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| 10 nov 2016 | 12:19

Negozi sfitti e rischio degrado, vicolo del Vò, a Trento, si sta spegnendo

In pochi metri ci sono cinque locali sfitti. I negozianti "Non c'è più il passaggio di una volta". La storica erboristeria Terra di Hara: "C'è degrado anche qui. La droga viene nascosta sopra le finestre del vicolo"

TRENTO. Pittoresco e testimonianza di una Trento medievale, usato fino alla metà del 1800 per raggiungere la riva sinistra del fiume Adige, il vicolo del Vo' sembra ora attraversare un momento non proprio positivo.

 

Oggi funge da collegamento, assieme al vicolo dell'Adige, tra via Torre Vanga e via Manci. Con il passare degli anni, però, l'attrattività di uno dei luoghi storici caratteristici della città sembra essere diminuita.


Basta attraversarlo per accorgersi immediatamente di come gran parte dei locali siano rimasti sfitti e sulle vetrine a comparire sono solamente i cartelli con la scritta “Affittasi” o “Vendesi”.

 

Le attività commerciali, ovviamente, non mancano anche se risulta essere sempre più difficile guardare al futuro con occhi positivi. Segni dei tempi e dei tanti cambiamenti che la città e l'intera comunità hanno subito.

 

“In questo vicolo non c'è più il passaggio di una volta – ha spiegato Francesco Antoniolli, titolare dell'antica trattoria al Vò – e anche le attività commerciali sono diminuite ma è una situazione che si ripresenta in diverse zone della città. Sicuramente non è certo un periodo positivo ma detto questo, si riesce ancora ad andare avanti”.

 

Lungo il vicolo, nello spazio di pochi metri, ci sono ben cinque locali che espongono all'esterno l'insegna “vendesi” e “affittasi”. A conoscere bene la zona sono i titolari dell'erboristeria “Terra di Hara” presente da ben 28 anni.


 

“La zona – hanno spiegato – con il passare degli anni ha visto sempre un maggior degrado purtroppo. In alcune ore della giornata lo spaccio arriva anche qui. La droga viene nascosta sopra le finestre del vicolo e più di una volta ci siamo trovati davanti a situazioni che qualche anno fa nemmeno pensavamo”.


A creare problemi sono anche gli affitti dei locali in continuo aumento. “Arrivano delle nuove attività – ci spiegano i negozianti del vicolo – ma la durata media è di sei mesi, un anno e poi chiudono”.

 

A poca distanza a parlare delle difficoltà nel portare avanti un'attività è anche il personale del punto vendita Targotimbri. “La concorrenza dei grandi centri commerciali e delle catene – spiegano – sta facendo morire le piccole attività”.

 

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