dal proporre anche importanti iniziative culturali e anzi ha sempre puntato all'integrazione di tutti gli abitanti e di tutte le espressioni di questo quartiere, spesso dimenticato e abbandonato a se stessoComunque siamo fiduciosi e speriamo per il futuro prossimo in una nuova apertura. Intanto stasera ci troviamo tutti per una bella serata di musica e festa assieme”.

 

Il Comune per voce dell'assessore Andrea Robol risponde "che negli ultimi anni - spiega - non ci sono stati contatti da parte del comitato organizzatore della festa per richiedere aiuti". Gli organizzatori, però, sentendosi anche po' traditi perché "la festa - aggiunge Lorenzi - mantiene comunque una fondamentale prerogativa culturale, sarebbe più logico che sia il Comune a riavvicinarsi di sua iniziativa per supportare questo evento".

 

Insomma, agli organizzatori è dunque sembrato ingiusto elemosinare un aiuto e un contributo, senza che ci sia la coscienza da parte dell'ente che lo eroga che sia un fatto giusto.

 

In attesa di risolvere le questioni, il quartiere di San Martino aspetta tutti questa sera al suo parco della Predara. 


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